Economia

Quota 100, ecco verità e menzogne su pensioni e assunzioni

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Tutti gli ultimi dati su pensionamenti e assunzioni dopo Quota 100 fra previsioni, numeri e tweet confusionari. L’approfondimento di Giuseppe Liturri

Bisogna ammette che, non da oggi, il terreno dell’analisi dei dati relativi a fenomeni economici è particolarmente scivoloso. È forte il rischio di incorrere nel cosiddetto bias confermativo, cioè la tendenza a selezionare ed interpretare le informazioni in modo che confermino le proprie convinzioni e pregiudizi. Tale distorsione è ancora più frequente quando tali dati sono utilizzati a fini di propaganda. Si troverà sempre un dato capace di sostenere l’efficacia di una soluzione prospettata da una parte politica.

Sul tema, si distingue da tempo, per la sua lotta contro l’uso distorto dei dati, l’onorevole di Italia Viva Luigi Marattin che, a tratti, richiama alla memoria Sartana, il famoso pistolero protagonista di molti spaghetti western tra gli anni ’60 e ’70. Come Sartana, si atteggia a duro, ostenta sicumera, ha l’aria di quello a cui non la si fa e, soprattutto su Twitter ma anche in televisione, non disdegna un linguaggio senza peli sulla lingua, piuttosto diretto.

Ma questa volta l’eccessiva sicumera deve avergli giocato un brutto scherzo.

Il tema è “quota 100”, il provvedimento del Governo Conte 1 che, in forma sperimentale fino al 2021, consente l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per tutti coloro che vantano almeno 38 anni di contributi con un’età anagrafica minima di 62 anni.

La Lega, sostenitrice della norma, ha sempre sostenuto che tale norma incentiverebbe la sostituzione dei pensionati “precoci” con giovani in cerca di occupazione. L’effettiva entità di tale effetto di sostituzione è oggetto di un acceso dibattito, in cui le parti in causa portano dati apparentemente “inoppugnabili” a sostegno della propria posizione pro o contro la norma. Le ultime stime riferiscono di circa 246mila beneficiari nel 2019 per una spesa aggiuntiva di circa €5 miliardi.

In tale dibattito si è inserito l’autorevole Bollettino Economico n. 1 della Banca d’Italia, pubblicato il 17 gennaio. Nell’ultimo capitolo, dal titolo “LE PROSPETTIVE”, si fanno delle previsioni sull’andamento dei principali aggregati macroeconomici nel prossimo triennio e, usando accuratamente il modo condizionale, Bankitalia afferma che “…L’occupazione crescerebbe a tassi moderati, poco più di mezzo punto percentuale all’anno nel periodo 2020-22. Nostre valutazioni, in linea con le regolarità empiriche, indicano che le maggiori fuoriuscite dal mercato del lavoro connesse con le nuove forme di pensionamento anticipato (quota 100) verrebbero solo parzialmente compensate da assunzioni: l’impatto di queste misure sull’occupazione complessiva sarebbe nell’ordine di -0,4 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione si ridurrebbe gradualmente, raggiungendo il 9,4 per cento alla fine del triennio previsivo

In sintesi, pur prevedendo un aumento del tasso di occupazione ed una diminuzione del tasso di disoccupazione, fatti di per sé positivi, Bankitalia prevede un impatto negativo per lo 0,4% a causa di quota 100. Si deve quindi dedurre che l’effetto di sostituzione potrebbe essere negativo ma, ciononostante, l’occupazione crescerebbe comunque in media dello 0,5% all’anno fino al 2022.

Questi sono i dati e le fonti. Ma domenica 19 gennaio Marattin ha scritto su Twitter: “Dicevano che ‘Quota 100’ avrebbe portato 3 giovani assunti ogni nuovo pensionato. Oggi Bankitalia fa un bilancio: Quota 100 ha ridotto l’occupazione dello 0,4%. E noi stiamo per spenderci sopra altri 22 mld nei prossimi 3 anni. Soldi che potevano andare a ridurre le tasse.”

Non pago, ha poi commentato ironicamente un tweet dell’onorevole leghista Claudio Durigon “Comunque sei proprio forte Claudio. Per difendere Quota 100 hai postato un documento (il Bollettino di Bankitalia) che dimostra che Quota 100 è stato un fallimento e che avete raccontato un sacco di balle… non era facile, ma ci sei riuscito”.

Ora non c’è chi non veda che Marattin ha clamorosamente confuso una previsione di Bankitalia con un consuntivo su dati del passato. Marattin infatti scrive di “bilancio di Bankitalia”, aggiunge che quota 100 “ha ridotto l’occupazione” e ribadisce ancora il concetto, commentando Durigon e affermando che quota 100 “è stato un fallimento”. Tutti verbi inequivocabilmente al passato.

Peccato però che Bankitalia parli in quel paragrafo di previsioni per il prossimo triennio fino al 2022 ed usi sistematicamente il condizionale. Accade spesso che i dati siano astutamente manipolati a fini di propaganda politica, ma si fa fatica a trovare precedenti di un simile travisamento del tenore letterale delle parole di Bankitalia. Il problema non è il merito, piuttosto controverso e soggetto a stime particolarmente delicate, ma l’uso totalmente distorto di quelle affermazioni di Bankitalia.

Inoltre Marattin, nella foga di attaccare quota 100, suscita qualche dubbio pure nel merito della vicenda, perché dimentica di citare la frase precedente e quella seguente al passaggio sugli effetti del pensionamento anticipato. Infatti la prima frase parla di tasso di occupazione che crescerebbe e la successiva di un tasso di disoccupazione che diminuirebbe. Movimenti entrambi coerenti con uno scenario in cui chi va in pensione esce dalla forza lavoro entrando negli inattivi, facendo diminuire la disoccupazione e, contemporaneamente, chi è disoccupato diventa occupato al loro posto, facendo aumentare il tasso di occupazione. Trattandosi di fenomeni da osservare su un arco temporale più ampio e soggetti a stime particolarmente delicate, probabilmente sarebbe meglio commentarli con toni meno assertivi, soprattutto quando ci si autoassegna il ruolo di nemico delle fake news e poi si finisce col confondere il passato col futuro.

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