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Reputation Science

Reputation Brand e Reputation Manager, il sofisticato valzer delle classifiche

L'osservatorio Reputation Manager offre anche graduatorie reputazionali dei brand. La lettera di Francis Walsingham

 

Caro direttore,

sono sempre io. E sono tornato ad assillarti con le classifiche Top Manager Reputation, quelle cioè dell’osservatorio permanente di Reputation Manager sull’analisi della reputazione online delle figure apicali delle principali aziende in Italia, anche se mi avevi chiesto una tregua.

Però ho appena scoperto, grazie al Sole 24 Ore che l’ha prontamente ripresa, che oltre alla reputazione dei singoli manager vengono soppesate pure quelle delle industrie per le quali lavorano. C’è pure un sito ad hoc.

Direttore, conosci la mia passione per le classifiche e gli excel. Ho subito cliccato per vedere che succede confrontando le due tabelle. Insomma, volevo sapere dove stanno mensilmente i manager rispetto alle aziende che guidano. Qual è la relazione tra le due posizioni. E cose così. Ma sono incappato in diversi problemi. Il primo è dato dal fatto che i dati della classifica del Sole, di cui ti allego una scansione spero leggibile, riguardano il periodo 1° luglio-31 dicembre 2023 lungo il quale la società fa sapere che “sono stati rilevati e analizzati oltre 1,07 milioni di contenuti online relativamente alle 40 società quotate nel FTSE MIB”.

Però, se vai sul sito con la classifica dei manager, la sola che compare è febbraio. Sarò gnucco io, ma pur cliccando ovunque non ho trovato quelle relative ai mesi precedenti, né tanto meno una analoga che coprisse il medesimo arco temporale.

Lungi da me, infatti, alterare il rigoroso metodo scientifico di entrambe le graduatorie comparando elenchi afferenti a periodi diversi. Dunque che ho fatto? Sono tornato sul sito Top Brand nella speranza che, al pari del gemellino, compia rilevazioni anche su base mensile: sembra farle (o meglio: credevo le facesse, come ti spiegherò in seguito non è così). Ma la pagina è ferma a dicembre. E, come ti ho già scritto, sul sito Top Manager non trovo quelle dei mesi precedenti: ho capito che da lì non sarei giunto al periodo che mi interessava.

Grazie a Google ho però recuperato il comunicato stampa relativo a dicembre 2023. L’ho trovato, senza troppa fantasia, sul quotidiano online “Italia Informa”, che ho scoperto avvalersi “del supporto e dei consigli di un organismo indipendente: il Comitato Scientifico costituito da manager d’azienda e personalità del mondo economico, finanziario e della società civile”.

Dentro effettivamente c’è un po’ quel mondo che si nutre di simili classifiche. Insomma, ci sta che con un simile Comitato afferente sia al mondo manageriale sia soprattutto a quello della comunicazione, quella testata sia così interessata a simili graduatorie. La ripresa del comunicato stampa, in data 8 gennaio, mi ha permesso di ricostruire la classifica: “A dicembre il CEO di Intesa Sanpaolo Carlo Messina (81.18) si conferma in testa alla Top Manager Reputation (www.topmanagers.it). Con Fondazione Cariplo celebra i 200 anni della cassa di risparmio e illumina il grattacelo di Torino a sostegno della campagna ONU e UNWomen contro la violenza sulle donne. Al secondo Claudio Descalzi (80.78), AD di Eni, che consolida la collaborazione strategica con il Ministero della Difesa per la sicurezza del Paese. Sale di quattro e arriva al terzo Giorgio Armani (78.06), protagonista della mostra di Aldo Fallai che ha raccontato la sua storia in 250 foto. Quarto Andrea Orcel (76.53), AD di Unicredit, nomintata “Global Bank of the Year 2023″ da The Banker. Al quinto sale di uno l’AD di Fs Luigi Ferraris (75.29), designato nuovo presidente dell’Unione Internazionale delle Ferrovie per la Regione Europa. Sesto l’AD di A2A Renato Mazzoncini (75.19), seguito al settimo da Brunello Cucinelli (75.16) che sale di due”.

Lascio le motivazioni ‘scientifiche’ a supporto di ogni posizione per sottolineare come Carlo Messina sia primo “Con Fondazione Cariplo celebra i 200 anni della cassa di risparmio e illumina il grattacelo di Torino a sostegno della campagna ONU e UNWomen contro la violenza sulle donne” mentre il secondo posto è per Descalzi “che consolida la collaborazione strategica con il Ministero della Difesa per la sicurezza del Paese”.

Tornando a noi, sono tornato alla classifica chiamata “dicembre 2023” ma solo in quel momento ho scoperto, con mio sommo disappunto, che anche se non viene specificato è la medesima pubblicata dal Sole: non solo tornano i medesimi brand, ma hanno pure gli stessi punteggi. Insomma, devo assumere che pure quella non sia su base mensile ma su dati che vanno da luglio a dicembre… Colpa mia che non ho subito comparato i numeri: mi sarei risparmiato ricerche e analisi. Però, capiscimi: se leggo “Top Brand Reputation dicembre 2023” penso che la classifica sia mensile.

Da lì a poco la mia confusione sarebbe aumentata ulteriormente. Non mi sono perso d’animo e ho iniziato a setacciare il sito principale dell’osservatorio, e sono così atterrato nella graduatoria “Classifica Executive & Brand” che, dal nome, sembra essere proprio la perfetta fusione delle informazioni che cercavo io, utili a comprendere se un manager dell’azienda X può essere tra le prime posizioni quando la sua realtà magari sprofonda verso il basso e cose simili…

Ma con mio grande disappunto ho notato che anche questa, che ho fotografato, è in realtà la medesima della classifica dei manager: stessi nomi, identici punteggi, dunque medesima graduatoria. Solo la grafica è diversa.

Probabilmente sono io, direttore, che non so cercare bene. Sono di un’altra generazione e non ho mai amato troppo Internet, Google e compagnia bella. Però alla fine volevo solo comparare due tabelle del medesimo mese, ci ho perso mezza giornata e nemmeno ci sono riuscito. In compenso ho trovato graduatorie sempre diverse – anzi, uguali ma con nomi e grafiche diverse – e classifiche identiche ma in alcuni casi con indicazioni temporali dal primo luglio al 31 dicembre e in altri chiamate semplicemente “dicembre 2023” che lascerebbero pensare siano mensili. Fatto sta che il mio raffronto per divertirmi un po’ con chi scende o chi sale non sono mica riuscito a farlo.

E ora sono più confuso di prima. Ma se è tutto scientifico, tutto online, perché è così difficile, per un pisquano del mio calibro, comparare mensilmente due tabelle? Perché gli organizzatori delle classifiche non approntano una pagina ad hoc, con lo storico, così chi come me ha parecchio tempo libero può vedere, chessò, dove fosse Eni nel marzo dello scorso anno e in che posizione il suo ad nel medesimo periodo? Non lo chiedo con malizia – affatto – ma sapendo che hai avviato uno scambio epistolare con chi gestisce le graduatorie per saperne di più sulle modalità di calcolo, vorrei che tu gli facessi sommessamente arrivare queste richieste, così da migliorare la “user experience” (pare la chiamino così) dei loro siti.

Salutoni,

tuo

Francis

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