Economia

Quanti soldi incasserà lo Stato dai condoni della pace fiscale? Le stime del Mef

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Il Documento di economia e finanza (Def) pubblicato dal ministero dell’Economia dettaglia l’extra gettito per gli anni 2019, 2020 e 2021 dei condoni introdotti con il decreto fiscale (dl 119/2018) e con legge di Bilancio 2019 (legge 145/2018

Bottino magro per i cinque condoni della pace fiscale: porteranno nelle casse dello Stato nel 2019 poco più di un miliardo di euro. Il Documento di economia e finanza (Def) pubblicato dal Mineconomia dettaglia l’extra gettito per gli anni 2019, 2020 e 2021 dei condoni introdotti con il decreto fiscale (dl 119/2018) e con legge di Bilancio 2019 (legge 145/2018): il combinato di rottamazione-ter, definizione liti e pvc (processi verbali di constatazione), saldo e stralcio e sanatoria irregolarità formali, incrementerà le entrate dell’erario nello specifico di 4.129 miliardi di euro. Ma vediamo le singole voci.

L’extra gettito nel 2019. Medaglia d’oro 2019 con 810 milioni di euro di incasso previsto è la regolarizzazione delle irregolarità formali. Prevede che irregolarità, infrazioni e inosservanze di obblighi o adempimenti, di natura formale, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte possano essere regolarizzate con la loro rimozione e il versamento di una somma pari a 200 euro per ciascun periodo d’imposta cui si riferiscono le violazioni. Chi vorrà aderire potrà effettuare il pagamento del dovuto in due rate annuali, una nel 2019 e una nel 2020 e, secondo quanto indicato nel Def che ha stimato il gettito 2020 del condono di 540 milioni di euro, poco più della metà di quanto previsto invece per il 2019, molti contribuenti sceglieranno (date le basse somme richieste) il pagamento in unica soluzione.

La rottamazione-ter. A partire dal 2020 è invece la rottamazione-ter a trainare l’extra gettito stimato dei condoni. Sebbene si preveda possa portare solamente 37 milioni di euro nel 2018, per effetto delle sole due rate in scadenza per l’anno in corso, è di certo il condono a più ampio raggio. Nel Def infatti si quantifica che, tra ripescaggio dei rottamati esclusi/saltati nelle scorse edizioni (compresi i bis in regola con le rate) e l’allungamento del piano di rateizzazione stabilito in cinque anni, la definizione delle cartelle 2018 farà incassare allo Stato poco più di un miliardo l’anno a partire dal 2020 fino al 2023 per un totale di circa 5 miliardi nel quinquennio.

Definizione liti, rottamazione pvc e saldo e stralcio. Per definizioni liti pendenti, rottamazione pvc e saldo e stralcio l’incidenza in termini di «maggiori entrate» è decisamente ridotto. Nel 2019 i tre condoni porteranno complessivamente 172 milioni di euro all’erario, cifra che salirà a poco più di 200 milioni nel 2020 per poi attestarsi sui 180 milioni a partire dal 2021. Differenti sono i motivi per cui la portata delle tre sanatorie è ridotta. Se infatti a circoscrivere il gettito del saldo e stralcio è la volontà stessa del legislatore che ha settato la norma per puntare unicamente ad una ristretta fascia della popolazione con Isee al di sotto dei 20 mila euro e limitando ulteriormente la portata del condono ai soli debiti fiscali derivanti da omessi versamenti, per pvc e liti pendenti invece la convenienza all’utilizzo delle sanatorie non è unicamente legata alla scontistica concessa ma la valutazione va fatta caso per caso in relazione alla futura aspettativa dei contribuenti sul contenzioso fiscale. Dalla vera e propria pace fiscale ovvero il saldo e stralcio, nei calcoli del Mef vengono previsti 43 milioni nel 2019 di maggiori entrate, 103 totali nel triennio; per la definizione delle liti pendenti invece si stimano invece 286 milioni di euro per gli anni 2019-2021 mentre per la sanatoria dei pvc l’extra gettito considerato è al di sotto dei 200 milioni di euro, 187 milioni per la precisione.

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