Economia

Popolare di Sondrio, tutte le pulizie pre natalizie sugli Npl

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Che cosa sta studiando la Popolare di Sondrio sugli Npl

Dopo le grandi cessioni di quest’anno, nel 2019 potrebbero essere gli istituti medio-piccoli a ripulire l’attivo dai crediti deteriorati. Una necessità imposta dalla nuova cornice regolamentare che, con il calendar provisioning, prevede tempi serrati per la svalutazione dei portafogli. A muoversi potrebbero essere anche istituti rimasti finora ai margini del mercato degli npl, come la Popolare di Sondrio.

CHE COSA STA STUDIANO LA POPOLARE DI SONDRIO

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’istituto valtellinese guidato da Mario Pedranzini avrebbe dato mandato agli advisor Oliver Wyman e Kpmg per definire una strategia complessiva di derisking.

I NUMERI DELL’OPERAZIONE IN CANTIERE

Sul tavolo c’è uno stock da circa 4 miliardi, suddiviso in 2,53 miliardi di sofferenze lorde (con un coverage del 68,61%) e 1,56 miliardi di unlikely to pay (coverage al 33,5%). All’inizio dell’anno prossimo gli advisor dovrebbero prefigurare ai vertici della banca i diversi approcci possibili, che avranno probabilmente un differente livello di radicalità fino ad arrivare a soluzioni come quella presentata la scorsa settimana da Banco Bpm

GLI OBIETTIVI DELLA POPOLARE DI SONDRIO

Confortata dalla discreta qualità dell’attività (a fine settembre il npl ratio netto era al 3,06%) la popolare guidata da Pedranzini si è mossa finora con prudenza, limitando le cessioni. Un approccio che oggi potrebbe cambiare. Quel che è certo è che il gruppo intende non farsi cogliere impreparato da eventuali richieste della Bce che, come noto, in questi anni sta seguendo con attenzione le attività di derisking delle banche italiane.

COME SI MUOVONO LE ALTRE BANCHE

La Popolare di Sondrio del resto non è l’unico istituto ad avere in corso processi di derisking. A breve otto istituti dovrebbero aderire al progetto multiseller promosso da Banca Akros (gruppo Banco Bpm  su un portafoglio dal valore nominale fino a 300 milioni. L’idea di fondo è mettere a disposizione delle banche un’infrastruttura per cedere speditamente portafogli di crediti in sofferenza e utp sia ipotecari sia unsecured. Nel frattempo Jp Morgan ha appena cartolarizzato un portafoglio da 1,58 miliardi originato da 12 banche popolari e cinque spa.

CASI E NOMI

L’operazione è avvenuta nella modalità multi-originator e ha visto Cerved agire come master servicer e special servicer dell’operazione. Architettura simile dovrebbe avere il progetto che proprio in queste settimane Iccrea sta incardinando per il mondo del credito cooperativo. Dopo le cessioni degli anni scorsi l’istituto guidato da Leonardo Rubattu dovrebbe infatti procedere nell’attività di derisking con una nuova operazione fino a due miliardi di valore nominale.

(estratto di un articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza; l’articolo integrale si può leggere qui)

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