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Tutti i numeri della Nadef su imposte e tasse

Legge Di Bilancio 2022

La Nadef stima l’ammontare delle maggiori entrate rispetto alle previsioni formulate nel Def: si tratta di circa 6,7 miliardi di maggiori entrate rispetto alle stime. Tutti i numeri e i dettagli

 

La Nadef stima l’ammontare delle maggiori entrate rispetto alle previsioni formulate nel Def: si tratta di circa 6,7 miliardi di maggiori entrate rispetto alle stime, grazie al miglioramento della compliance fiscale. Conseguentemente, tutte le maggiori entrate permanenti, derivanti dal miglioramento dell’adempimento spontaneo registrato nel 2018, possono essere potenzialmente destinate al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, si legge nel documento. Il Fondo potenziale e’ stimato in 4,357 miliardi per il 2021. “Il Governo conferma l’intenzione di ridurre la pressione fiscale utilizzando prioritariamente le risorse derivanti dal contrasto all’evasione nell’ambito della sessione di bilancio”, è scritto nella Nadef.

Nadef, ecco il testo integrale. Che cosa farà il governo su fisco, debito e non solo

“Il sentiero programmatico consente di attuare la riforma degli ammortizzatori sociali e un primo stadio della riforma fiscale. L’assegno unico universale per i figli verrà messo a regime. Le entrate derivanti dalla revisione delle imposte ambientali e dei sussidi ambientalmente dannosi andranno utilizzate per ridurre altri oneri a carico dei settori produttivi. Le risorse di bilancio verranno crescentemente indirizzate verso gli investimenti e le spese per ricerca, innovazione e istruzione. Con la prossima Legge di Bilancio 2022-2024 sara’ rafforzato il sistema sanitario, al fine di migliorare l’accesso alle cure e incoraggiare la prevenzione. Risorse aggiuntive saranno destinate ai rinnovi dei contratti pubblici e al rifinanziamento delle politiche invariate non coperte dalla legislazione vigente” (missioni di pace, fondi di investimento e rinnovo di alcune politiche in scadenza). “Sara’ previsto il prolungamento di diverse misure di rilievo economico e sociale, fra cui il Fondo di Garanzia per le Pmi e gli incentivi all’efficientamento energetico degli edifici e agli investimenti innovativi”. Si legge nella bozza della Nadef appena approvata.

Nadef, ecco il testo integrale. Che cosa farà il governo su fisco, debito e non solo

Nella bozza della Nadef si legge che “in confronto al quadro tendenziale, il sentiero dell’indebitamento netto e’ superiore di oltre un punto percentuale di Pil a partire dal 2022. Cio’ implica un impatto sul Pil valutabile in quasi 0,5 punti percentuali di crescita aggiuntiva in confronto al tendenziale nel 2022. Il differenziale di indebitamento netto fra i due scenari si amplia ulteriormente nel 2023, a 1,5 punti di maggior deficit, dando luogo a un impatto sul tasso di crescita del Pil reale di quasi 0,2 punti. Nell’anno finale il differenziale di deficit si riduce a 1,2 punti, il che da’ luogo ad un lieve impatto negativo sul Pil, che e’ tuttavia sostanzialmente compensato dall’effetto ritardato dell’impulso ereditato dai due anni precedenti”. La Nadef riporta anche l’andamento della pressione fiscale a legislazione vigente: scenderà di circa 0,9 punti percentuali rispetto al 2020, collocandosi al 41,9% del Pil nel 2021; nel 2022, si manterrà pressoché stabile, al 42%, mentre per gli anni seguenti e’ atteso un calo medio di circa 0,2 punti di Pil all’anno, fino a raggiungere il 41,5% del Pil nel 2024. Al netto della misura riguardante l’erogazione del beneficio dei 100 euro mensili, la pressione fiscale passerebbe dal 41,2% del 2021 al 40,9% nel 2024″.

Nadef, ecco il testo integrale. Che cosa farà il governo su fisco, debito e non solo

“Oggi parte la strategia di Bilancio che vedrà la Legge di Bilancio tra due settimane il 15 e il 16 ottobre”, ha detto il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, interpellato a margine dell’Assemblea di Confcommercio. “Oggi – ha inoltre fatto rilevare Brunetta – abbiamo approvato in Consiglio dei ministri una Nadef con una crescita del 6%, che non si era mai vista negli ultimi 30-40 anni. E’ certamente un rimbalzo, ma certamente c’e’ anche una componente di crescita autonoma che ci pone in testa in Europa. Siamo il primo Paese per tasso di crescita; debito e rapporto debito/Pil sono in riduzione, come lo e’ il deficit”.

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