Economia

Tutti i conti trimestrali di Intesa Sanpaolo

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Che cosa emerge dalla prima relazione trimestrale 2021 di Intesa Sanpaolo

 

Utile netto in crescita, crediti deteriorati ridotti, stato patrimoniale solido e un amministratore delegato pronto ad allargare per bene i cordoni della borsa, Francoforte permettendo, per remunerare gli azionisti. Nonostante la pandemia, Intesa Sanpaolo ha di che festeggiare per i risultati raggiunti nel primo trimestre dell’anno in corso. Ma vediamo in dettaglio.

COME VA IL CONTO ECONOMICO DI INTESA SANPAOLO

Come dicevamo Ca’ de Sass nei primi tre mesi dell’anno in corso ha fatto segnare un utile netto di 1,52 miliardi di euro, rispetto a 1,15 miliardi dello stesso periodo del 2020, cifra – si legge nella nota diffusa dal gruppo – “pienamente in linea con l’obiettivo di un utile netto per l’anno ampiamente superiore a 3,5 miliardi di euro”. In calo del 4,3 a livello tendenziale gli interessi netti, pari a 1,95 miliardi di euro, mentre le commissioni nette sono aumentate dell’8,9% rispetto ai 2,11 miliardi del primo trimestre 2020 con flessione dello 0,5% di quelle da attività bancaria commerciale e crescita del 12,6% di quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza.

TUTTI I NUMERI FONDAMENTALI DI INTESA SANPAOLO

Segno più anche per l’attività assicurativa a 373 milioni di euro, rispetto ai 372 milioni del primo trimestre 2020. Sono diminuiti i proventi operativi netti, pari a 5,46 miliardi di euro rispetto ai 5.570 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, e i costi operativi, a 2,54 miliardi di euro ovvero -12,3% rispetto ai 2,9 miliardi del quarto trimestre 2020, grazie al -6,7% per le spese del personale, del -26,9% per le spese amministrative e del -2,6% per gli ammortamenti. A livello tendenziale, invece, i costi operativi calano del 2,6%.

I DIVIDENDI DI INTESA SANPAOLO

Sul fronte della politica dei dividendi, oltre ai 694 milioni di dividendi cash per il 2020 da distribuire a maggio 2021, Intesa Sanpaolo prevede – sempre seguendo le indicazioni della Bce – a valere sui risultati del 2020, una distribuzione cash da riserve, possibilmente entro la fine del 2021, che porti al pagamento di un ammontare complessivo corrispondente a un payout ratio pari al 75% dei 3.505 milioni di euro di utile netto rettificato. In conto anche, a valere sui risultati del 2021, il pagamento di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell’utile netto, da distribuire in parte come acconto nel 2021. In tal modo viene confermato “il mantenimento della solidità dei coefficienti patrimoniali, con un Common Equity Tier 1 ratio a regime nel 2021 minimo al 13% pro-forma (12% non pro-forma)”.

LO STATO PATRIMONIALE DI INTESA SANPAOLO

Nel comunicato diffuso dal gruppo si evidenzia come la patrimonializzazione sia “molto solida”, con coefficienti su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Nel primo trimestre di quest’anno, deducendo dal capitale 1.061 milioni di euro di dividendi maturati, il Common Equity Tier 1 ratio calcolato applicando i criteri transitori in vigore per il 2021 è risultato pari al 14,9%, il Common Equity Tier 1 ratio a regime al 14,4% e il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime al 15,7%, livello ai massimi tra le maggiori banche europee.

CAPITOLO CREDITI DETERIORATI

Sul fronte dei crediti deteriorati Intesa Sanpaolo li ha ridotti, al lordo delle rettifiche di valore, di circa 44 miliardi dal picco di settembre 2015 e di circa 32 miliardi dal dicembre 2017 superando con un anno di anticipo, per circa 6 miliardi, l’obiettivo di riduzione pari a 26 miliardi previsto per il periodo 2018-2021, compreso nel Piano di Impresa. Dunque a marzo 2021 lo stock di crediti deteriorati è calato, rispetto a dicembre 2020, dello 0,8% al lordo delle rettifiche di valore e del 2,3% al netto; l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è stata pari al 4,4% al lordo delle rettifiche di valore e al 2,3% al netto. Considerando la metodologia adottata dall’Eba, l’incidenza dei crediti deteriorati al lordo delle rettifiche di valore è risultata pari al 3,5%.

