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Tutti i progetti di Vivere nella Comunità

Nomi e informazioni sulla seconda edizione alle porte della Scuola Politica “Vivere nella Comunità”

 

Prosegue l’attività della Scuola Politica “Vivere nella Comunità”, iniziativa formativa gratuita voluta da Pellegrino Capaldo, insieme a Sabino Cassese, Paolo Boccardelli e Marcello Presicci (quest’ultimo Segretario Generale della Scuola).

L’obiettivo primario della Scuola Politica, apartitica, è formare una nuova generazione di professionisti che avverta la consapevolezza e la responsabilità di essere “classe dirigente preparata”, vale a dire civil servants al servizio della comunità sia nel pubblico che nel privato.

Il progetto, giunto alla seconda edizione, vanta il coinvolgimento diretto di alcuni dei rappresentanti più importanti del settore privato (Banca Intesa, Generali, A2A, Iren, Citi, Ansa) del settore pubblico (CdP, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato) delle fondazioni (Fondazione CRT, Fondazione Ericsson, Fondazione Compagnia di San Paolo) ed infine di alcuni stakeholder istituzionali come Banca d’Italia e il Ministero della PA. All’interno della governance e fra i docenti figurano ministri (Marta Cartabia ed Enrico Giovannini), sottosegretari di Stato (Roberto Garofoli), commissari per l’attuazione del PNRR (Nicola Lupo) esperti di pubblica amministrazione (Bernardo Giorgio Mattarella e Luisa Torchia) e consulenti del Presidente della Repubblica in materia economica (Magda Bianco).

Oltre a formare gratuitamente i 30 studenti quest’anno la Scuola Politica “Vivere nella Comunità” organizzerà un ciclo di dibattiti, seminari e presentazioni di position paper. Il primo in cantiere è quello redatto in collaborazione con il Presidente di FEduF, Stefano Lucchini, e Banca d’Italia sull’importanza dell’educazione finanziaria. Seguiranno ulteriori progetti che vedranno il coinvolgimento di altre primarie Fondazioni.

Recentemente Francesco Profumo, uno dei membri del supervisory board della Scuola Politica ‘Vivere nella Comunità’, ha dichiarato come questa iniziativa rappresenti “un laboratorio in costruzione per progettare, realizzare e valutare nuove tecniche di ibridazione educative e formative, utili a creare dei nuovi leader e dei nuovi civil servants”. A proposito del tema dei “civil servants”, se il presidente francese Emmanuel Macron ha chiuso l’Ena, la “scuola dei presidenti” fondata da Charles De Gaulle nel 1945, occorre interrogarsi sulla ricostruzione di un’area formativa utile davvero alla futura classe dirigente ma che non sia elitaria.

A tal proposito Paolo Boccardelli, Presidente del Supervisory Board della Scuola Politica, invita a ripartire dalla formazione ma con un’attenzione spiccata ai meccanismi di selezione: “Esaminare le strategie educative delle classi dirigenti italiane significa mettere a fuoco la  questione  dell’efficacia  dei  meccanismi  di  selezione  nelle  posizioni  di vertice del nostro sistema economico e politico: un tema di notevole rilevanza rispetto agli obiettivi di crescita economica e di equità sociale. Noi desideriamo rafforzare la formazione dei partecipanti e aiutarli , dove possibile, ad inserirsi meglio nei ruoli chiave del nostro Paese”.

“Essere un Civil Servant significa interpretare a fondo la Costituzione“ ha dichiarato Pellegrino Capaldo, fondatore dell’iniziativa. “L’Italia ha bisogno di persone che possano servire l’interesse nazionale ed il bene comune, supportando la crescita delle imprese sia nel privato che nel pubblico, specie in questo periodo storico di rilancio dell’economia. Noi vogliamo aiutare i giovani ad essere più preparati nel fronteggiare le sfide odierne poiché la complessità dei problemi attuali richiede soluzioni che tengano in considerazione non solo la sostenibilità ambientale, ma anche quella economica e sociale”.

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