Economia

Popolare di Bari, lo stato della banca di Orvieto e la mossa della fondazione umbra

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La Fondazione Cassa risparmio di Orvieto è pronta ad acquistare il controllo della Cassa di Risparmio di Orvieto dalla Popolare di Bari.

E’ la decisione presa all’unanimità dal consiglio i amministrazione e dal consiglio di indirizzo della Fondazione il 28 febbraio scorso e comunicata poi in una conferenza stampa dal presidente Gioacchino Messina.

La banca orvietana, al momento controllata dalla Popolare di Bari che la acquisì nel 2012, opera in Umbria con circa 50 sportelli, 297 dipendenti e un miliardo di impieghi.

In sostanza la mossa della fondazione umbra mira a mettere al riparo la banca dai travagli della Popolare di Bari.

CHE COSA FARA’ LA FONDAZIONE DI ORVIETO

“La fondazione, che detiene solo il 26,43% del capitale, si propone di fare un’offerta d’acquisto per l’intera partecipazione detenuta da Popolare di Bari salvo poi girare poi il controllo a un nuovo alleato bancario”, ha scritto il Sole 24 Ore.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE ORVIETO SULLA POPOLARE DI BARI E NON SOLO

Un intervento dell’ente, presieduto da Gioacchino Messina, è stato reso necessario per il clima di incertezza che si registra sul territorio di Orvieto: “Le problematiche relative alla trasformazione in Spa, alla quotazione e, soprattutto, all’annunciata ricapitalizzazione della Banca Popolare di Bari – secondo la Fondazione – stanno creando una progressiva incertezza sul territorio con il timore di ricadute sulle attività, il funzionamento e il futuro della Cassa di Risparmio di Orvieto”, ha aggiunto il Sole 24 Ore.

CHE COSA TEME LA FONDAZIONE PER LA ORVIETO DELLA POPOLARE DI BARI

La Fondazione Cro, che detiene una partecipazione pari al 26,43% del capitale della cassa orvietana, «non può ignorare quanto apparso, in più occasioni, sulla stampa specializzata, in merito alla condotta e alle posizioni assunte dalla Banca Popolare di Bari, socio di maggioranza», hanno detto i vertici della fondazione.

PERCHE’ LA FONDAZIONE SI E’ MOSSA SULLA ORVIETO DELLA POPOLARE DI BARI

«Le problematiche relative alla trasformazione di BpB in Spa, alla quotazione delle azioni e, soprattutto, all’annunciata ricapitalizzazione – ha spiegato il presidente della fondazione, Messina – stanno creando una progressiva incertezza e la Fondazione teme che tutto questo incida pesantemente sulle attività, il funzionamento e il futuro della controllata CRO Spa. La Fondazione, come deliberato dai suoi Organi, non intende subire decisioni preordinate e desidera essere protagonista, garante e parte attiva nelle scelte che potrebbero influenzare il destino della Banca conferitaria e, conseguentemente, del personale dipendente, della comunità, del territorio».

I TRAVAGLI DELLA FONDAZIONE DI ORVIETO SULLA POPOLARE DI BARI E NON SOLO

I malumori a Orvieto vengono da lontano. I soldi da destinare al territorio, che ora vengono affidati in base a dei bandi pubblici mettendo fine all’era dell’erogazione a pioggia che spesso ha fatto discutere a Orvieto, nel 2018 sono stati circa 600mila euro, scriveva tempo fa il Messaggero: “Una cifra che si era già ridimensionata rispetto al passato e che nel 2019 sarà ulteriormente tagliata a 500mila euro. Del resto i due principali “rubinetti” che alimentano le casse della Fondazione ormai “gocciolano”. Uno è proprio chiuso, quello dei dividendi che la Banca Popolare di Bari da anni non distribuisce più per la partecipazione del 25% nella Cassa di risparmio di Orvieto. L’altro è quello dei rendimenti del portafogli patrimoniale, bassissimi, perché investiti in maniera conservativa con l’occhio vigile alla salvaguardia del patrimonio della Fondazione”.

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