I PRESTITI E LE ATTIVITA’ PER IMPRESE E FAMIGLIE

Nei primi tre mesi del 2021 Ca’ de Sass ha distribuito circa 23 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine di cui circa 21 miliardi in Italia e circa 18 miliardi a famiglie e piccole e medie imprese. Inoltre 2.900 aziende italiane sono state riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato e circa 126.000 dal 2014, preservando rispettivamente intorno a 14.500 e 630mila posti di lavoro. Inoltre vanno registrate iniziative per la riduzione della povertà infantile e il supporto alle persone in difficoltà, per cui dal 2018 sono stati forniti circa 17,7 milioni di pasti, 1,1 milioni di posti letto, 244mila medicinali e 203mila capi di abbigliamento. Nel quarto trimestre 2018 è stato avviato anche il Fondo Impact per l’erogazione di circa 1,5 miliardi di euro di prestiti alle categorie che altrimenti avrebbero difficoltà ad accedere al credito nonostante il loro potenziale; lanciata la prima linea di credito non garantito dedicata a tutti gli studenti universitari italiani, che studino nel nostro Paese o all’estero, con 16,3 milioni di euro erogati nel primo trimestre 2021 e circa 107 milioni dal lancio ovvero all’inizio del 2019.

IL COMMENTO DI MESSINA

Ben contento dei risultati del suo gruppo l’amministratore delegato, Carlo Messina. “Il ruolo di forte spinta alla ripresa della crescita che Intesa Sanpaolo potrà giocare si basa sui livelli di efficienza, redditività e solidità, che ci collocano ai vertici di settore in Europa” ha detto il banchiere romano ricordando che “il risultato netto del primo trimestre 2021 è pari a 1,5 miliardi di euro, con un aumento del 32% rispetto al primo trimestre del 2020. I proventi operativi netti e il risultato della gestione operativa segnano una forte accelerazione rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno (+9% e + 38%, rispettivamente)”. Messina guarda poi alla situazione italiana: “In questo delicato momento per il Paese siamo pronti ad essere un punto di riferimento per una crescita sostenibile e inclusiva grazie agli oltre 400 miliardi di prestiti a medio e lungo termine che renderemo disponibili a imprese e famiglie a supporto del Pnrr. Per avvicinarci ai livelli di occupazione evidenziati dagli altri grandi Paesi europei – ha proseguito – dobbiamo puntare sui solidi fondamentali della nostra economia: l’elevata ricchezza delle famiglie italiane, pari a 10.700 miliardi di euro, di cui 4.400 rappresentata da attività finanziarie; le nostre imprese manufatturiere, dotate di bilanci assai più solidi rispetto ai livelli precedenti la crisi del 2008; l’eccellenza del nostro export, in grado di superare, negli ultimi 5 anni, quello tedesco per oltre 4 punti percentuali”.

Il ceo di Intesa Sanpaolo ha parlato anche della remunerazione degli azionisti che “resta una priorità. Nel mese di maggio – ha spiegato – distribuiremo circa 700 milioni di dividendi in contanti, il quantitativo massimo stabilito dal supervisore. Una volta superate le restrizioni delle Bce – ha concluso – intendiamo distribuire in contanti – dalle riserve – la parte restante per raggiungere il payout ratio previsto nel Piano d’Impresa, pari complessivamente al 75% di 3,5 miliardi di utile netto normalizzato 2020”.

Messina si è mostrato soddisfatto anche per il processo di integrazione di Ubi che “si è concluso perfettamente in linea con i nostri piani”. “La chiave del successo – ha aggiunto – è il coinvolgimento delle persone provenienti da Ubi. Le sinergie derivanti dalla combinazione con Ubi Banca, previste a oltre 1 miliardo di euro all’anno e superiori alle stime iniziali, aggiungeranno valore rilevante alla nostra posizione di leadership europea”. In generale però a tutti i dipendenti del gruppo va il plauso del ceo: “La capacità di Intesa Sanpaolo di raggiungere e superare gli obiettivi, anche in un periodo di eccezionale complessità, è dovuta alla qualità professionale delle sue persone. A loro va il mio personale ringraziamento: in un periodo di straordinaria difficoltà è stata completata con successo l’integrazione di Ubi e abbiamo ottenuto risultati significativamente positivi – ha concluso -. Grazie a loro e agli importanti traguardi raggiunti la nostra Banca proseguirà nel ruolo di motore al servizio della crescita inclusiva e sostenibile”.

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