Economia

Come e perché la produzione industriale in Italia ruzzola. Il commento di Mameli

di

manifatturiero italiano

La produzione industriale è calata assai più del previsto a dicembre. Come in Germania e Francia. Però in Italia non sembra vicina una svolta. Il commento di Paolo Mameli, senior economist della direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo

La produzione industriale è calata sensibilmente nell’ultimo mese del 2019, come in Germania e Francia. Sul dato potrebbero aver pesato effetti di calendario, in tal senso è lecito attendersi un rimbalzo congiunturale a gennaio. In ogni caso, non sembra ancora vicina una svolta per l’attività economica nell’industria.

Ecco tutti i dettagli.

La produzione industriale è calata assai più del previsto a dicembre, di ben -2,7% m/m, dopo la stabilità di novembre (dato rivisto al ribasso rispetto a +0,1% m/m della prima stima). Il dato è stato di molto inferiore alle attese di consenso (-0,6% m/m).

Su base annua (corretta per gli effetti di calendario), l’output è sceso in territorio ancor più negativo, a -4,3% da -0,8% precedente (sui dati corretti per gli effetti di calendario). Si tratta di un minimo da 12 mesi.

Nell’intero 2019, la produzione industriale si è contratta di -1,3%: è un minimo dal 2013.

Anche il dettaglio non è confortante. Tutti i raggruppamenti principali di industrie hanno registrato una flessione congiunturale circa in linea con la media (si va dal -2,3% m/m dei beni strumentali al -2,9% m/m dei beni di consumo durevoli), e risultano in calo su base annua (particolarmente colpiti soni i beni intermedi: -6,6% a/a). Tutti i settori di attività hanno fatto segnare una contrazione sul mese (spicca il -6,2% m/m di gomma e materie plastiche), e solo 3 comparti (su un totale di 15) risultano in progresso tendenziale: computer ed elettronica (+5,3%), alimentari (+2,9%) e farmaceutici (+1,1%).

C’è da ricordare che, nello stesso mese, una flessione all’incirca della stessa entità è stata registrata sia in Germania (-2,5% m/m) che in Francia (-2,8% m/m). Ciò suggerisce che possano aver inciso fattori di calendario, in particolare l’effetto “ponte” connesso con il posizionamento del giorno 27 (un venerdì). In tal senso, ci aspettiamo un rimbalzo congiunturale nel mese di gennaio.

In ogni caso:

  • Gli indicatori anticipatori ancora non segnalano una tendenza espansiva per l’industria: a gennaio, l’indagine Istat ha mostrato un miglioramento, ma solo moderato, e l’indice PMI manifatturiero è rimbalzato, rimanendo però in territorio recessivo per il 16° mese consecutivo;
  • Sia i dati reali sull’industria che le indagini ancora non includono l’effetto del nuovo shock idiosincratico che si è abbattuto sul settore manifatturiero a livello globale, ovvero gli effetti del 2019-nCoV, che potrebbero spostare in avanti (riteniamo, di non più di qualche mese) il punto di svolta per l’attività economica nell’industria.

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