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Come i mercati giudicano il voto in Germania

Mercati Germania

Con la formazione del governo ancora aperta, la risposta istantanea del mercato è stata attenuata, con euro e rendimenti poco mossi. Ecco perché. L’analisi di Thomas Hempell, head of macro & market research di Generali Investments

Il Partito socialdemocratico tedesco (SPD) si è assicurato una vittoria di misura sul fronte di centro-destra del CDU/CSU nelle elezioni federali tedesche di domenica. Con il ministro delle finanze Olaf Scholz come candidato alla Cancelleria, l’SPD ha ottenuto il 25,7% dei voti, guadagnando 5,2 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2017. Al contrario, la CDU/CSU guidato dal candidato congiunto Armin Laschet è crollata di 8,9 punti percentuali al 24,1%, il peggior risultato mai registrato a livello nazionale. I Verdi hanno registrato gli incrementi più forti rispetto al 2017 (+5,8% pp) al 14,8%, ma sono rimasti nella fascia più bassa degli ultimi sondaggi. L’FDP liberale ha ottenuto l’11,5% (+0,7 punti percentuali), mentre l’estrema destra AfD ha perso 2,3 punti percentuali al 10,3%. L’estrema sinistra ha mancato la soglia del 5% al 4,9% ma farà comunque parte del Parlamento grazie a tre mandati diretti conquistati. Eppure la loro cattiva performance ha cancellato ogni possibilità per un governo di sinistra composto da SPD, Verdi e Sinistra.

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TRATTATIVE PROLUNGATE

La formazione del Governo si rivelerà più difficile e potrebbe risultare più lunga che mai. CDU/CSU e SPD avrebbero abbastanza seggi per continuare il loro attuale Governo, ma il sostegno dei partiti e dell’opinione pubblica a questa alleanza è chiaramente diminuito. Ciò implica che ogni nuovo Cancelliere dovrà includere almeno tre partiti all’interno del nuovo Parlamento più frammentato. Un Governo di minoranza non può essere escluso, ma non ha precedenti in Germania e sarebbe solo un’ultima opzione se i colloqui di coalizione multipli fallissero.

La Costituzione tedesca non prevede un mandato ufficiale da parte del Presidente ai candidati per formare un governo (il Presidente propone una persona al Bundestag per la votazione, dopo aver raggiunto una ragionevole certezza che questa sia riuscita ad assicurarsi la maggioranza). Ciò significa che i partiti sono liberi di organizzare colloqui e negoziare una coalizione. Fino a quando il nuovo Governo non si sarà insediato, il precedente Governo sotto la cancelliera Merkel resta in carica come provvisorio.

La formazione di una coalizione tripartita richiederà settimane e più probabilmente diversi mesi. Le coalizioni in Germania sono denominate in base ai colori dei partiti. Nel 2017, le discussioni sulla coalizione “Giamaica” tra CDU/CSU (nero), FDP (giallo) e i Verdi si sono protratte per settimane prima di naufragare, dando modo di rinnovare l’attuale “grande coalizione” di governo composta da CDU/CSU e SPD. Questa volta, con il Parlamento di fatto molto più frammentato, i negoziati potranno essere ancora più complicati. Stando alla Costituzione tedesca, l’attuale Governo resterà in carica come provvisorio fino all’insediamento di un nuovo Cancelliere.

LA COALIZIONE SEMAFORO

Tra le varie opzioni, quella marginalmente più probabile sarebbe un’alleanza “semaforo” (SPD, Verdi, FDP) guidata dall’SPD. L’SPD viaggia in testa, ha guadagnato nuovi voti e Olaf Scholz gode della popolarità più alta tra i tre candidati principali. L’SPD e i Verdi perseguono obiettivi politici sovrapposti in aree chiave (salario minimo più alto, più spesa fiscale, regolamentazione degli affitti e apertura a una riforma fiscale UE). Eppure l’FDP, percepito come pro-business e pro-mercato, è ai ferri corti con molte di queste posizioni, dando invece la priorità a tagli fiscali e incentivi agli investimenti per le imprese. I Verdi perseguono aumenti più ripidi nei carbon prices e una regolamentazione più rigida per combattere il cambiamento climatico. Risolvere le aree di malcontento comporterà probabilmente molte settimane di colloqui e negoziati preliminari, che potrebbero ancora fallire.

Anche il freno al debito tedesco non sarà modificato (servirebbe comunque una maggioranza di due terzi), con i Liberali fortemente opposti. Tutti e tre i partiti sono pro-Europa e spingono per un’integrazione più profonda. Eppure neanche un significativo progresso sulle questioni europee più controverse è probabile. Mentre Mr. Scholz e i Verdi sono aperti alla flessibilità per quanto riguarda le regolamentazioni fiscali comunitarie e un sistema europeo di assicurazione dei depositi, l’FPD frenerà ogni concessione più estesa in quest’area. Mr. Lidner dell’FPD potrebbe insistere sul posto di ministro delle finanze in un’alleanza “a semaforo”.

