Economia

Ecco tutte le coccole di M5S a Poste Italiane

di

Poste Italiane

Che cosa prevede un emendamento del Movimento 5 Stelle per la consegna di multe e atti giudiziari, un settore già egemonizzato da Poste Italiane. L’articolo di Anna Messia per Mf/MilanoFinanza

 

Potrebbe arrivare un nuova stretta al processo di liberalizzazione della consegna di multe e atti giudiziari a tutto vantaggio di Poste Italiane.

ECCO LA MOSSA DI 5S PRO POSTE ITALIANE

Un emendamento al decreto Sblocca-cantieri presentato dal senatore Vincenzo Presutto (del Movimento Cinque Stelle) prevede infatti ulteriori adempimenti a carico delle società di recapito che ambiscono ad ottenere il rilascio della licenza speciale necessaria per notificare gli atti giudiziari e le violazioni del codice della strada.

CHE COSA C’E’ IN BALLO

In teoria è dalla fine del 2017 che questa fetta di mercato postale si è aperta, da quando la legge annuale sulla concorrenza ha eliminato la riserva legale a favore di Poste Italiane. Ma in questi anni la transizione verso la liberalizzazione è andata decisamente a rilento: l’Agcom, l’autorità per le garanzia e nella comunicazione ha avuto bisogno di più di cinque mesi per emanare la delibera che a febbraio 2018 ha definito il regime giuridico della licenza speciale per lo svolgimento dei servizi di notifica.

I PASSI ISTITUZIONALI

Poi è stata la volta del ministero dello Sviluppo economico che ha pubblicato il suo decreto a settembre dello scorso anno, necessario a definire il disciplinare delle procedure per il rilascio delle licenze ma non era ancora finita.

GLI INTERVENTI NORMATIVI

A marzo è quindi toccato al ministero di Giustizia stabilire le linee guida per i corsi di formazione per chi dovrà occuparsi del recapito degli atti. Dopo quasi un anno mezzo tutto sembrava quindi pronto per aprire definitivamente questo settore al mercato ma l’intervento di Presutto rischia di rallentare di nuovo il processo, rimescolando le carte in tavola.

CHE COSA PREVEDE L’EMENDAMENTO M5S

L’emendamento prevede per tra l’altro che gli operatori dovranno presentare una dichiarazione relativa alla situazione di cui all’articolo 80, comma 5 del codice degli appalti dalla quale dovrà risultare in particolare «l’assenza di gravi infrazioni debitamente accertate alle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro» o di non essere stati destinatari, «nell’ultimo triennio precedente alla presentazione della domanda per il rilascio della licenza pubblica, di provvedimenti definitivi di esclusione da gare ad evidenza pubblica a causa di irregolarità contributiva o false dichiarazioni accertate in via definitiva».

I NUMERI AGCOM

In ballo c’è un mercato decisamente importante, oggi di fatto esclusivamente in mano a Poste Italiane. A dare i numeri era stato la stessa Autorità per le comunicazioni che aveva calcolato che i servizi di notifica a mezzo posta, a fine 2016, avevano registrato ricavi complessivi per 359 milioni, costituiti per la quasi totalità (86%) dal recapito degli atti giudiziari.

LE PROTESTE DI NEXIVE

Flussi rimasti finora di fatto di esclusiva pertinenza del gruppo guidato da Matteo Del Fante visto che anche chi ha già ottenuto la licenza per consegnare multe e atti giudiziari, come Nexive, a causa del rallentamento delle procedure di attuazione, non ha ancora iniziato a lavorare in questo comparto. «A fronte della pubblicazione delle linee guida per la formazione del personale pubblicate a marzo dal ministero della Giustizia non sono state ancora date disposizioni formali agli uffici sul territorio delle corti di appello, bloccando quindi di fatto l’avvio delle attività di formazione», aveva denunciato nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Nexive, Luciano Traja.

L’emendamento al decreto Sblocca-cantieri potrebbe ora rallentare le procedure e impattare sull’autonomia dell’Agcom, osserva ancora Traja, ricordando che l’autorità aveva previsto che dovesse essere l’impresa capogruppo, quella richiedente la licenza speciale, a dover integrare tutta una serie di requisiti per conto dei soggetti a questa affiliati.

Nell’emendamento è invece richiesto che tutte le stazioni appaltanti osservino quegli stessi requisiti. «Una modifica che va a penalizzare gli operatori che hanno un modello di rete differente da quello dell’incumbent che andrebbe a ingessare ulteriormente le gare pubbliche», conclude l’ad di Nexive.

(estratto di un articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza; qui l’articolo integrale)

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