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Perché l’Ucraina picchia contro la friulana Danieli?

Bilderberg

“Un’azienda italiana aiuta la Russia a fabbricare reattori nucleari per sottomarini e armature per carri armati”, sostengono dall’Ucraina. 

 

“Un’azienda italiana aiuta la Russia a fabbricare reattori nucleari per sottomarini e armature per carri armati”. Questa è la denuncia che arriva dalla società di lobbyng e comunicazione internazionale Truman, un’agenzia ucraina. L’azienda contro la quale punta il dito dall’Ucraina è la Danieli, un’azienda siderurgica di Buttrio (Udine) con attività anche in Russia.

Gli impianti della Danieli in Russia

La Danieli è una multinazionale friulana con un giro d’affari dal valore di 2,786 miliardi di euro e che ha chiuso l’ultima semestrale con ricavi da 1,57 miliardi (+23%) e un portafoglio ordini sopra i 4 miliardi.

La Danieli ha sedi in tutto il mondo: Brasile, Cina, India, Thailandia, Giappone, Corea, Francia, Germania e anche, tra le molte altre, Russia. In Russia sono presenti tre sedi: la Danieli Volga LLC a Dzeržinsk, che comprende un’unità produttiva, un design center e un service center, la Danieli Volga Branch a Magnitogorsk con un service center e la Danieli Russia Engineering LLC un altro service center a Mosca.

Le commesse della Danieli dalla Russia

All’inizio del 2022 la Danieli aveva ottenuto due rilevanti commesse per la costruzione di impianti siderurgici. La prima da parte della società siderurgica russa Balakovo che le aveva ordinato un nuovo impianto green per la produzione di rotaie, travi e profilati. Un progetto dal valore di circa 250 milioni di euro. La seconda da parte del gruppo Magnitogorsk Iron&Steel Works (Mmk): un ordine da circa 120 milioni di euro per la fornitura di tecnologie per l’installazione di quattro nuovi forni di riscaldo. In precedenza la multinazionale friulana aveva ottenuto un appalto per la costruzione della prima acciaieria green in Russia: un impianto siderurgico del valore di 430 milioni di euro per conto della OMK, uno dei leader del panorama della siderurgia nel paese dell’Est Europa. La cerimonia della firma del contratto, nel palazzo della Regione, era stata trasmessa in videoconferenza tra Mosca e Trieste. Alla firma avevano partecipato il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, l’ingegner Gianpietro Benedetti, presidente della Danieli, e in collegamento da Mosca c’erano, tra gli altri, il ministro dell’Industria della Federazione russa, l’ambasciatore italiano e i vertici di Omk e della Danieli Russia. Entro il 2024 l’impianto avrebbe dovuto vedere la luce occupando circa 2mila persone. Tali contratti confermano che il gruppo Danieli è riuscito a rafforzare il suo ruolo nella fornitura di tecnologie destinate a governare la transizione verso la decarbonizzazione sul mercato siderurgico mondiale.

Stop al commercio con la Russia

Rolando Paolone, amministratore delegato della Danieli, interpellato a Expo 2020 Dubai, aveva affermato che una chiusura del mondo alla Russia avrebbe provocato “una frenata importante” sul loro mercato, ma “l’impatto non sarà devastante” perché Mosca non è il loro unico cliente, e la risposta sarà “guardare da un’altra parte“. A contraddire il manager Paolone le dichiarazioni del chief marketing officer Alberto Perin, dopo che il chief technology officer del gruppo non aveva escluso uno stop all’indomani dell’invasione dell’Ucraina.”Il nostro Cto ha fatto una previsione in caso di escalation definitiva e irreversibile”, spiega Perin. Per Danieli la Russia rappresenta circa il 10% dei ricavi.

L’accusa di Truman

E secondo l’agenzia Truman – che si definisce Economic Security Council – le cose sarebbero andate proprio così. “Danieli fornisce i suoi servizi a numerose compagnie russe. Una di queste è lo stabilimento metallurgico di Viksun, che produce tubi per il Nord Stream II – si legge nel comunicato stampa diffuso da Truman -. Danieli continua anche a collaborare con la Kamensk-Uralsky Metallurgical Works, che produce parti specifiche per aerei russi. Questa azienda appartiene a un magnate russo Viktor Vekselberg che è sotto sanzioni. Danieli mantiene anche rapporti d’affari con un altro russo sanzionato: Alexei Mordashov, il proprietario di Severstal”. Il comunicato stampa parte da un articolo di Anton Shvents nel quale sostiene che “il 13 aprile l’azienda “Corporatsiya Krasnyi Oktyabr” ha espresso la gratitudine a Danieli in un comunicato stampa ufficiale per la continua collaborazione”. Secondo Truman l’azienda Corporatsiya Krasnyi Oktyabr “è uno dei maggiori produttori di acciaio del paese. Produce recipienti a pressione per reattori nucleari di sottomarini russi e armature per i carri armati russi T-14 “Armata” all’avanguardia”. Da qui l’accusa alla Danieli, da parte della Truman, di “helps Russian companies to build nuclear reactors for submarines and armor for tanks” e come scrive Shvents “Danieli confirmed the continuation of relations with a company involved in the production of tanks and submarines and did that in the background of the Bucha massacre and siege of Mariupol”.

Il presunto blog censurato

Infine, secondo quanto riportato nel comunicato di Truman, un gruppo di volontari ucraini, avrebbe creato un sito web “per pubblicare tutte le informazioni su come Danieli continua a lavorare con la Russia e il regime del Cremlino”. A questo punto “Danieli ha accusato i volontari di sottrarre le sue informazioni personali sensibili e ha assunto gli esperti di sicurezza informatica IntSight dagli Stati Uniti”. Il sito al momento non risulta raggiungibile.

Si attende, ora, la versione del gruppo italiano.

(articolo in aggiornamento)

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aggiornamento del 22 giugno 2022:

La replica della società di Buttrio (Udine) è affidata a una nota stampa: «Il gruppo Danieli è tra i maggiori produttori mondiali di macchine e impianti per l’industria metallurgica. Le attività non contemplano in alcun modo la produzione diretta di materiale bellico e i contratti stipulati non prevedono mai il coinvolgimento nelle scelte di produzione dei clienti». Con riferimento alle sanzioni contro Mosca, Danieli aggiunge di avere «messo in atto tutte le misure per conformare le proprie attività ai provvedimenti adottati dall’Italia e dall’Ue, a seguito dei tragici avvenimenti legati alla guerra in Ucraina».

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