Potrebbero esserci ancora sforzi degni di nota nell’affrontare il cambiamento climatico, la digitalizzazione e le infrastrutture. I veicoli fuori bilancio possono permettere una certa spinta nella spesa per le infrastrutture verdi e digitali senza violare il freno del debito, mentre l’FDP insisterà sugli incentivi fiscali per gli investimenti privati. I Verdi potrebbero avere successo verso un aumento significativo dei prezzi della CO2 non coperti dal regolamento UE, con la maggior parte dei proventi rimborsati alle famiglie come trasferimenti.

Tuttavia, se le cose procedessero  bene, una coalizione a “semaforo”  potrebbe essere concordata entro la fine dell’anno. Ieri sera, i capi della FDP e dei Verdi hanno già pensato di iniziare con dei colloqui bilaterali per risolvere gli argomenti più controversi, prima di coinvolgere la SPD o la CDU/CSU. Le molte idee divergenti tra FDP e Verdi fanno presagire un limitato margine di intervento sulle riforme più importanti da attuare. Si noti anche che qualsiasi coalizione tripartitica non avrà la maggioranza nella camera alta (Bundesrat) necessaria in quasi tutte le questioni fiscali (dove gli Stati e i Comuni sono coinvolti). Solo uno Stato è governato da una coalizione “modello” rispettivamente (alleanza a “semaforo” in Renania-Palatinato, e alleanza con i colori della bandiera giamaicana nello Schleswig Holstein). Gli accordi richiederanno quindi notevoli pressioni e una politica dietro le quinte non solo in Parlamento, ma anche con i capi di Stato rappresentati nella camera alta.

UNA COALIZIONE È POSSIBILE?

La stessa FDP è chiaramente più incline a una coalizione “Giamaica” guidata dalla CDU/CSU. Infatti, Armin Laschet, che attualmente guida una coalizione con la FDP nel più grande stato tedesco del Nord Reno-Westfalia, ha rivendicato il mandato per la formazione del Governo. Si impegnerà anche nell’aprire un dialogo con la FDP e i Verdi e il suo futuro politico potrebbe anche dipendere dal successo di tali sforzi. Tuttavia, con i conservatori che hanno subito forti perdite e Armin Laschet che non ha popolarità nemmeno all’interno del suo stesso partito, i Verdi potrebbero considerare questa opzione solo nel caso in cui i colloqui  a “semaforo” fallissero, e vedessero ancora un margine per un accordo su temi controversi con i liberali.

Se i colloqui a tre fallissero, la tentazione di continuare con l’attuale grande coalizione potrebbe consolidarsi. Tuttavia, c’è un’opposizione molto forte in entrambi i partiti che risulta contraria a questa opzione, anche per la preoccupazione che il Governo congiunto possa aver accresciuto i voti a favore dei partiti di opposizione. Sia la CDU/CSU che la SPD potrebbero aver offuscato il loro appeal sugli elettori di base con molti compromessi negli ultimi anni. Anche un Governo di minoranza (per esempio rosso-verde) è molto improbabile. Sarebbe senza precedenti e renderebbe il compito del Governo molto difficile, dato che entrambi i partiti dovrebbero cercare maggioranze variabili sulla maggior parte delle questioni nella camera bassa e in quella alta.

UN IMPATTO CONTENUTO SUL MERCATO

Con una coalizione che tiene l’estrema sinistra fuori dal tavolo, le risposte del mercato ai prossimi negoziati saranno probabilmente contenuti. L’Euro e i rendimenti hanno mostrato poche reazioni al risultato elettorale, mentre il forte avvio delle azioni europee potrebbe essere stato sostenuto dall’esclusione da parte degli elettori di un Governo inclusivo dell’estrema sinistra.

Le forze pro-europee in Parlamento si sono rafforzate, con l’estrema sinistra e l’estrema destra che hanno perso. Un Governo guidato dalla SPD sarebbe probabilmente più aperto a una più profonda integrazione europea, mentre gli ostacoli sarebbero maggiori con un Cancelliere conservatore alla guida del Paese. Questo potrebbe implicare un maggior sostegno al debito dell’Europa meridionale in caso di una coalizione a semaforo. Tuttavia, con l’FDP e i Verdi che rappresentano le forze più contrarie a far parte di qualsiasi Governo, qualunque impatto del mercato sulle questioni europee è probabile che si riveli modesto.

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