Economia

Tutti gli intrighi a 24 carati che si cela nell’Opa ostile di Barrick sulla rivale Nemwont per il business dell’oro

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Fatti, nomi, numeri e scenari sulla mossa di Barrick nel mercato dell’oro

Operazione oro fuso. La canadese Barrick Gold ha lanciato un’opa ostile da 18 miliardi di dollari sulla rivale americana Newmont.

CHE COSA CAMBIA CON L’OPA DI BARRICK SU NEWMONT

Se coronata da successo, la scalata potrebbe dar vita al maggior produttore al mondo di oro, con un valore di mercato di 42 miliardi. Il condizionale, però, è d’obbligo.

LE PRIME REAZIONI

Per il ceo di Newmont, Gary Goldberg, l’offerta di Barrick è una mossa di disturbo, «un tentativo bizzarro e disperato di far naufragare i nostri affari». Solo un mese fa Newmont ha annunciato di aver raggiunto un accordo da 10 miliardi per acquisire l’altra canadese Goldcorp.

TUTTI GLI EFFETTI DELL’EVENTUALE FUSIONE

La fusione rischia di relegare Barrick a un ruolo di secondo piano nel panorama estrattivo mondiale e l’opa ostile di ieri potrebbe perciò rappresentare una manovra per farla deragliare. «Andremo avanti nell’operazione Goldcorp», ha precisato Goldberg, «i nostri azionisti dovranno scegliere tra due offerte alternative: una che riconosce un premio del 17% e l’altra che rappresenta invece una proposta a sconto».

ECCO COMMENTI E ANALISI

L’offerta di Barrick, ha rintuzzato il ceo di Newmont, «è dell’8% inferiore al prezzo attuale delle nostre azioni: non vedo perché un azionista dovrebbe esserne interessato». Agli analisti che gli chiedevano se fosse disposto a lanciare una contro-scalata ostile su Barrick, Goldberg ha infine risposto con una velata minaccia: «A questo punto tutte le opzioni sono sul tavolo, vedremo quale scegliere».

ATTESE E SCENARI

Il numero uno di Newmont si è tuttavia mostrato interessato a valutare l’opportunità di unire con Barrick le rispettive estrattive in Nevada, realizzando sinergie dalla cooperazione. E non è escluso che proprio questo sia l’obiettivo finale del tentativo di scalata di Barrick: costringere la rivale a sedersi al tavolo delle trattative.

I PRECEDENTI

Già nel 2014 Barrick aveva cercato di acquisire Newmont in vista di possibili sinergie. Ieri, una volta di più, nell’annunciare agli azionisti l’opa ostile il ceo della compagnia canadese, Mark Bristow, ha sottolineato che la fusione consentirebbe risparmi sui costi per sette miliardi. Bristow non ha rinunciato poi a replicare alle osservazioni del rivale Goldberg: «A me pare disperato e bizzaro che Newmont paghi un premio del 17% a Goldcorp con cui non è possibile alcuna sinergia. E che all’annuncio di questa operazione segua quasi immediatamente quello dell’abbandono del ceo che ha proposto l’operazione». A fine 2019, completata l’acquisizone di Goldcorp, Golberg ha già comunicato che si ritirerà dal board di Newmont.

 

Articolo pubblicato su MF/Milano Finanza

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