Economia

Tim, Vodafone, Wind 3, Fastweb e Iliad. Ecco il ddl M5S sulla trasparenza delle tariffe telefoniche

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Tutti i dettagli sul disegno di legge presentato in Senato dal Movimento 5 Stelle che riguarda le compagnie telefoniche come Tim, Vodafone, Wind 3, Fastweb e non solo

Tariffe trasparenti e di più facile comprensione. È questo l’obiettivo che si propone il disegno di legge n. 1105, in materia di Trasparenza delle tariffe telefoniche, che in questi giorni viene analizzato nel corso delle audizioni.

Sul disegno di legge, in discussione al Senato, saranno sentite infatti anche le società tlc che operano in Italia: Tim, Vodafone, Iliad, Fastweb, Wind 3,

UN UNICO ARTICOLO

Il ddl (qui il link) si compone di un unico articolo. L’unico comma dell’articolo 1 modifica l’articolo 1 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, sulla tutela dei consu­matori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche, la nascita di nuove imprese, la valorizzazione dell’istruzione tecnico-professionale e la rottamazione di autoveicoli.

LA DENUNCIA DEI SENATORI DEL M5S

Il disegno di legge si rende necessario, sostengono Mauro Coltorti (M5S), primo firmatario del documento presentato dai Pentastellati, e i suoi colleghi, dal momento che le offerte “spesso non contengono le informazioni basilari necessarie a fornire al­l’utente la possibilità di scegliere la tariffa più conveniente in funzione dei servizi offerti”.

“Il disegno di legge – si legge nel testo – intende far sì che l’utente sia sempre messo nelle condizioni di fare una scelta consapevole e di poter comparare agevolmente le offerte e i prezzi dei servizi”.

NESSUN CAMBIO TARIFFE PRIMA DEI 6 MESI DALLA STIPULA DEL CONTRATTO

Nel comma 1-bis, il disegno di legge in discussione al Senato, introduce il divieto di modificare i termini di contratto prima che siano trascorsi 6 mesi dalla stipula dello stesso.

“Gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche non possono modificare le con­dizioni giuridiche ed economiche dell’offerta prima che siano trascorsi sei mesi dalla stipula del contratto, in ogni caso senza aggravio di costi o peggioramento delle condi­zioni economiche applicate nei confronti del consumatore”, si legge sul Ddl.

PIU’ TRASPARENZA

Nel comma 1-quarter, il Movimento 5 Stelle chiede più trasparenza: tramite comunicazioni semplici e di facile comprensione. “La medesima Autorità garantisce altresì che gli operatori dei servizi di telefonia mobile assicurino la piena trasparenza delle offerte e dei mes­saggi pubblicitari di cui al comma 2, garan­tendo una comunicazione semplice ed essen­ziale che faciliti al consumatore la compren­sione della tariffa e del prezzo complessivo relativo ai servizi acquistati mediante sotto­scrizione del contratto di attivazione”.

CONFRONTO FACILE

Ed in funzione di una sempre maggiore trasparenza, al comma 2, il disegno di legge chiede che agli operatori sia obbligatorio “evidenziare tutte le voci che compongono l’offerta, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto. A tal fine sono vietati le offerte e i messaggi pubblicitari e informativi di tariffe e servizi proposti dagli operatori che contengono l’indicazione del prezzo finale privo, in tutto o in parte, degli oneri complessivi derivanti dall’attivazione o dall’utilizzo dei servizi di traffico voce, dati, messaggistica istantanea e dei servizi ancillari”.

I costi ancillari, spiega il comma 2.1, sono i costi di attivazione del servizio, di attivazione e fruizione del piano tariffario, di trasferimento ad altro operatore, di utilizzo del servizio di segreteria telefonica, di verifica del credito residuo disponibile, di utilizzo di software e applicazioni, nonché di ogni ulteriore servizio preattivato o non disattivabile la cui fruizione comporti un aumento del prezzo complessivo corrisposto dal consumatore durante il periodo di fatturazione.

TUTTI I COSTI NELL’OFFERTA FINALE

Per evitare confusione, si chiede al comma 2.2, che “il prezzo finale contenuto nelle offerte promozionali e nei messaggi pubblicitari di cui al comma 1 deve comprendere i costi di tutti i servizi attivati, pre-attivati o non disattivabili dal consumatore al momento della sottoscrizione del contratto”.

I FIRMATARI

Mauro Coltorti (M5S), Gabriele Lanzi (M5S), Laura Bottici (M5S), Stanislao Di Piazza (M5S), Gianluca Castaldi (M5S), Gaspare Antonio Marinello (M5S), Tiziana Carmela Rosaria Drago (M5S), Luigi Di Marzio (M5S), Elio Lannutti (M5S), Cristiano Anastasi (M5S), Sergio Vaccaro (M5S), Gianluigi Paragone (M5S), Gianluca Ferrara (M5S), Marinella Pacifico (M5S), Maria Domenica Castellone (M5S), Luisa Angrisani (M5S), Iunio Valerio Romano (M5S), Rossella Accoto (M5S), Gianmarco Corbetta (M5S),, Barbara Guidolin (M5S), Agnese Gallicchio (M5S), Margherita Corrado (M5S), Vincenzo Garruti (M5S), Giulia Lupo (M5S), Gabriella Di Girolamo (M5S), Orietta Vanin (M5S), Gisella Naturale (M5S), Cinzia Leone (M5S), Maria Laura Mantovani (M5S).

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