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Super League, tutte le pallonate nella serie A fra debiti e diritti tv

Squadre Calcio Covid

Come funziona la suddivisione dei fondi in Serie A? E perché Inter, Milan e Juventus hanno aderito alla nuova competizione europea? L’approfondimento di Francesco Lommi

 

COME FUNZIONA LA SUDDIVISIONE DEI FONDI IN SERIE A?

L’annuncio della Superlega ha riportato al centro dell’attenzione di media e tifosi la precaria situazione economica dei top club italiani. Come funziona la suddivisione dei fondi in Serie A? E perché Inter, Milan e Juventus hanno aderito alla nuova competizione europea?

PROFONDO ROSSO

Le società di calcio sono da sempre macchine da deficit, giocattoli molto costosi per presidenti innamorati del pallone. Da una decina di anni a questa parte però la musica sembrava essere cambiata. La nuova tendenza, dal Financial Fair Play Uefa in avanti, è la ricerca di un modello sostenibile che, in alcuni rari casi, grazie a un’oculata gestione, può creare margine di fatturato.

Le cosiddette “grandi” del calcio italiano però, non si sono mai distinte per una brillante gestione finanziaria, sfidando le vere potenze del calcio europeo senza avere le basi economiche per farlo.

Questo processo ha portato i club nostrani a indebitarsi pesantemente e nell’ultimo anno, con tutti i problemi causati dal Covid, la situazione se possibile è ulteriormente peggiorata.

Nella stagione 2019/20 la Serie A ha registrato una perdita totale di di 754 milioni, con un fatturato di 2,2 miliardi contro i 2,7 miliardi dell’anno precedente.

Inevitabilmente, in questo quadro, i debiti non possono che aumentare, il campionato italiano sfiora i 2,8 miliardi di debiti, 300 milioni in più rispetto ad un anno fa. Basti pensare che di questi 2,8 miliardi di debiti il 45% (1,2 miliardi) circa è stato accumulato da tre squadre: Inter, Milan e Juventus.

I nerazzurri sono in testa nella particolare classifica dei debiti con ben 630 milioni, i problemi economici di Suning sono venuti a galla più volte negli ultimi mesi tra le richieste di dilazione degli stipendi e la ricerca di soci di minoranza per immettere ossigeno nelle casse di via della Liberazione.

Seguono a ruota la Juventus con 460 milioni e il Milan leggermente più distaccato sui 152 milioni. Queste circostanze hanno spinto Agnelli, Zhang e Scaroni a unirsi alla Superlega, per provare a raddrizzare i bilanci senza dover rinunciare a competere per i trofei più prestigiosi.

QUANTI SOLDI DALLA SERIE A?

La voce che incide maggiormente sui bilanci del calcio di oggi è la cessione di diritti audiovisivi. Inter, Milan e Juventus sono quelli che nell’ultimo triennio sono stati più favoriti nel discorsi di spartizione dei diritti tv. La Lega di Serie A applica un criterio preciso e scientifico per suddividere i proventi in arrivo dai broadcaster: il 50% del totale ricevuto va suddiviso in parti uguali a tutte e 20 le squadre del campionato, il 20% in base al bacino di tifosi, il 5% in base alla storia dei club, il 10% in base ai risultati ottenuti nelle ultime cinque stagioni e il 15% in base ai risultati nell’ultimo anno. In poche parole in base a questo sistema la Juventus, dominatrice in Italia negli ultimi 9 anni con altrettanti scudetti, riceve poco più del doppio di quanto spetti alle squadre neopromosse.

Per il triennio che ci attende, 2021-24, l’assemblea dei club si è espressa a favore dell’offerta della OTT Dazn per una cifra vicina ai 840 milioni di euro, quasi il 30% in meno rispetto ai 1150 milioni a stagione che Sky ha garantito dal 2018 al 2021.

Alla luce di questi dati e della scelta delle big di aderire alla Super Lega, stride ancora di più il comportamento in assemblea di Lega di Agnelli e Marotta sulla tanto dibattuta questione fondi: prima che Dazn si aggiudicasse tutte le partite, sembrava che i presidenti di Seria A volessero affidarsi a una cordata di fondi formata da Cvc, Fsi e Advent per trattare la cessione dei diritti tv ai broadcaster interessati.

L’operazione si è arenata a pochi centimetri dall’arrivo, quando tutto sembrava fatto. Il presidente del Torino, Urbano Cairo, all’uscita dell’assemblea straordinaria della giornata di lunedì 19/4, non ha risparmiato le bordate ai colleghi di Inter e Milan: “Pare che abbaino depositato il progetto il 10 gennaio (della Superlega ndr), Quindi durante la riunione ho chiesto come potessero venirci a parlare di solidarietà quando hanno sabotato la trattativa con i fondi, sapendo già di voler fare la Superlega?

Come hanno fatto a trattare per i fondi quando stavano già lavorando alla Superlega? È un tradimento da Giuda”. I fondi avrebbero offerto liquidità immediata con un assegno da 1,7 miliardi da spartire subito tra i 20 club più una linea di credito fino a 1,2 miliardi: in un momento di crisi come questo, sarebbe stato oro colato per tutte le squadre sia di prima che di seconda fascia.

Ma i più ricchi hanno preferito puntare ad avere ancora di più per loro ( la Superlega promette un ticket annuale garantito da 350 milioni a squadra) lasciando le briciole a chi non può sedere al loro tavolo.

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