Economia

Vi spiego come va il mercato del lavoro. Parla Tridico (Inps)

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Che cosa ha detto il neo presidente dell’Inps, l’economista Pasquale Tridico, nel corso della presentazione del suo libro”Economia del lavoro” (Mondadori) organizzata da Utopia

“Nonostante l’Italia sia in stagnazione il mercato del lavoro sta reggendo con una crescita del tasso di trasformazione dei contratti a termine verso il tempo indeterminato e soprattutto senza che sia aumentata la disoccupazione”.

E’ quello che ha detto tra l’altro l’economista e neo presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, mercoledì sera a Roma presentando il suo ultimo libro “Economia del lavoro”, edito da Mondadori. All’appuntamento, moderato dal vicedirettore del Fatto quotidiano Stefano Feltri, hanno partecipato fra gli altri Francesca Mazzolari del centro studi Confindustria, e Francesco Seghezzi, direttore della Fondazione ADAPT.

GLI ULTIMI DATI SUI CONTRATTI

A gennaio, come ha rivelato l’Osservatorio Inps sul precariato, la variazione netta sui rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni meno cessazioni) risulta positiva per 161.263 contratti (+110% su gennaio 2018). Si conferma, secondo l’Inps, il boom delle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato (+98,6% sull’anno). Nel mese le assunzioni totali dei datori di lavoro privati sono state 603.680 a fronte di 434.532 cessazioni con un saldo positivo di oltre 169.000 contratti.

CHI E’ TRIDICO

Calabrese, poco più che 40enne, Tridico insegna Economia del Lavoro al terzo ateneo romano – ora è in aspettativa – e da qualche anno è consigliere economico del vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. “Sono un economista del lavoro sensibile all’anello debole del conflitto fra capitale e lavoro e cioè il lavoro. Il lavoro non è una merce e il lavoratore non lo mangiamo, anzi deve mangiare”. Per questo, ha sostenuto, “il lavoro deve essere protetto dagli istituti sociali”.

IL PAPA’ DEL DECRETO DIGNITA’

Tridico ha rivendicato il “principio ispiratore” di quel decreto Dignità che ha contributo a scrivere. “Se un lavoro a termine finisce il lavoratore ha il diritto di sapere perché”, afferma difendendo le famose causali, mal viste invece da viale dell’Astronomia, che sono un’arma contro una flessibilità che in Italia era diventata “spuria”.

VINCOLI AL LAVORO PER CREARE INNOVAZIONE

Il neo presidente dell’Inps non ritiene che i “vincoli al lavoro” – come qualcuno ha definito le causali – siano un problema e che creino disoccupazione ma anzi sostiene che sono “la causa fondamentale per cui nasce l’innovazione” che a sua volta non è colpevole della mancata crescita della produttività italiana negli ultimi 25 anni. A pesare, spiega, è invece la deflazione salariale.

COME FUNZIONA IL DECRETO DIGNITA’

Intanto, in un “contesto in cui i sindacati sono oggettivamente deboli e la contrattazione collettiva nazionale viene meno, pur essendo uno strumento sacrosanto, i dati del decreto Dignità ci dicono che sta funzionando. La sua filosofia – ha sottolineato Tridico – è quella di ricomporre il mondo del lavoro verso il lavoro stabile”.

LA DIFFERENZA TRA DI MAIO E RENZI

Il professore vicino ai pentastellati ha rimarcato i “segnali positivi” che arrivano dal mondo del lavoro ma nota: “Il ministro Di Maio non li celebra, giustamente, perché non è bene prestarsi al balletto dei numeri che in passato ha visto ministri e premier dire e poi contraddirsi”.

L’ECONOMIA IN STAGNAZIONE

Conclusione di Tridico: nonostante “l’Italia sia in stagnazione il mercato del lavoro sta reggendo con una crescita del tasso di trasformazione dei contratti a termine verso il tempo indeterminato e soprattutto senza che sia aumentata la disoccupazione”.

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