Economia

Più fondi alla sanità pubblica con più tasse alle banche. Ecco il piano di Speranza, neo ministro della Salute

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Troveremo fondi per la sanità grazie alla riduzione della quota di interessi passivi deducibili per le banche. È quanto ha detto tra l’altro il neo ministro della Salute, Roberto Speranza, esponente di Liberi e Uguali

 

Spuntano le prime tasse nelle dichiarazioni di alcuni neo ministri del governo Conte 2 sostenuto dal Movimento 5 Stelle e dal Partito democratico.

TUTTI PROGETTI TASSAIOLI DI SPERANZA E FIORAMONTI

Dopo la tassa sulle merendine a scuola invocata da tempo dall’economista pentastellato, Lorenzo Fioramonti, nuovo ministro dell’Università e della Ricerca, ora arriva l’idea del neo titolare del dicastero della Salute, Roberto Speranza, già esponente del Pd passato in epoca renziana nel movimento di Pietro Grasso e Pierluigi Bersani “Liberi e Uguali”.

ECCO LE PRIME IDEE DI SPERANZA ALLA SALUTE

Le prime idee del nuovo ministro della Salute che ha preso il posto della pentastellata Giulio Grillo (uno dei ministri grillini non riconfermati oltre a Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta) le ha svelato in una intervista al quotidiano La Stampa diretto da Maurizio Molinari.

CHE COSA HA DETTO DI PRECISO SPERANZA NEO MINISTRO DELLA SALUTE

Portare da 114,5 a 118 miliardi il finanziamento della sanità pubblica, cancellando il superticket da 10 euro su visite e accertamenti, dando al contempo il via a un grande piano di assunzioni. Il tutto facendo pagare il conto a banche, assicurazioni e fondi di investimento.

ECCO QUALI SAREBBERO LE BANCHE PIU’ COLPITE DALLA PROPOSTA DEL MINISTRO SPERANZA. REPORT EQUITA

LA NOMINA DI SPERANZA SECONDO SPERANZA

È il piano del neo-ministro della Salute, Roberto Speranza, così come lo illustra in un colloquio con il quotidiano La Stampa in cui dice di dover “ancora mettere la testa sulla sanità perché la mia nomina è arrivata inaspettata”.

LE PRIORITÀ SECONDO IL MINISTRO DELLA SALUTE EX DEM

Poi l’esponente ex Pd passato tempo fa nelle file di Leu con Pietro Grasso e Pierluigi Bersani precisa: “La priorità qui come altrove è ridurre le diseguaglianze rafforzando il sistema pubblico”.

LE IDEE DI SPERANZA

“Su come farlo – ha aggiunto il neo ministro della Salute al posto della grillina Giulia Grillo – qualche idea è già nel disegno di legge che ho presentato un anno fa alla Camera”.

COME TROVARE NUOVI FONDI PER LA SANITÀ

“Troveremo fondi – ha spiegato poi Speranza – grazie alla riduzione della quota di interessi passivi deducibili per le banche”.

ECCO QUALI SAREBBERO LE BANCHE PIU’ COLPITE DALLA PROPOSTA DEL MINISTRO SPERANZA. REPORT EQUITA

L’ANALISI DI QUOTIDIANO SANITÀ

Ha analizzato il Quotidiano Sanità:  “Da subito molto attivo il neo ministro della Salute Roberto Speranza, che ha chiesto diversi dossier su tematiche care a LeU, a cominciare dalla questione ticket. Come già riportato nei giorni scorsi, infatti, lo scorso anno Speranza aveva presentato un disegno di legge a sua prima firma, assegnato il 4 luglio 2018 alla Commissione Affari Sociali della Camera, recante “Disposizioni in materia di finanziamento del Servizio sanitario nazionale”. Qui si proponeva innanzitutto il superamento del superticket, ossia la quota fissa sulla ricetta pari a 10 euro per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. Le coperture per questa abolizione vengono conteggiate in circa 600 milioni di euro a regime. Queste risorse, si spiegava nel testo rilanciato dallo stesso Speranza oggi in un’intervista a La Stampa, si dovrebbero reperire non solo tra quelle già stanziate a legislazione vigente dalla legge di bilancio 2018, pari a 60 milioni di euro annui per il triennio 2018, 2019 e 2020, ma anche grazie alle maggiori entrate rivenienti dall’abolizione della deduzione forfettaria dei canoni di locazione, che è pari al 35% per le cosiddette dimore storiche e da cui si ricaverebbe un gettito accertato di 545 milioni di euro annui a regime a decorrere dall’anno 2018 (545 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018 + 60 milioni di euro annui già scontati ai sensi della legge di bilancio per il 2018 = 605 milioni di euro complessivi a decorrere dall’anno 2018). Sempre nel testo del Ddl di LeU si proponeva poi, per il 2020, uno stanziamento di 118 miliardi di euro per il Fondo sanitario nazionale. Si tratterebbe di un aumento consistente, di 3,5 miliardi di euro, in un contesto economico tutt’altro che semplice, che vede già la necessità di reperire risorse per circa 23 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva. Ma anche in questo caso le coperture per l’aumento del Fsn sono già state trovate all’interno del provvedimento, ed a pagare il conto sarebbero banche, assicurazioni, fondi di investimento e società di intermediazione mobiliare”.

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