Economia

Perché Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb festeggeranno benone il Natale grazie alla bolletta del Consiglio di Stato

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Buone notizie per Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb dalla suprema corte della giustizia amministrativa.

Il caso delle bollette a 28 giorni si conclude in parte a favore delle compagnie telefoniche dopo le ordinanze di ieri del Consiglio di Stato. Ecco tutti i dettagli.

ECCO CHE COSA HA DECISO IL CONSIGLIO DI STATO SULLE BOLLETTE Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb

Rimborsi congelati sulle bollette a 28 giorni e discorso rimandato al 2019. Il Consiglio di Stato si è pronunciato oggi con quattro ordinanze sulla questione della fatturazione su quattro settimane da parte delle maggiori compagnie di telecomunicazioni, decidendo di sospendere l’ordine dell’Agcom di rimborsare gli utenti entro il 31 dicembre per i giorni illegittimamente erosi.

TUTTI GLI EFFETTI DELLE ORDINANZE SULLE COMPAGNIE TELEFONICHE COME Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb

La Corte in questo modo ha dunque accolto le richieste avanzate da Telecom Italia, Vodafone, Wind Tre e Fastweb. Non solo: ha anche ritenuto opportuno concedere la sospensiva in attesa di conoscere nel dettaglio le motivazioni della sentenza di primo grado del Tar del Lazio, non ancora depositate.

IL COMMENTO DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI

Protestano le associazioni in difesa dei consumatori: “Non c’è limite al peggio, dopo il Tar ora ci si mette anche il Consiglio di Stato a sospendere un sacrosanto diritto dei consumatori: riavere quello che le compagnie telefoniche hanno indebitamente percepito violando le delibere dell’Authority”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

TUTTE LE TAPPE PRECEDENTI SULLE BOLLETTE

A marzo 2017 con la delibera 121 l’Agcom è intervenuta per vietare la fatturazione a 28 giorni nelle offerte sul fisso e convergenti. La delibera dava 90 giorni per mettersi in regola, passati invano. A dicembre l’Autorità interviene per multare le compagnie imponendo loro anche lo storno delle somme tratte dai giorni “erosi” rispetto alla fatturazione che sarebbe dovuta tornare mensile dal 23 giugno 2017. Intanto una legge nazionale da fine dello scorso anno ha messo sostanzialmente fuori gioco le fatturazioni a 28 giorni, con obbligo per le compagnie – che nel frattempo avevano fatto ricorso al Tar – di tornare alla fatturazione mensile in un periodo fra il 24 marzo e il 5 aprile.

IL RUOLO DELL’ANTITRUST

A intervenire nel frattempo è l’Antitrust con un provvedimento cautelare del 21 marzo poi confermato con cui ha intimato alle 4 compagnie telefoniche di bloccare gli aumenti che nel frattempo erano diventati operativi. In sostanza le telco avevano deciso di tornare alle fatturazioni mensili, ma mantenendo il livello di prezzo già “acquisito” con il passaggio ai 28 giorni, garantendosi quindi prezzi saliti dell’8,6 per cento. Antitrust interviene, non indica la tariffa ma ritiene che ognuno debba rimodulare le proprie tariffe, indipendentemente dagli altri.

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