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Perché le uova di Pasqua sono sempre più piccole e più care?

In tempi così amari, l'uovo di Pasqua dovrebbe essere una piccola gioia ma, sebbene il prezzo del cacao - dopo aver raggiunto livelli record - sia sceso ai minimi degli ultimi tre anni, i costi elevati e le dimensioni che si restringono lo rendono meno dolce. Fatti, numeri e commenti

 

Il prezzo del cacao è sceso ai minimi degli ultimi tre anni, ma quello delle uova di Pasqua continua a essere abbastanza salato. La combinazione di shrinkflation, crisi climatiche, conflitti internazionali e ritardi nella trasmissione dei costi delle materie prime sta infatti mantenendo elevati i prezzi al dettaglio in Europa e negli Stati Uniti.

L’IMPATTO DEI PREZZI DEL CACAO

All’inizio del 2024 i prezzi del cacao hanno raggiunto livelli record, superando i 12.000 dollari per tonnellata, a causa di malattie, eventi climatici avversi e alberi invecchiati in Costa d’Avorio e Ghana, paesi che insieme producono circa il 6070% del cacao mondiale. Successivamente, con un miglioramento delle condizioni climatiche in Africa occidentale e l’espansione della produzione in Sud America, i prezzi sono scesi drasticamente, arrivando a circa 3.165 dollari per tonnellata nel marzo 2026.

Nonostante il calo, i prezzi al dettaglio restano alti perché i produttori hanno acquistato gran parte del cacao mesi prima, a prezzi superiori a quelli attuali. “C’è circa un ritardo di 18 mesi prima che le variazioni di prezzo si riflettano completamente”, spiega il Guardian. Anche i futures e prodotti derivati del cacao possono essere immagazzinati per anni, rendendo più lento il trasferimento delle riduzioni di costo sugli scaffali.

PERCHÉ LE UOVA SI SONO “RISTRETTE”

Le aziende, di conseguenza, hanno adottato strategie di shrinkflation, riducendo peso e dimensioni delle uova di Pasqua per mantenere prezzi accettabili per i consumatori. Un esempio evidente, scrive il Guardian, è il Galaxy extra-large, passato da 252 g a 210 g in un anno con un prezzo al chilo che è salito notevolmente. Inoltre, alcuni produttori hanno modificato le ricette per usare meno cacao e più sostituti come burro di cacao, latte e zucchero, o addirittura oli vegetali, trasformando alcune barrette come Club e Penguin in prodotti “aromatizzati al cioccolato”.

NON SOLO CARO CACAO

Oltre al cacao, The Conversation ricorda che anche altri fattori incidono sul prezzo del cioccolato. Il costo del lavoro, dell’energia, del trasporto e del packaging, influenzato dai prezzi di petrolio e gas, contribuisce a mantenere alti i prezzi finali. Eventi geopolitici come la guerra in Medio Oriente e le interruzioni nella produzione di fertilizzanti possono ulteriormente limitare la produzione di cacao in Africa occidentale e far aumentare i costi delle materie prime.

UN UOVO VAL BENE IL SUO COSTO

Tuttavia, la domanda di cioccolato durante le festività rimane poco sensibile al prezzo, consentendo ai produttori di trasferire i costi più alti sui consumatori senza rischiare un calo significativo delle vendite. Inoltre, le uova di Pasqua rappresentano prodotti di richiamo storici, talvolta scontati, ma con un prezzo per chilo che, nel Regno Unito, può arrivare a 40-50 sterline. I dati, scrive il Financial Times, indicano che i prezzi al dettaglio di alcuni prodotti come Galaxy e Cadbury’s Creme Eggs sono aumentati fino all’81% rispetto agli anni precedenti, anche considerando la riduzione delle dimensioni.

COSA PREVEDONO GLI ANALISTI

Secondo Oxford Economics, la maggiore disponibilità di cacao e il rallentamento della domanda potrebbero portare a una riduzione dei prezzi in futuro, ma fattori come conflitti internazionali, costi energetici e interruzioni delle catene di approvvigionamento continuano a esercitare pressione sui prezzi.

I produttori, aggiunge The Conversation, hanno inoltre investito in alternative al cacao tradizionale, come cioccolato coltivato in laboratorio o prodotti fermentati e riciclati, ma l’impatto commerciale di queste innovazioni resta ancora incerto.

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