Economia

Perché Prysmian barcolla in Borsa

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Prysmian

Tutti i motivi del crollo a Piazza Affari di Prysmian. L’articolo di Francesca Gerosa, giornalista di MF/Milano Finanza

Crolla a Piazza Affari il titolo Prysmian (-9,59% a 17,07 euro) per i rinnovati problemi al WesternLink, il collegamento in cavo sottomarino tra Scozia e Galles, realizzato da Siemens e l’ex Pirelli cavi. La società ieri ha reso noto che durante la trasmissione di energia regolata da un early use agreement siglato da entrambe le parti, è stato rilevato un problema che ha determinato la temporanea interruzione del sistema.

Prysmian ha immediatamente mobilitato il proprio team per localizzare il problema e identificare le motivazioni, a seguito delle quali sarà possibile determinare i possibili scenari di ripristino e i potenziali impatti economici. In questa fase, la società è impegnata a risolvere il problema nel più breve tempo possibile, con il minimo impatto possibile, e fornirà ulteriori aggiornamenti nei prossimi giorni non appena saranno disponibili ulteriori risultati delle investigazioni in corso.

Il WesternLink è stato acquisito da Prysmian nel 2012, per un valore di 800 milioni di euro a favore di National Grid/Scottish Power. Il cavo utilizza la tecnologia PPL, non utilizzata su altri progetti come il Viking Link, atteso in assegnazione nel 2019, che utilizza la tecnologia MI. Il totale degli accantonamenti relativi ai problemi tecnici emersi sul progetto WesternLink sono pari a oggi a 70 milioni di euro (20 milioni nel primo trimestre 2018 e 50 milioni comunicati a giugno 2018) o 9% del totale del progetto.

Ad oggi sono stati incorporati circa 80 milioni di euro di liquidated damages, mentre il cap è 120 milioni di euro (10% del valore complessivo del progetto per il consorzio Prysmian -Siemens), quindi, spiegano gli analisti di Equita, il rischio potenziale riguarda fino a ulteriori 40 milioni di euro per il liquidated damages (meno dell’1% della capitalizzazione di mercato del gruppo).

La notizia è dunque “negativa perché crea incertezza sul titolo fin quando non saranno chiarite le cause che hanno determinato la nuova interruzione e il potenziale impatto finanziario, oltre ad aumentare la percezione di rischio da parte del mercato sul business dei progetti che vale il 24% dell’ebitda adjusted stimato per quest’anno”, osservano gli analisti di Equita che su Prysmian hanno un rating hold e un target pricea 22,5 euro.

Senza contare che questo continua a influenzare “in modo significativo il track record dell’azienda”, aggiungono gli analisti di Mediobanca Securities, ricordando che tutto è iniziato nel primo trimestre 2018 con problemi tecnici durante le attività di test del WesternLink, seguito da nuovi problemi nella stessa area marina che portò la società ad accantonare 70 milioni di euro.

Nel settembre 2018 la società annunciò un nuovo guasto nella sezione onshore del cavo. Un problema risolto lo scorso ottobre. Il danno massimo liquidato è pari a circa il 10% del valore totale del contratto per l’intero consorzio (1,2 miliardi di euro) e Prysmian ha, appunto, già accantonato 70 milioni di euro.

“Da un punto di vista teorico, potrebbe dover far fronte ad altri costi aggiuntivi per 50 milioni di euro e oltre questo livello, le assicurazioni dovrebbero coprire i costi aggiuntivi legati ai ritardi nella messa in servizio”, affermano gli analisti di Mediobanca , avvertendo, però, che il quadro è molto più complesso perché Prysmian deve gestire i suoi rapporti con National Grid, il principale sviluppatore di reti pronto a gareggiare per il Viking Link nel secondo trimestre di quest’anno, un progetto chiave anche per Prysmian al fine di ricostituire il portafoglio ordini dei progetti energetici.

Pertanto, “crediamo che Prysmian possa incorrere in costi aggiuntivi al fine di preservare la sua reputazione rispetto al cliente. Per cui downgradiamo il titolo da outperform a neutral e abbassiamo il target price da 23,7 a 21,3 euro”, affermano gli esperti della banca d’affari, spiegando che la loro preoccupazione principale è molto più orientata sull’implicazione negativa che questo problema tecnico può avere sulla reputazione, il track record di Prysmian , abbassando in futuro la sua competitività nel redditizio mercato sottomarino.

“Per questo motivo, effettuiamo il downgrade. In attesa di un chiarimento/quantificazione da parte dell’azienda, manteniamo invariate le nostre stime sul gruppo, ma al fine di tener conto di un profilo di rischio più elevato il nostro target price scende a 21,3 euro sulla base di multipli fair più bassi: 7,5 volte l’ebitda da 8 volte, 13,5 volte il prezzo/utile da 14,5 volte e di un rendimento del free cash flow del 6,5% dal 6%. In più ora scontiamo accantonamenti per Westernlink pari a 120 milioni di euro, oltre a 96 milioni di euro di esborso per la potenziale multa dell’antitrust brasiliano”, concludono a Mediobanca .

Anche Banca Akros stamani ha tagliato il target price sull’azione da 26,5 a 23 euro, ma il rating, in questo caso, resta accumulate. Naturalmente, ribadiscono gli analisti di questa banca d’affari, “un altro problema per WesternLink potrebbe avere un impatto negativo sul lato reputazionale, con una possibile perdita di nuovi posti di lavoro. La notizia è chiaramente molto negativa e non scontata”.

Il livello di incertezza, sottolineano ancora, “è elevato anche se, in teoria, il potenziale esborso legato ai danni ha un limite di 40 milioni di euro; il potenziale impatto reputazionale può essere pesante, ma è anche vero che i concorrenti di Prysmian hanno un track record piuttosto debole nell’esecuzione. Comunque, riteniamo che il prezzo delle azioni possa perdere oggi il 5/10%”, avvertono a Banca Akros.

Come loro anche gli analisti di Fidentiis si aspettano che la valutazione di Prysmian possa riflettere la percezione di un aumento del rischio di esecuzione nel business dei progetti energetici sottomarini che vale meno del 20% dell’ebitda della società su cui, peraltro, gli esperti di Fidentiis mantengono un rating buy come Banca Imi che, prendendo come base 40 milioni di euro di potenziali danni rimanenti e gli attuali multipli del settore (13-14 volte, secondo Factset), in una simulazione preliminare ha calcolato un potenziale impatto negativo di circa 2 per azione sul suo prezzo obiettivo a 22,2 euro (circa -9%).

 

Articolo pubblicato su MF/Milano Finanza

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