Continua la campagna acquisti del gruppo italofrancese EssilorLuxottica. Dopo l’acquisizione, a inizio aprile, di una quota significativa della catena thailandese di retail Top Charoen, il gruppo guidato da Francesco Milleri mette a segno un’altra operazione mirata, questa volta nel cuore della filiera produttiva: l’ingresso nel capitale della veneta Faro.
L’OPERAZIONE FARO E LA LOGICA INDUSTRIALE
L’annuncio è arrivato il 23 aprile. EssilorLuxottica ha acquisito Faro, azienda italiana attiva da oltre vent’anni nello sviluppo di macchinari ad alta precisione per l’industria dell’occhialeria e, in parte, della gioielleria. I dettagli finanziari non sono stati resi noti, ma il controllo della società risulta già interamente in capo al gruppo, segno di un’integrazione di fatto completata.
Per Milleri Faro è “un’eccellenza unica nell’ingegneria di precisione” e consentirà di ampliare competenze e capacità manifatturiere, accelerando lo sviluppo di nuove macchine per montature e lenti. Sullo sfondo c’è un rafforzamento di un modello che punta a controllare sempre più fasi della filiera.
CHE COSA FA FARO
Faro nasce nel 2003 e ha sede a Santa Maria di Sala, nel Veneziano, nel distretto italiano dell’occhialeria. L’attività ruota attorno alle macchine industriali computerizzate, ma comprende anche progettazione, produzione e sviluppo di soluzioni tecnologiche per la produzione industriale.
La specializzazione è nei macchinari CNC (a controllo computerizzato) ad alta precisione per fresatura e diamantatura, utilizzati nella lavorazione di componenti per occhiali e gioielli. Sistemi che integrano hardware e software e permettono lavorazioni complesse su diversi materiali. Un ambito legato a produzioni sempre più personalizzate e veloci.
Accanto all’attività industriale, ce n’è anche una di sviluppo tecnologico. Negli anni la società ha investito in sistemi gestionali evoluti e in attività di ricerca, tra cui un brevetto per una struttura che isola le lavorazioni, aumentando sicurezza e controllo nei processi produttivi, con estensioni internazionali in corso.
DIMENSIONI E NUMERI DELL’AZIENDA VENETA
Faro resta una realtà di dimensioni contenute: a fine 2025 contava 11 addetti. I numeri, però, mostrano margini elevati. Nel 2024 i ricavi si attestano a 5,95 milioni di euro, in calo rispetto ai 7,2 milioni del 2023. Il valore della produzione è pari a 6,03 milioni, a fronte di costi per 4,65 milioni, con un margine operativo di circa 1,38 milioni. L’utile netto sfiora i 1,02 milioni, dopo 1,28 milioni dell’anno precedente.
Il patrimonio netto è pari a 4,5 milioni a fronte di 8,1 milioni di attivo. Rilevante il peso dell’attività correnti, oltre 7,1 milioni, con crediti per circa 3,7 milioni e disponibilità liquide e attività finanziarie che superano i 3 milioni complessivi.
Nel 2024 la società ha anche rafforzato la propria base industriale, con l’acquisto di una porzione di capannone per circa 275mila euro, portando gli investimenti in impianti e strutture a oltre 300 mila euro. In crescita anche gli investimenti finanziari, che superano i 490mila euro.
Si tratta insomma di una piccola impresa ad alta specializzazione, con margini elevati rispetto ai ricavi e una struttura patrimoniale equilibrata.
UN TASSELLO NELLA STRATEGIA DI ESSILUX
L’operazione si inserisce in un modello industriale sempre più integrato. EssilorLuxottica è presente in oltre 150 paesi, con più di 200.000 dipendenti, circa 600 stabilimenti, 300.000 clienti ottici e 18.000 negozi.
Nel 2025 il gruppo ha registrato ricavi per 28,5 miliardi di euro. Il perimetro spazia dalle tecnologie per lenti ai marchi eyewear globali come Ray-Ban e Oakley, fino a una rete retail diffusa con insegne come Sunglass Hut e LensCrafters.
Il gruppo copre l’intera catena del valore, dalla ricerca – con una rete globale di oltre 50 centri di R&S – alla produzione fino alla distribuzione. In questo contesto, l’ingresso di Faro rafforza un segmento meno visibile ma strategico: quello delle tecnologie produttive.
I CONTI DEL PRIMO TRIMESTRE 2026 E LE DIRETTRICI DI CRESCITA
L’operazione arriva in una fase di espansione. Nel primo trimestre del 2026 EssilorLuxottica ha registrato ricavi pari a 7,127 miliardi di euro, in crescita del 10,8% a cambi costanti (+4,1% a cambi correnti). È il terzo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra.
La dinamica è diffusa: il Nord America cresce del 12,5% e l’area Emea del 9,5%, mentre la Cina registra un incremento a doppia cifra. A trainare sono soprattutto gli occhiali intelligenti e il marchio Ray-Ban, oltre alle soluzioni per la gestione della miopia, che aumentano del 26%.
Sul fronte dei prodotti, si conferma il buon avvio dei modelli Optics degli smart glasses Ray-Ban Meta, mentre continua l’espansione delle tecnologie per la gestione della miopia. Segno di uno spostamento verso soluzioni più tecnologiche e sanitarie.
Milleri e il vice amministratore delegato Paul du Saillant parlano di risultati “robusti in tutte le aree geografiche e in tutti i business”, rivendicando la continuità della crescita. Tra i fattori di espansione viene richiamato anche il rafforzamento della presenza retail in Thailandia con Top Charoen, che aggiunge circa 2.000 negozi alla rete globale.
TRA CRESCITA E RELAZIONI INDUSTRIALI
Accanto ai risultati economici, il gruppo ha definito il premio di risultato per i dipendenti italiani legato al 2025. L’importo base è pari a 3.090 euro lordi e può salire fino a circa 3.700 euro, arrivando a oltre 4.000 euro in caso di conversione in welfare.
Il premio, concordato con i sindacati, arriva in una fase di crescita diffusa. Per il gruppo è il “frutto del solido sistema di relazioni sindacali costruito negli anni” e un “sostegno importante per i lavoratori e le lavoratrici in Italia”, mentre il gruppo spinge sempre più sul med-tech.
In questo quadro, l’acquisizione di Faro non è tanto un’operazione di scala quanto un rafforzamento delle competenze produttive.







