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Rémy Cointreau

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Perché Rémy Cointreau non brinda più

Tra la domanda debole e l’impatto dei dazi nei suoi due mercati principali, Stati Uniti e Cina, Rémy Cointreau annuncia un piano per rilanciare crescita e redditività, riorganizzando anche la leadership. Intanto, Pernod Ricard e Brown-Forman valutano una fusione. Fatti, numeri e commenti

 

In un contesto economico e geopolitico complesso, Rémy Cointreau ha scelto di adottare un approccio offensivo. La società francese, proprietaria di marchi come Rémy Martin e Cointreau, ha annunciato il lancio del piano RC Forward, pensato per rafforzare la redditività e massimizzare il potenziale dei propri brand, mentre il settore dei distillati premium affronta una flessione globale.

OBIETTIVI E STRATEGIE DEL PIANO

“Dopo tre anni segnati da un contesto complesso, è il momento per Rémy Cointreau di distinguersi nel suo settore – ha dichiarato l’amministratore delegato Franck Marilly -. Il Gruppo ha il privilegio di poter contare su un portafoglio di marchi eccezionale e su team talentuosi e motivati. Il piano RC Forward mira a darci i mezzi per generare il nostro slancio di creazione di valore e diventare così meno dipendenti dai cicli macroeconomici. Vuole inoltre rafforzare la mentalità imprenditoriale e di conquista dei nostri team, valorizzando la cultura del Gruppo e al contempo introducendo maggiore disciplina, rigore e orientamento alla performance. La nostra ambizione è chiara: migliorare la redditività in modo sostenibile per generare risorse aggiuntive da reinvestire nella crescita”.

Il piano prevede cinque leve strategiche principali, tra cui l’ottimizzazione della rete di distribuzione, la gestione dei ricavi per massimizzare la creazione di valore, una migliore allocazione degli investimenti in comunicazione e pubblicità, l’ottimizzazione degli approvvigionamenti e una semplificazione organizzativa per accelerare l’esecuzione dei progetti.

RIORGANIZZAZIONE E NUOVA LEADERSHIP

Per guidare il piano, Rémy Cointreau ha istituito un Comitato direttivo all’interno del Comitato esecutivo, con cinque funzioni che riportano direttamente al Ceo. Luca Marotta è stato nominato Vice Ceo mantenendo la supervisione di Finanza, IT e Legal, mentre Ian McLernon ricopre il ruolo di Group Chief Markets Officer e gestisce anche la nuova area Mercati emergenti. Mélanie Bulourde e Clarisse Petit sono rispettivamente Group Chief Operations & CSR Officer e Group Chief Human Resources Officer, mentre Franck Marilly assume temporaneamente la responsabilità del ruolo di Group Chief Brands Officer.

Il Comitato esecutivo è stato inoltre ampliato con una nuova Prestige Division, che supervisionerà i marchi LOUIS XIII, Telmont e Maison Psyché, e con la creazione del ruolo di Chief Transformation Officer, affidato a Célia d’Everlange per tutta la durata del piano. Due funzioni trasversali, l’Innovation Lab e l’Executive Lab, avranno il compito di analizzare trend di consumo e accelerare l’implementazione delle iniziative strategiche.

LA REAZIONE DELLA BORSA

Ieri Reuters scriveva che le azioni della società vengono scambiate vicino ai minimi degli ultimi 16 anni, dopo essere diminuite di oltre l’82% rispetto al picco di novembre 2021, ma all’annuncio del piano sono aumentate di oltre il 3% nelle prime contrattazioni di ieri, seguendo l’andamento positivo generale del mercato.

ALTI E BASSI

Nel terzo trimestre, le vendite di Rémy Cointreau erano tornate a crescere, superando le previsioni degli analisti, grazie soprattutto alla performance negli Stati Uniti. In particolare, il produttore di cognac e liquori aveva registrato vendite organiche in aumento del 2,8% a 245,8 milioni di euro, rispetto alla stima di crescita dell’1,7% prevista dagli analisti. Il segmento del cognac, che rappresenta circa il 70% del fatturato globale, ha mostrato una crescita del 3,2%, superiore all’1,4% atteso.

A fine gennaio, Marilly aveva promesso un ritorno alla crescita nella seconda metà dell’anno fiscale e di rilanciare i volumi anche a costo di ridurre i prezzi. L’azienda ha inoltre impiegato un consulente esterno per diagnosticare problemi e proporre soluzioni da implementare nel 2026. Malgrado le difficoltà in Cina, legate al calendario del Capodanno cinese e alla contrazione della domanda di distillati premium, le vendite in Asia hanno comunque registrato segnali positivi.

Tuttavia, nei primi nove mesi dell’esercizio 2025-2026 le vendite della società sono scese del 6,6%, attestandosi a 735,4 milioni di euro, con più del 60% della cifra legata al cognac. Nonostante il rallentamento, Rémy Cointreau prevede vendite stabili o in leggera crescita a cambi costanti e un calo dell’utile operativo corrente di oltre 10 punti. I mercati più colpiti restano Stati Uniti e Cina, segnati da dazi, tensioni geopolitiche e mutamenti nelle preferenze dei consumatori, oltre a una riduzione generale dei consumi di liquori premium.

PANORAMA INDUSTRIALE E POSSIBILI ALLEANZE

In un contesto di consolidamento del settore, a fine marzo, Bloomberg segnalava trattative di fusione tra Pernod Ricard e Brown-Forman, proprietaria di Jack Daniel’s. La combinazione di brand come Martell Cognac, Jameson Irish Whiskey e Absolut Vodka con i whiskey e i liquori di Brown-Forman rappresenterebbe una “fusione tra pari”, coinvolgendo le famiglie fondatrici di entrambe le società. Il possibile accordo, prevalentemente basato su azioni, consentirebbe alle famiglie di mantenere una quota significativa e contribuirebbe a gestire la sensibilità sulle operazioni transfrontaliere negli Stati Uniti.

Ma le difficoltà di mercato di entrambe le società, tra cui la debole domanda per i liquori premium negli Stati Uniti e la contrazione delle vendite in Cina per Pernod, sono il simbolo di un contesto industriale in affanno.

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