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Tutti i siluri tra Fincantieri e Leonardo su Oto Melara e Wass. Che fa il Mef?

Bono Fincantieri

Stilettate dirette e indirette fra governo, Leonardo e Fincantieri sulla vendita di Oto Melara e Wass del gruppo capeggiato da Profumo? Fatti e approfondimenti nel corsivo di Francis Walsingham

 

E’ normale che un capo azienda di un grande gruppo controllato da una società controllata dal ministero dell’Economia auspichi un intervento diretto del governo su un’operazione in corso da parte di un grande gruppo controllato dal ministero dell’Economia?

E’ la domanda che in queste ore si stanno ponendo molti addetti ai lavori (meno a Roma e più a Milano) dopo l’esternazione odierna del deus ex machina del gruppo Fincantieri, controllato da Cdp Equity con il 71,32%.

IL SILURO DI BONO (FINCANTIERI)

Oto Melara-Leonardo? “Sono certo che il governo saprà fare la scelta giusta per salvaguardare il futuro di un asset industriale strategico”, ha sibilato Giuseppe Bono, numero uno di Fincantieri, in un’intervista rilasciata oggi al quotidiano Il Messaggero.

LE PAROLE DI PROFUMO (LEONARDO)

“Cercheremo di fare le cose per bene come facciamo”. Ha risposto così ieri il numero uno di Leonardo, Alessandro Profumo, a una domanda sul dossier per la cessione dell’ex Oto Melara e Wass. “Quando avremo chiarezza su quali saranno le effettive opzioni, faremo una scelta ma non possiamo farla in modo aprioristico solo sulla base della nazionalità dell’offerente”, ha aggiunto Profumo a chi gli chiedeva dell’ipotesi di un possibile accordo con Fincantieri per far sì che la tecnologia di Oto Melara resti di proprietà italiana.

“Oto Melara è un pezzo della nostra realtà, stiamo lavorando sul nostro portafoglio: faremo le cose ben fatte come ci viene chiesto dai nostri stakeholder, il Governo prima di tutti, ma anche le nostre persone”, ha ribadito l’ad di Leonardo Alessandro Profumo.

CHE COSA HA DETTO IL GOVERNO SU OTO MELARA E WASS

“Massima attenzione del governo su dossier strategici della difesa”, come la cessione di Oto Melara e Wass. È questa la posizione espressa dopo il vertice del 24 novembre al Mise tra i ministri Daniele Franco (Mef), Giancarlo Giorgetti (Mise) e Lorenzo Guerini (Difesa). “Il governo valuterà in tempi brevi soluzioni idonee a salvaguardare l’interesse nazionale alla valorizzazione degli asset strategici e allo sviluppo dell’occupazione anche nel quadro di possibili intese a livello europeo”, hanno affermato nei giorni scorsi fonti dell’esecutivo a Radiocor. Una posizione che pare più bononiana che profumiana? O magari si lavora a una soluzione mediana.

I RUMORS SU OTO MELARA E WASS

L’ipotesi più accreditata, secondo indiscrezioni giornalistiche, è che la Oto Melara (artiglierie navali), con garanzie di mantenerne l’italianità, vada a Knds mentre la Wass (siluri) sarebbe destinata Fincantieri. Secondo l’ipotesi “spezzatino” Fincantieri punterebbe quindi al business navale di Oto Melara e ai siluri prodotti da Wass, e Knds alle attività terrestri di Oto Melara. Da parte italiana l’interesse sarebbe quello di Leonardo di essere la terza parte del consorzio (con l’acquisto di una quota) entrando così anche nelle commesse che questo attiva. Da questa soluzione il gruppo capeggiato da Alessandro Profumo ne uscirebbe vincitore: sia in termini di cassa (deve infatti coprire l’esborso da 600 milioni di euro per l’acquisto del 25% della tedesca Hensoldt) sia in termini di maggiori volumi nel business dell’elettronica. Si vedrà se andrà davvero così

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