Economia

Perché non consentire ai ristoranti il take away o delivery?

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take away ristoranti

Quelle inspiegabili ragioni dietro la prolungata serrata che sarà imposta ai ristoranti. L’intervento di Giuseppe Spadafora, vicepresidente Unimpresa

Ristorazione e chef, dopo le aziende farmaceutiche, sono le attività che hanno più dimestichezza con la sicurezza. Sanificazione continua di attrezzature e banchi di lavoro, accertamenti medici continui, analisi delle temperature e registro eventi, Haccp, sono solo piccoli esempi di quanto questo settore strategico per l’economia sia importante. La ristorazione di qualità, ha nel proprio Dna la cultura della sicurezza sia alimentare sia dei luoghi di lavoro. A capo di queste piccole o grandi organizzazioni si trovano gli chef che ormai da anni seguono processi e procedure di management che li portano ad essere qualificati ed insostituibili in questo settore.

Conosco personalmente qualche importante esponente della categoria: da stellati come Pino Cuttaia del ristorante Madia di Licata (ritengo tra i 10 chef migliori al mondo) a Riccardo Bonsangue del Cavalluccio Marino di Acireale che, pur non avendo stelle, cucina benissimo come mia madre (la migliore al mondo).

C’è un interrogativo, quando si pensa a questo comparto, al quale non si trova risposta: perché la ristorazione non può riaprire? Sono tra le poche aziende capaci e senza bisogno di grandi accorgimenti oltre quelli che già operano ad essere in grado di garantire tutti gli aspetti della sicurezza. Sono quelle imprese artigiane che lavorano 18 ore al giorno senza lamentarsi quasi mai di nulla. Vanno riaperte subito: sanno come accogliere l’avventore ed il cliente, sanno come farlo sentire a casa e sanno che la sicurezza è la cosa che più conta anche oltre alla bontà del cibo. Occorre far lavorare i nostri chef che hanno portato l’Italia ad essere apprezzata e conosciuta in tutto il mondo tanto che cercano di portarli via. Riaprire ristoranti, bar e pasticcerie e più in generale tutta la ristorazione rimetterebbe in moto quella economia circolare tanto necessaria in questo momento di disperazione collettiva.

A prescindere dagli aspetti squisitamente economici, si tratta di un settore che può dare beneficio positivo a quel sentimento di frustrazione diffuso che ha colpito tutti i cittadini. Basterebbe, semplicemente, estendere la possibilità di lavorare in modalità delivery o take way. Sarebbe un primo passo, significativo.

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