Economia

Tim, Enel e Cdp alla ricerca della linea su Open Fiber e Flash Fiber (Fastweb)

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Tutte le ultime novità sul dossier Tim

 

Prove tecniche di accordo fra Tim, Enel e Cassa depositi e prestiti per una rete unitaria con effetti sull’azionariato di Tim e poi anche nel board dell’ex Telecom Italia. Ma partiamo dalla nota di ieri firmata dalle tre società interessate.

LA NOTA DI TIM, ENEL E CDP

Secondo la nota ufficiale, Tim ha sottoscritto con Cassa Depositi e Prestiti ed Enel un “Accordo di Confidenzialità volto ad avviare un confronto finalizzato a valutare possibili forme di integrazione delle reti in fibra ottica di Tim e Open Fiber, anche attraverso operazioni societarie”. In esecuzione del suddetto accordo, stretto “in relazione al susseguirsi di indiscrezioni sugli organi di stampa”, secondo quanto comunicato dalla società, le parti si atterranno alla più stretta confidenzialità.

LE ULTIME IPOTESI SU TIM

Secondo le ultime ipotesi il progetto per il quale Enel non avrebbe ancora sciolto le riserve (anche se la firma dell’accordo di confidenzialità fa pensare che nella società qualcosa si sia mosso) passerebbe per aumento capitale di Tim riservato a Cdp che la Cassa sottoscriverebbe conferendo la sua quota in Open Fiber. Con il nodo ancora tutto da sciogliere di quale sia il valore di Oper Fiber. Trattandosi di un’operazione straordinaria servirà poi il via libera dall’assemblea e dunque il voto favorevole di Vivendi.

LA QUESTIONE DEL VALORE DI OPEN FIBER

Resta da definire a quale prezzo valutare Open Fiber guidata da Elisabetta Ripa, che peraltro ha 800 milioni di debito e diversi miliardi di linee di credito. Secondo gli analisti vale fino a 3 miliardi, ma secondo uno studio di Medioabanca commissionato da Enel, a tendere può valere anche 8 miliardi, ha ricordato Repubblica.

IL DOSSIER FLASH FIBER

Telecom ha già una società per lo sviluppo della rete in fibra con l’Ftth (Fiber to the home, fibra fino all’abitazione/ufficio), Flash Fiber (cui partecipa col 20% Fastweb), che si propone di cablare 29 città italiane entro il 2022. “Un’ipotesi che era già allo studio prevedeva l’acquisto carta contro carta da parte di Telecom del 50% di Cdp in Open Fiber, e la fusione tra quest’ultima e Flash Fiber, con Telecom che avrebbe il controllo dei due terzi della nuova società della rete in fibra. Enel potrebbe a quel punto monetizzare la sua quota, se ritenesse il prezzo soddisfacente, oppure restare in partita se giudicasse che il gioco vale la candela”, ha scritto oggi il Sole 24 Ore.

I DETTAGLI TECNICI

Tecnicamente l’operazione richiederebbe la convocazione di un’assemblea Telecom per varare un aumento di capitale riservato a Cdp, che conferirebbe la sua quota in Open Fiber in cambio di azioni della compagnia telefonica, rafforzandosi così nel capitale Telecom dove è già presente col 9,9%. Di quanto dipende dal concambio che sarà fissato e che tuttavia non potrà essere penalizzante per Telecom e per il suo azionista Vivendi, “che potrebbe mettere altrimenti i bastoni tra le ruote”, ha aggiunto il Sole.

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