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Tutti gli autogol nei conti della Juventus

Che cosa succederà al bilancio della Juventus dopo la sconfitta in Champions.

 

Nel 2018 Cristiano Ronaldo arriva alla Juventus con un obiettivo: vincere la Champions. A due anni e mezzo dall’ingaggio del titolare di cinque palloni d’oro (e a un anno è mezzo dalla scadenza del suo contratto) ancora non si è visto transitare il titolo più prestigioso dalle parti di Torino. E anche quest’anno i bianconeri hanno visto sfumare l’occasione di portare a casa la “coppa dalle grandi orecchie”. Un fallimento sportivo, certo, ma anche economico.

Quanto costa Ronaldo

Cristiano Ronaldo è costato 115,5 milioni. Ma non è tutto, il portoghese pesa ogni anno sui conti della Juventus per circa 86,2 milioni (circa 28,8 milioni di ammortamenti e 57,3 di stipendio lordo, che sale fino ai 64 considerando il costo azienda). L’ingaggio di Mr. Champions (ne ha vinte 5 in carriera, 4 con il Real Madrid e una con il Manchester United) ha portato a una crescita del costo della rosa (stipendi tesserati + ammortamenti) che è passato dai 300 milioni del 2017/18 a 388,9 milioni di euro del 2019/20.

Quanto ha fruttato Ronaldo

Cristiano Ronaldo ha avuto un indubbio impatto dal punto di vista commerciale. Nella stagione 2017/2018 i ricavi da sponsor della Juventus erano stati pari a 86,9 milioni. Nel 2019/20, nonostante il Covid-19, il club bianconero ha registrato entrate pari a 129,6 milioni con un aumento molto significativo del +49%, che potrebbero salire ancora nel 2020/21 considerando che nel primo semestre i ricavi commerciali erano pari a 69,5 milioni (+6% rispetto al 31 dicembre 2019). Una crescita dovuta ai rinnovi con Adidas (accordo passato da 23 a 51 milioni a stagione) e con Jeep (da 17 a 45 milioni annui), marchio che ora fa parte di Stellantis (il cui azionista di maggioranza è Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann).

Quanto costa l’eliminazione dalla Champions

La Juventus pagherà caro il mancato successo nel match contro il Porto. Prima di tutto l’immediato crollo del titolo in Borsa (-8%), al quale si aggiungeranno i mancati ricavi nella competizione più ricca d’Europa. Basti pensare che solo i quarti valevano 10,5 milioni di euro. Non è possibile stimare, ma è lecito immaginare, eventuali effetti collaterali negativi su sponsor e marketing. Una flessione che non ci voleva per il bilancio della Juventus già provato da un anno di ricadute negative della crisi da Covid-19.

I mancati ricavi dalla Champions

Come ricorda La Stampa l’ultima semestrale al 31 dicembre 2020 ha visto raddoppiare le perdite con 113 milioni di passivo, mentre i ricavi sono scesi del 20% a 258 milioni e il patrimonio netto si è assottigliato da 239 a 125 milioni. La Champions, se portata fino in fondo, può fruttare fino a 130 milioni in premi Uefa. Da questa edizione i bianconeri incasseranno poco più di 83 milioni, un po’ meno dello scorso anno quando furono 86,4.

Juventus:  conti in rosso

Stando alla relazione finanziaria annuale della Juventus il club, nell’esercizio 2019/2020, registra ricavi pari a 573,4 milioni di euro, in diminuzione del 7,7% rispetto al dato di  621,5 milioni dell’esercizio precedente.

Nello specifico i ricavi da gare ammontano a 49,2 milioni di euro, nell’esercizio precedente erano stati 70,7 milioni di euro, diminuendo di  21,5 milioni. Tale diminuzione è dovuta soprattutto agli effetti della pandemia da Covid-19 che ha obbligato a disputare alcune gare senza la presenza di pubblico. Il decremento è legato principalmente a minori ricavi da biglietteria per gare casalinghe UEFA Champions League (-8,6 milioni di euro), a minori ricavi da biglietteria per gare casalinghe di Campionato (-7,8 milioni di euro), a minori ricavi da abbonamenti (-5,8 milioni di euro) e a minori ricavi da servizi aggiuntivi gare (-1,6 milioni di euro). Queste perdite sono state parzialmente compensate da maggiori ricavi da ingaggi gare amichevoli (+1,8 milioni) e da maggiori ricavi da biglietteria per gare di Coppa Italia ( +0,5 milioni). In diminuzione anche i ricavi da vendita di prodotti e licenze, dai 44 milioni dello scorso esercizio ai 31,7 milioni del presente esercizio. In calo di circa 10 milioni di euro anche i proventi derivanti delle iniziative commerciali “Membership”, “Stadium Tour & Museo” e “Camp”(da 34,1 milioni del 2018/2019 a 24,5 del 2019/2020).

Incremento di valore della Juventus

A questi dati negativi va aggiunto che dal 2015 c’è stato un incremento del valore della società, tanto che l’aumento della quotazione e della capitalizzazione di Borsa è stato pari al 40% circa. Tuttavia la Juventus ha dovuto cercare all’esterno la liquidità necessaria. Nel febbraio 2019 ha dovuto lanciare un bond da 175 milioni per ristrutturare il debito, poi nel dicembre 2019 ha dovuto prevedere un aumento di capitale da 300 milioni, a cui Exor ha partecipato per 191 milioni, per ripianare le perdite degli ultimi anni (-19 milioni nel 2017/18 pre-Ronaldo, poi -40 nel 2018/19, -90 nel 2019/20 e -113,7 al 31 dicembre 2020, con l’impatto del Covid sugli ultimi due dati). L’indebitamento finanziario netto è passato da 309,8 milioni al 30 giugno 2019 ai 463,5 milioni un anno dopo, scendendo fino a quota 357 milioni al 31 dicembre 2020.

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