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Come funziona il reddito di cittadinanza in Germania

Reddito Di Cittadinanza

Dal 1° gennaio entrerà in vigore in Germania il nuovo reddito di cittadinanza, che punta su assistenza e aiuto al rientro nel mondo del lavoro. Tutti i dettagli nell’articolo di Pierluigi Mennitti da Berlino

 

Dopo l’accordo tra maggioranza e opposizione cristiano-democratica via libera in Germania per il reddito di cittadinanza, probabilmente il progetto di politica sociale più ambizioso del governo a guida socialdemocratica che porta la firma del ministro del Lavoro e degli affari sociali Hubertus Heil. Entrerà in vigore dal prossimo 1° gennaio e sostituirà l’Hartz IV, il programma di politiche sociali e del lavoro vigente dal 2005 chiudendo in qualche modo il cerchio di una controversa stagione riformistica avviata dal cancelliere Spd Gerhard Schröder e che secondo le componenti più a sinistra della stessa Spd avrebbe costituito la principale fonte delle sventure elettorali del partito.

Ora che i socialdemocratici sono tornati alla guida di un governo, si è condotta in porto una nuova riforma che cancella dal vocabolario sociale e politico della Germania il concetto di Harz IV.

Assistenza e aiuto al rientro nel mondo del lavoro attraverso strumenti di formazione pare essere la nuova linea del reddito di cittadinanza. Il sussidio di disoccupazione previsto verrà aumentato di circa 50 euro rispetto alla somma attualmente erogata e sarà portato da 449 a 502 euro al mese.

Il governo avrebbe voluto che il sussidio continuasse ad essere erogato anche nel caso in cui il beneficiario non si fosse candidato o avesse rifiutato offerte di lavoro in modo che, chi non avesse determinate qualifiche professionali, potesse avere la possibilità di acquisirle senza dover svolgere lavori temporanei e precari durante questo periodo e senza il peso di non sapere come pagare la spesa o le bollette. E in tal senso la maggioranza aveva varato nel Bundestag una prima versione della nuova legge meno rigida du questo aspetto. Ma l’opposizione cristiano-democratica aveva minacciato di bloccare il provvedimento al Bundesrat, la Camera dei Länder dove la sua rappresentanza è in grado di paralizzare il processo legislativo, e dunque le due parti hanno dovuto istituire un comitato di mediazione, una delle risorse del sistema bicamerale tedesco.

Accordo trovato con Cdu e Csu che sono riuscite a garantire che le sanzioni possano continuare a essere imposte ai disoccupati che violano l’obbligo di cooperazione.

Entrambe le camere del parlamento devono ora votare nuovamente la legge emendata, ma l’appuntamento è fissato per venerdì 25 novembre e dunque l’approvazione è prevista e scontata entro questa settimana. In futuro, i centri per l’impiego dovranno dare priorità al miglioramento delle opportunità dei disoccupati, promuovendo la formazione continua o l’acquisizione di qualifiche professionali. Il periodo di attesa iniziale, durante il quale sono protetti i risparmi fino a 40.000 euro, è di un anno. Le opportunità di ottenere un reddito aggiuntivo sono migliorate. I tirocinanti e gli studenti provenienti da famiglie che percepiscono il reddito di cittadinanza potranno trattenere una quantità di denaro “autoprodotto” significativamente maggiore rispetto al sistema Hartz IV.

Come in ogni compromesso, ciascun partito evidenzia adesso la parte della riforma che meglio corrisponde agli interessi dei rispettivi elettorati. Da parte socialdemocratica il ministro del Lavoro Heil, vero e proprio padre di questa legge, ha parlato della più grande riforma sociale degli ultimi vent’anni: “Ora è chiaro, il reddito di cittadinanza arriverà il 1° gennaio e Hartz IV se ne andrà”. E ha sottolineato come sia stata mantenuta la priorità della qualifica e della formazione continua prima dell’inserimento nel mondo del lavoro, “il che rappresenta un grande passo avanti”. Posizione condivisa anche dai Verdi, per bocca del presidente del Baden-Württemberg Winfried Kretschmann.

I critici, che sono ancora tanti a sinistra come le organizzazioni sociali e il partito della Linke, ritengono che il reddito di cittadinanza come ora configurato sia solo una sorta di Hartz IV riverniciato.

La pretesa originaria del reddito di cittadinanza d’altronde era maggiore – ha osservato un politologo vicino alla sinistra socialdemocratica come Gero Neugebauer, docente alla Freie Universität di Berlino – e avrebbe dovuto soddisfare una nuova concezione dello Stato sociale, con tariffe standard sufficienti per vivere in modo dignitoso e consentire alle persone di partecipare alla società. Tuttavia il dibattito degli ultimi giorni e delle ultime settimane ha evidenziato il potere di interdizione dell’opposizione conservatrice, disposta a lasciar fallire il nuovo progetto. E dunque, averne condotto in porto almeno una parte, consente al partito del cancelliere di cantare vittoria e di ribaltare su Cdu e Csu le critiche che arrivano dalla sua sinistra.

Per l’Spd questo passaggio assume soprattutto un valore psicologico. L’introduzione del reddito di cittadinanza, addirittura al di là dei contenuti, aveva la ragione principale di liberarsi una volta per tutte dal termine e dallo spettro dell’Hartz IV, che le aveva portato sconfitte elettorali e un partito concorrente alla sua sinistra. Questo pare tia funzionando. Nonostante le critiche, il termine “reddito di cittadinanza” si è affermato nei media e nell’uso linguistico, anche prima della sua introduzione fra poco più di un mese. In passato, notano i commentatori politici di Ard, ai tempi della grande coalizione sotto Merkel, l’Spd riusciva regolarmente a sminuire i propri successi, come avvenuto in occasione dell’introduzione del salario minimo. Oggi celebra un reddito di cittadinanza, seppure un po’ spennato, come una grande riforma sociale.

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