Economia

Tutte le pensioni liquidate dall’Inps: importi e categorie

di

carfagna inps

Che cosa emerge dal più recente monitoraggio dell’Inps sulle pensioni liquidate

 

Se non ci fosse la media del pollo di Trilussa a metterci in soggezione e a consigliere prudenza verrebbe la voglia di parafrasare una celebre affermazione dell’antichità: “datemi una statistica che solleverò il mondo’’.

L’Inps, per il suo ruolo, è una fonte inesauribile di dati non solo per quanto riguarda le pensioni, ma anche le altre prestazioni previdenziali e assistenziali e le politiche passive del mercato del lavoro, per stare almeno nelle grandi ripartizioni di attività e di spesa. Periodicamente viene reso noto un monitoraggio, a cura del Coordinamento statistico-attuariale, dal quale si possono trarre valutazioni fondate e documentate degli andamenti effettivi, la cui attenta consultazione eviterebbe di occuparsi della materia con le chiacchiere solite (absit iniuria verbis) degli avventori dei tanti Bar Sport della provincia italiana (prima che venissero chiusi in conseguenza della pandemia).

Nelle tabelle che seguono non hanno la pretesa si svelare aspetti inediti (in realtà i dati sono abbastanza intuibili nelle loro motivazioni) ma di riconfermare quanto influiscono sulla “qualità” dei trattamenti pensionistici, prima ancora delle regole applicate nel calcolo, l’attività lavorativa svolta, in ragione della sua maggiore o minore stabilità, della sua durata nel tempo, delle qualifiche e delle corrispondenti retribuzioni. Le statistiche seguenti mettono a confronto — sia per quanto riguarda il lavoro subordinato privato (FPLD) sia il lavoro dipendente pubblico (le gestioni ex INPDAP) — non solo la ripartizione dei trattamenti — nel biennio di decorrenza 2019-2020 — tra le diverse tipologie, ma anche in base alle classi di importo. In premessa va ricordato che – trattandosi di flussi relativi al biennio di decorrenza 2019-2020 — le regole dei requisiti di computo sono le stesse.

Nel FPLD si osserva in tutta evidenza che il numero più consistente dei trattamenti è collocato nelle prime due fasce al di sotto dei 1.000 euro mensili lordi (addirittura nel 2020 il numero di queste pensioni è ancor più elevato). La sola categoria che, in ambedue gli anni considerati, campeggia in maggioranza entro i 1.500 euro è quella della pensione anticipata/d’anzianità. Anche in questa fattispecie le ragioni sono note e dipendono dalla durata e dalla stabilità dell’attività di lavoro.

Nel pubblico impiego le pensioni erogate in ambedue gli anni di decorrenza sono ricomprese in larga maggioranza tra i 1.500 e i 3.000 euro lordi mensili (con una quota significativa anche al di sopra). Da notare nel settore un netto distacco del numero dei trattamenti anticipati compresi tra i 2.000 e i 3.000 euro. Peraltro va notato un numero più elevato di questi trattamenti nel 2019 rispetto al 2020, che può essere dipeso dalla fase di prima applicazione della norma sperimentale di ‘’quota 100’’, in modo particolare nel mondo della scuola.

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