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Qual è il vero stato di salute finanziario delle imprese. Report Cerved

Privati

Cosa emerge dal report “Up&Down – Come cambia il rischio delle imprese” a cura di Cerved

 

Da 63 a 135 miliardi di debiti in società ad alto rischio default per effetto del Covid. Quadro in miglioramento ma l’impatto del Covid è comunque severo. In forte difficoltà il settore fieristico, agenzie di viaggio e i club sportivi.

Ecco cosa emerge dal report “Up&Down – Come cambia il rischio delle imprese” curato da Cerved.

L’IMPATTO DELLA PANDEMIA

Le valutazioni aggiornate sul rischio di default delle imprese italiane evidenziano un impatto severo della pandemia, soprattutto in alcuni settori, ma con un quadro migliore rispetto a quello previsto negli scorsi mesi.

MIGLIORAMENTO GRAZIE ALLA CAMPAGNA VACCINALE

Il miglioramento riflette il buon ritmo della campagna vaccinale, che ha ridotto l’incertezza sui tempi di una piena riapertura della nostra economia. Sono i risultati di elaborazioni condotte su un campione molto ampio di 640 mila società di capitali non finanziarie, indebitate per 846 miliardi di euro con il sistema finanziario nel 2019, impiegando le valutazioni del Cerved Group Score, un indice di rischio ampiamente utilizzato sul mercato per valutare la probabilità di default delle controparti e proiezioni dei bilanci per il 2020.

AUMENTATO PERÒ IL NUMERO DI SOCIETÀ A RISCHIO DEFAULT

Secondo le analisi, quasi la metà delle imprese analizzate (il 49,5%) ha avuto un downgrade del proprio score dopo la pandemia, la quota più alta registrata dal 2009. Il numero di società “rischiose”, con un’alta probabilità di default a 12 mesi, è passato da 75 mila nel 2019 (l’11,8% del campione) a 120 mila (il 18,7%). In uno scenario severo, la quota di imprese rischiose salirebbe al 20,7%, una percentuale sensibilmente più bassa rispetto al 32,3% stimato lo scorso anno, quando l’incertezza sull’evoluzione della pandemia, sui suoi effetti sulle imprese e sul successo delle misure emergenziali per mitigarne l’impatto era molto maggiore.

LIEVITANO I DEBITI FINANZIARI DELLE IMPRESE

Secondo le proiezioni sui bilanci del 2020, la liquidità garantita immessa nel sistema ha fatto aumentare i debiti finanziari delle società analizzate di oltre 90 miliardi, portandoli a 937 miliardi di euro (+10,7%). Questo è coinciso con uno spostamento delle imprese verso le classi più rischiose, con il risultato che il volume di debiti finanziari nelle società a maggiore rischio di default è più che raddoppiato, passando da 63,2 miliardi di euro (il 7,5%) a 135 miliardi (il 14,4%).

AMPLIATO IL GAP TRA LE IMPRESE MINORI E QUELLE PIÙ GRANDI

Il rischio è aumentato in tutte le dimensioni di impresa, ampliando ulteriormente il gap tra le imprese minori e quelle più grandi: la quota di società rischiose scende dal 20,5% delle microimprese al 14,5% delle piccole, al 12,1% delle medie fino all’8,3% delle grandi società.

SOCIETÀ PIÙ GRANDI PIÙ SOLIDE MA ANCHE LE PIÙ INDEBITATE

Le società di maggiore dimensione sono le più solide, ma anche quelle che ricorrono più al mercato finanziario ed è tra queste che si concentra il volume maggiore di debiti con più alta probabilità di insolvenza: nei bilanci di 515 grandi società ad alto rischio i debiti finanziari nel 2020 ammontano infatti a 56,5 miliardi di euro, una cifra che supera i debiti a rischio delle micro (32 miliardi), delle piccole (22) e delle medie (24) a più alta probabilità di default.

IMPATTO MAGGIORE NEL SETTORE DEI SERVIZI ALLE IMPRESE E ALLE FAMIGLIE

La particolare natura asimmetrica della crisi indotta dal Covid-19 ha determinato effetti fortemente diversificati tra i settori. A livello aggregato, gli impatti sono stati più forti nel settore dei servizi alle imprese e alle famiglie; conseguenze solo marginali nella filiera agroalimentare e soprattutto nella chimico-farmaceutica.

DEBITI FINANZIARI PIÙ ALTI NEI SERVIZI B2B, B2C E REAL ESTATE

Le quote più alte di debiti finanziari nei bilanci di imprese rischiose, nel 2020, si osservano nel comparto dei servizi B2B e B2C (25,3%) e nel real estate (30%).

SITUAZIONE DIFFICILE PER COMPARTO FIERISTICO, AGENZIE VIAGGI E CLUB SPORTIVI

Un’analisi di maggiore dettaglio indica che in alcuni settori gli impatti del Covid rischiano di essere devastanti. La quasi totalità dei debiti finanziari delle società che organizzano fiere e convegni (il 95%) sono nei bilanci di imprese “rischiose”, in aumento dal 17,3% del periodo pre-Covid. Situazione difficile anche per le agenzie di viaggio e per i club sportivi, per cui i debiti a rischio ammontano circa all’80%; nel caso dei club sportivi, pesano soprattutto le difficoltà delle società di serie A.

In forte crescita anche il numero di imprese rischiose nella ristorazione, con una percentuale che è passata dal 17,3% al 43,1% (pari a circa 14 mila ristoranti).

RISCHIO DI DEFAULT IN CRESCITA IN TUTTA ITALIA

Il rischio di default è aumentato in tutta la Penisola, con un ulteriore ampliamento dei divari territoriali, dovuto alla maggiore presenza di società di minore dimensione nel Centro-Sud. La quota di società rischiose è più bassa in Friuli Venezia Giulia (13,3%), Veneto (13,5%) e Trentino (13,7%), mentre supera il 20% nel Lazio e in tutte le regioni meridionali, tra le quali le quote risultano particolarmente elevate in Calabria (28%), Molise (26,8%) e Sardegna (26,2%).

 

IL REPORT INTEGRALE DI CERVED

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