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Quale sarà il futuro di Gkn

Gkn

Ecco le ultime novità su Gkn. L’intervento di Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl, e di Stefano Boschini, coordinatore nazionale Fim Cisl

Ieri Francesco Borgomeo in rappresentanza di QF, la nuova ragione sociale assunta dalla ex-Gkn dopo il passaggio di azioni dal Fondo Melrose, ha illustrato al Mise, alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni le “linee guida operative e strategiche” del piano di riconversione industriale.

Nello specifico si sono ripercorse le ultime tappe del nuovo assetto societario e comunicato la tempistica e le modalità riguardo all’utilizzo degli ammortizzatori sociali, i futuri percorsi formativi, nonché gli aspetti legati alla fase di negoziazione dei due soggetti industriali, che hanno già manifestato interesse e le relative ipotesi al trasferimento del ramo di impresa.

Per gli ammortizzatori sociali l’azienda ha prospettato una prima fase l’utilizzo di 3 mesi di Cigo e poi successivamente, per ulteriori 24 mesi, la Cigs per transizione e per conversione per accompagnare il processo di reindustrializzazione.

Il processo d’individuazione dei soggetti industriali, dei quali non si conoscono ancora nomi, ma solo le aree di pertinenza (macchine per farmaceutico e produzione di inverter), prevede una prima fase entro maggio 2022 dove verranno presentati i piani industriali, ed una seconda fase entro luglio/agosto 2022, dove dovranno completarsi la fase di negoziazione del contratto di cessione.

Come Fim Cisl abbiamo ribadito che la conclusione positiva dell’operazione si determina quando le ipotesi sul tavolo prendono concretezza. E cioè quando le aziende interessate si palesano e soprattutto, quando i piani industriali troveranno corrispondenza reale sia nel processo di reindustrializzazione che in quello di recupero totale dell’occupazione.

Oggi questa sicurezza e certezza nessuno ce l’ha, pertanto è indispensabile che tutti i soggetti coinvolti, dal sindacato alle istituzioni, vigilino sul rispetto delle tempistiche illustrate e dei processi che si devono compiere. Per questo motivo abbiamo chiesto che le “linee guide presentate” debbano diventare “accordi da rispettare” con tempi certi di coinvolgimento e di verifica da parte delle organizzazioni sindacali territoriali e da parte delle RSU.

In merito a questo aspetto, il Mise si è impegnato ad elaborare ed a presentare un testo di accordo da sottoporre alle parti, in modo che sia esercitabile il massimo controllo e verifica da parte di tutti, nell’interesse in primis dei lavoratori. Abbiamo precisato inoltre, che l’ipotizzata cessione di ramo d’impresa dovrà riguardare tutti i lavoratori e abbiamo mostrato contrarietà a processi che dovessero escluderne anche una minima parte.

In merito agli ammortizzatori è necessario avere garanzia sia sull’anticipo del trattamento di Cig, che riconoscere le integrazioni già previste dalla contrattazione di secondo livello. Per quest’ultimo aspetto l’azienda ha confermato la propria disponibilità.

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