Economia

Tutte le svirgolate contabili di Gentiloni e Padoan su Mps, Veneto Banca e Popolare Vicenza

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Le svirgolate del Tesoro sugli effetti contabili degli interventi statali nelle banche non riguardano soltanto Popolare di Vicenza e Veneto Banca ma anche Monte dei Paschi di Siena (Mps). E’ questa l’ultima novità arrivata dall’Istat (qui l’aggiornamento sui conti nazionali 2017) sulla scia della decisione di Eurostat.

GLI EFFETTI SUL DEFICIT

Il deficit italiano non scende sotto la soglia del 2%, come indicato nelle prime stime dell’Istat sui conti pubblici del 2017. Sale invece quasi di mezzo punto e si ferma al 2,3% contabilizzando i 6,3 miliardi di aiuti per Popolare di Vicenza, Veneto Banca ed Mps.

CHE COSA SUCCEDE AL DEBITO

I fondi e le garanzie per gli istituti di credito, seguendo le indicazioni di Eurostat, hanno un impatto anche sul debito pubblico, che si attesta al 131,8% del Pil. Con le nuove stime è stato rivisto anche l’alleggerimento tributario: la pressione fiscale, che era al 42,7% nel 2016 non scende al 42,4% ma al 42,5%.

L’IMPATTO COMPLESSIVO

Il miglioramento dei conti pubblici rispetto all’anno precedente c’è, ma rimane davvero sottile. Il calo è di soli due decimi sia sul deficit, che era al 2,5% nel 2016, sia sul debito, che si attestava al 132%.

I NUMERI DEFINITIVI

In verità l’anno scorso l’Istat aveva segnalato che restava da sciogliere il nodo della classificazione da parte dell’Eurostat delle operazioni statali su Popolare di Vicenza e Veneto Banca (4,7 miliardi di euro in totale) e di parte dell’operazione Mps (che sale da 1,1 a 1,6 miliardi): l’aggravio non contabilizzato del deficit è dunque di 5,2 miliardi. Tuttavia l’indebitamento, secondo Eurostat e Istat, sale a 6,3 miliardi (dunque di circa 1,1 miliardi in più attribuibili ad altre poste ancora non specificate) che aumentano il peso del deficit in rapporto al Pil portandolo al 2,3 per cento.

IL COMMENTO DI REPUBBLICA

Purtroppo – scrive oggi Repubblica – “l’operazione sulle due venete ha un impatto significativo anche sul debito pubblico, pari a 11,2 miliardi: di conseguenza il rapporto debito-Pil del 2017 sale dal 131,5 per cento, registrato un mese fa, al 131,8 per cento attuale”. Si tratta nel complesso di 0,3 punti di Pil che rallentano tuttavia la discesa del debito.

AIUTI DI STATO?

La tabella che arriva sul tavolo della Commissione Europea, che dovrà valutare se l’Italia deve fare una manovrina sui conti 2018, rivede invece in peggio le ultime previsioni del governo ed è all’apparenza meno confortante. Ma potrebbe rimanere solo un effetto contabile, secondo l’Ansa: “Come stabilito nel 2013 dal commissario agli affari economici Olli Rehn, infatti, gli interventi per le banche non valgono ai fini del Patto di Stabilità se non sono aiuti di Stato ed hanno ottenuto un’autorizzazione preventiva di Bruxelles”.

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