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Amco

Tutti i buchi di Amco svelati da Munari

Che cosa emerge dai conti di Amco, la società statale specializzata nella gestione e nel recupero dei crediti deteriorati

Si fa sentire la cura Munari in casa Amco. Nel 2023, che a giugno ha visto avvicendarsi alla guida il manager veneto, ex Morgan Stanley e Credito Fondiario (subentrato a Marina Natale), la società del Mef specializzata nella gestione e nel recupero dei crediti deteriorati ha visto crescere incassi e ricavi. Da sottolineare anche le maggiori svalutazioni per rischio di credito per quasi 449 milioni.

BILANCIO

Dal bilancio di Amco, si nota che nel 2023 gli incassi – principale indicatore di performance – sono pari a euro 1,66 miliardi, +9% su anno e che la posizione finanziaria netta del gruppo migliora di 667 milioni grazie alla cassa generata dalla gestione caratteristica. In questo modo sono state finanziate acquisizioni di portafogli crediti per 264 milioni ed è stato rimborsato il bond di oltre 1,2 miliardi scaduto a luglio 2023 e rifinanziato solo per 500 milioni.

Segno meno, però, per il risultato netto consolidato che è negativo per 388 milioni (a fronte di un utile di 42,2 milioni registrato nel 2022). Bene invece i ricavi, saliti a 484,2 milioni (+10% su anno) grazie perlopiù all’aumento degli interessi attivi generati dai crediti acquisiti. In crescita pure i costi operativi netti, pari a 123,6 milioni, +29% rispetto al 2022 soprattutto per l’aumento delle spese connesse all’attività di recupero e per l’incremento dei costi IT.

A causa della dinamica dei ricavi e dei costi, l’Ebitda è dunque pari a 311,1 milioni, in aumento del 2% rispetto all’esercizio precedente, grazie in particolare all’andamento dei ricavi. Il saldo riprese rettifiche di valore da gestione caratteristica è invece negativo e pari a 523,8 milioni per effetto dell’impatto dell’aggiornamento della valutazione del portafoglio crediti “per fattorizzare le nuove aspettative implicite nelle curve di recupero e nelle curve medie di mercato”, si legge nel Bilancio consolidato. Gli altri proventi e oneri di gestione si attestano a-8,4 milioni, cifra per buona parte composta dal meccanismo di adeguamento delle commissioni attive delle ex Banche Venete, per-6,8 milioni.

A fine 2023 le masse in gestione da parte di Amco scendono a 34,7 miliardi, 1,7 miliardi in meno rispetto a fine 2022.: i nuovi acquisti nell’anno – di quasi 1 miliardo – compensano solo in parte il calo di 2,7 miliardi causato dalla ordinaria attività di recupero. Va detto che nel Piano Strategico 2024-2028 si prevedono masse in gestione ancora in diminuzione a 32,3 miliardi nel 2026 e a 28,5 miliardi fino al 2028 così come i ricavi (350 milioni nel 2026 e 243 milioni fino al 2028). Segno più, invece per l’utile netto che è dato in recupero dal rosso del 2023 a 50 milioni nel 2026 e 51 milioni nel 2028.

PATRIMONIO

A livello patrimoniale, dal bilancio consolidato 2023 emerge che i crediti verso clientela arrivano a 4,2 miliardi e sono composti, si legge nella relazione, “per la quasi totalità da crediti deteriorati acquisiti nell’ambito delle operazioni di debt purchasing tra gli anni 2019 e 2023”.

I portafogli POCI, ovvero quelli costituiti da crediti già deteriorati al momento dell’acquisto o dell’erogazione, diminuiscono del 9% “per effetto combinato del naturale decalage del portafoglio e dell’impatto delle svalutazioni effettuate nel 2023” così come accade per i portafogli a costo ammortizzato che registrano un calo del 24%. Le attività finanziarie, si legge ancora, sono pari a 928 milioni (-26,2% rispetto a dicembre 2022), soprattutto per la flessione degli investimenti in Titoli di Stato italiani e per il minore valore delle quote di O.I.C.R.

In calo il patrimonio netto di Amco, a poco più di 2 miliardi, 356 milioni in meno rispetto a dicembre 2022 “a causa del risultato netto negativo conseguito nell’esercizio 2023”. Il Total Capital Ratio è pari al 32,5%, ampiamente sopra i requisiti regolamentari.

RETTIFICHE DI VALORE PER RISCHIO DI CREDITO

Come si diceva, l’opera di Munari si fa sentire anche sul fronte delle pulizie in casa Amco. Lo scorso anno, infatti, ci sono state svalutazioni per 448 milioni e 472 mila a fronte dei 54,2 milioni dell’esercizio precedente.

“Le rettifiche e riprese di valore registrate sui crediti verso clientela traggono origine dagli effetti economici generatisi a seguito della attività di recupero, nonché dall’aggiornamento delle valutazioni delle posizioni gestite”, si chiarisce nel documento in cui si evidenzia pure che le rettifiche di valore nette al 31 dicembre 2023 derivano principalmente da maggiori rettifiche su portafogli al Costo ammortizzato per 255 milioni e da maggiori rettifiche su portafogli POCI per 194,2 milioni.

A questo punto, vista l’entità delle svalutazioni, un interrogativo è lecito: per caso durante la precedente gestioni sono stati effettuati acquisti di crediti da banche con valutazioni forse eccessive?

ACCANTONAMENTI AI FONDI PER RISCHI E ONERI

Da segnalare anche gli 8,5 milioni accantonati nel fondo per rischi e oneri. “La voce – si legge nel bilancio consolidato – è principalmente composta dagli accantonamenti per rischi su contenzioso legale”.

LE PARTECIPAZIONI DI AMCO

Al 31 dicembre 2023, come si legge nel bilancio consolidato relativo allo scorso esercizio, Amco possiede l’intera partecipazione nei veicoli Tatooine SPV S.r.l. e Tatooine LeaseCo S.r.l., acquisiti il 19 dicembre 2022; e l’intera partecipazione in Le Manifatture S.r.l., società operativa, acquisita il 5 maggio 2023 che svolge attività di gestione di un complesso commerciale acquisito nell’ambito dell’operazione di cartolarizzazione Tatooine. Inoltro, durante il 2023 si è conclusa la liquidazione della società Amco S.r.l. Al 31 dicembre scorso i dipendenti della capogruppo sono 417, in crescita rispetto a un anno prima, quando erano 373.

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