Elon Musk starebbe studiando una combinazione tra le sue società SpaceX, Tesla e xAI.
Secondo indiscrezioni della stampa anglosassone, l’azienda aerospaziale SpaceX starebbe valutando una potenziale fusione con la casa automobilistica elettrica Tesla, o un’alleanza con la società di intelligenza artificiale xAI, mentre Elon Musk valuta le opzioni per consolidare il suo impero globale.
Sebbene le trattative sembrino essere in una fase iniziale, secondo Bloomberg e Reuters, potrebbero portare all’incorporazione di almeno un’azienda in SpaceX.
Le indiscrezioni arrivano sulla scia della notizia riguardo SpaceX che sta accelerando i preparativi per la quotazione in Borsa con cui punta a una valutazione complessiva di circa 1,5 trilioni di dollari. Si tratterebbe della più grande Ipo di sempre, superando la quotazione in borsa di Saudi Aramco nel 2019, che ha fruttato 29 miliardi di dollari.
Secondo quanto riferito dal Financial Times, la quotazione sarebbe programmata per l’inizio dell’estate, in concomitanza anche con il compleanno di Elon Musk. L’imprenditore statunitense compirà 55 anni il 28 giugno, più o meno nello stesso periodo in cui Giove e Venere appariranno molto vicini l’uno all’altro.
SpaceX potrebbe cercare di raccogliere fino a 50 miliardi di dollari e i proventi dell’Ipo saranno destinati a finanziare data center, parte dei piani ambiziosi del miliardario che prevedono anche la possibilità di installare strutture nello spazio per elaborare calcoli complessi destinati a modelli di intelligenza artificiale. Se questi progetti dovessero concretizzarsi, potrebbero rappresentare un vantaggio significativo per xAI.
Tutti i dettagli.
LE OPZIONI SUL TAVOLO
Dai nuovi rapporti stampa emerge che si stanno valutando due scenari. In uno, SpaceX e Tesla si fonderebbero, secondo Bloomberg. In un altro, si procederebbe con l’alleanza tra SpaceX e aXI (che già possiede la piattaforma social X di Musk). Secondo quanto riportato da Reuters, una fusione tra SpaceX e xAI potrebbe avvenire prima della prevista Ipo di SpaceX quest’anno. Ciò riunirebbe prodotti come il chatbot Grok, la piattaforma X, i satelliti Starlink e i razzi SpaceX sotto un’unica società.
Sempre Reuters segnala che per SpaceX, un accordo di grandi dimensioni potrebbe complicare la sua Ipo, ma dare slancio agli sforzi per lanciare i data center in orbita, un obiettivo chiave nella crescente corsa all’intelligenza artificiale contro aziende come OpenAI, Meta Platforms e Google.
LE SOCIETÀ COSTUITE IN NEVADA
A corroborare queste rivelazioni, il 21 gennaio sono nate in Nevada due entità legali denominate K2 Merger Sub Inc. e K2 Merger Sub 2 LLC, con la dicitura “merger sub” nel nome, con Bret Johnsen, direttore finanziario di SpaceX, nominato tra i dirigenti. Ciò suggerisce che Musk stia tenendo aperte tutte le opzioni.
I VANTAGGI PER LA GALASSIA DI MUSK
Entrambi gli scenari presentano dei vantaggi, osserva TechCrunch. L’unione delle società SpaceX e xAI potrebbe consentire a xAI di installare i suoi data center nello spazio, cosa che Musk ha dichiarato di voler fare. Un’alleanza tra SpaceX e Tesla potrebbe allineare l’attività di accumulo di energia del produttore di veicoli elettrici con l’idea di un data center nello spazio.
Dunque le due opzioni, così come una combinazione delle tre società, riflettono le recenti iniziative di Musk per consolidare o condividere risorse tra le aziende. Lo scorso anno, SpaceX ha investito 2 miliardi di dollari in xAI, secondo il Wall Street Journal, e all’inizio di questa settimana Tesla ha annunciato un investimento analogo di 2 miliardi nella startup di intelligenza artificiale. Sempre l’anno scorso, xAI ha acquisito X in un’operazione che, secondo Musk, ha valutato xAI 80 miliardi di dollari e X 33 miliardi di dollari.
MUSK ANCORA PIÙ RICCO
Infine, l’eventuale successo della quotazione di SpaceX farebbe aumentare ulteriormente il patrimonio personale di Musk, che dallo scorso ottobre detiene il primato per aver raggiunto personalmente i 500 miliardi di dollari di patrimonio stimato, secondo il sito Forbes. Secondo il Guardian, Musk è il maggiore azionista di SpaceX con una quota del 42%, ma controlla quasi il 79% delle azioni con diritto di voto. Si tratta di azioni esistenti e non di un aumento di capitale, poiché queste vendite consentono alle società di private equity, ai dirigenti e ai dipendenti di monetizzare la loro partecipazione.
Tra gli altri finanziatori figurano dipendenti e investitori privati, che detengono circa il 30%, Founders Fund, che controlla il 10,4%, Fidelity Investments con il 10,2% e Google Ventures con il 7,4%.




