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industria tedesca

Come va l’industria tedesca?

Crescita inattesa degli ordini dell’industria tedesca a dicembre: bene metallurgia e macchinari, nonostante le previsioni negative. Numeri, settori coinvolti e andamento della domanda interna ed estera. Cautela nelle interpretazioni, ma qualche analista intravvede finalmente un'inversione di tendenza.

Per alcuni economisti è il primo segnale concreto di un’inversione di tendenza: l’industria tedesca ha chiuso il 2025 con un inatteso scatto in avanti. Nel mese di dicembre 2025 gli ordinativi hanno registrato un’espansione significativa, smentendo le previsioni di contrazione formulate dagli analisti e segnando il quarto incremento mensile consecutivo.

I dati diffusi dall’Ufficio federale di statistica (Destatis) indicano una crescita del 7,8% rispetto a novembre, la variazione più marcata degli ultimi due anni, sostenuta in particolare da “una forte dinamica in alcuni comparti manifatturieri e da un consistente flusso di commesse di grande entità”.

SVOLTA IMPREVISTA NELLA DOMANDA INDUSTRIALE

L’andamento degli ordinativi ha colto di sorpresa il mercato. Le stime elaborate alla vigilia ipotizzavano infatti una flessione sensibile, mentre i numeri ufficiali hanno delineato una traiettoria opposta. Il balzo registrato a fine anno si inserisce in una sequenza positiva iniziata in autunno, che rafforza l’impressione di un cambio di passo nell’attività produttiva. Tuttavia – osserva l’Handelsblatt – depurando i dati dalle commesse di dimensioni eccezionali, l’incremento appare più contenuto, limitandosi allo 0,9%. Proprio queste richieste su larga scala avevano già contribuito a sostenere la statistica nel mese precedente, quando avevano alimentato un aumento rilevante.

L’interpretazione degli economisti si muove tra prudenza e attenzione alle tendenze emergenti. Alcuni osservatori parlano di una possibile inversione rispetto alla fase di debolezza che aveva caratterizzato i mesi precedenti. L’analisi su base trimestrale, considerata meno esposta alla volatilità delle singole rilevazioni mensili, mostra infatti un quadro in rafforzamento: nel quarto trimestre gli ordini acquisiti risultano superiori di quasi il 10% rispetto al periodo immediatamente precedente.

Per Jens-Oliver Niklasch, economista della Landesbank Baden-Wuerttemberg (LBBW), una delle principali banche tedesche, “sembra proprio un’inversione di tendenza”. Interpellato dalla Bild si mostra sorpreso: “Un boom degli ordini alla fine dell’anno, chi l’avrebbe mai detto?”.

SETTORI TRAINANTI E AREE IN CONTRAZIONE

Il rafforzamento della domanda è stato trainato soprattutto dai produttori di manufatti metallici, che hanno beneficiato di un’espansione particolarmente marcata delle richieste. Anche i costruttori di macchinari hanno evidenziato una dinamica positiva, sostenuta da contratti rilevanti provenienti da diversi ambiti produttivi. Secondo gli statistici, “l’afflusso di commesse consistenti ha interessato numerose imprese distribuite in più segmenti industriali, contribuendo in modo determinante al risultato complessivo”.

Altri comparti hanno mostrato segnali di vitalità, tra cui la fabbricazione di apparecchiature elettriche e quella legata a informatica, elettronica e ottica, entrambe in territorio espansivo. In controtendenza si colloca invece l’industria automobilistica, che ha registrato una diminuzione degli ordinativi. Una flessione ancora più accentuata ha riguardato la produzione di altri mezzi di trasporto, come aeromobili, imbarcazioni e materiale ferroviario, dopo i livelli particolarmente elevati del mese precedente. Nonostante il ridimensionamento – aggiungono gli esperti di Destatis –  anche in questo ambito non sono mancati nuovi contratti rilevanti, mentre gli specialisti ritengono probabile l’arrivo di ulteriori richieste pubbliche legate ai programmi di ammodernamento.

DINAMICHE GEOGRAFICHE DELLA DOMANDA

L’evoluzione degli ordini evidenzia una crescita sia sul fronte domestico sia su quello internazionale. La domanda interna ha segnato un’espansione a doppia cifra rispetto al mese precedente, mentre quella proveniente dall’estero ha mostrato un aumento più moderato ma comunque consistente.

All’interno del commercio internazionale si osserva tuttavia una divergenza: le richieste provenienti dai partner della zona euro hanno subito una lieve contrazione, mentre quelle originarie dai mercati extraeuropei hanno registrato un incremento significativo.

Nel complesso, conclude Destatis, i dati delineano una chiusura d’anno più robusta del previsto per il comparto industriale tedesco. Il contributo decisivo delle commesse di grande entità e la variabilità tra i diversi settori “suggeriscono cautela” nell’interpretazione, ma “la continuità della crescita per quattro mesi consecutivi e il rafforzamento della media trimestrale indicano un contesto in progressiva trasformazione, con segnali di ripresa che emergono in modo sempre più visibile all’interno del tessuto produttivo”.

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