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Super pacco per i dipendenti di Amazon?

Nonostante i ricavi record, Amazon potrebbe continuare a licenziare: al maxi taglio da 14mila dipendenti dello scorso autunno secondo indiscrezioni di stampa ne starebbe per seguire uno identico per portata che sarà posto in essere già nei prossimi giorni. Colpa di un uso massiccio dell'Ai?

Potrebbero sfiorare le 30mila unità i tagli globali che il colosso dell’e-commerce Amazon starebbe per porre in essere in un secondo turno di licenziamenti gemello a quello che ha mandato a casa 14mila dipendenti sul finire dello scorso anno. Se così fosse sarebbe il più importante intervento sull’organico dell’azienda con sede a Seattle dai licenziamenti disposti tra il 2022 e l’anno successivo: in quell’occasione furono licenziate 27mila persone.

COSA SAPPIAMO SUI NUOVI LICENZIAMENTI IN AMAZON

Secondo Reuters, l’agenzia di stampa che ha veicolato l’indiscrezione come propria esclusiva, la scure dei tagli si abbatterà sui dipendenti di Amazon Web Services, dei settori delle operazioni di vendita al dettaglio, delle risorse umane e della divisione Prime Video. Ulteriori ridimensionamenti potrebbero essere predisposti anche per Amazon Game Studios, il fronte videoludico dell’azienda fondata da Jeff Bezos, che, è noto, non sta carburando come previsto e sta anzi ridimensionando parecchio la portata dei progetti in via di sviluppo.

LE CRIPTICHE PAROLE DEL CEO

Il maxi ridimensionamento non sarebbe legato ai bilanci dell’e-commerce o a previsioni fosche circa il prossimo futuro, ma a un uso sempre più massiccio degli algoritmi di intelligenza artificiale che permetterebbe di ridurre il personale umano. Di recente l’amministratore delegato Andy Jassy, bersagliato dalle critiche per via dei tagli comunicati sul finire del 2025 (comunicati contestualmente all’annuncio di aver chiuso il terzo trimestre 2025 registrando ricavi netti record per 180,2 miliardi di dollari, in aumento del 13% rispetto ai 158,9 miliardi dello stesso periodo del 2024), aveva provato a uscire dall’angolo spiegando: “Non si tratta né di motivi economici né di strategie basate sull’adozione dell’Intelligenza artificiale: è una questione culturale” indicando nell’eccessiva burocrazia e nel sovraccarico organizzativo una causa di crescente attenzione da parte del management.

Secondo i dati più recenti, risalenti a settembre 2025 e dunque prima di questi due turni di licenziamenti da 28/30mila unità, il colosso mondiale del commercio elettronico conta circa 1,5 milioni di dipendenti nel mondo. Nei tagli dello scorso ottobre ai dipendenti cui era stata inoltrata la ferale comunicazione erano stati concessi 90 giorni per trovare una posizione interna.

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