Economia

Perché le sanzioni Usa travolgono i conti di Ericsson

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Ericsson ha accantonato 1,1 miliardi di euro per far fronte a possibili sanzioni delle autorità statunitensi. “Dobbiamo riconoscere che la società ha fallito in passato”, ha detto il ceo

 

Il gruppo svedese delle telecomunicazioni Ericsson ha deciso di accantonare 1,1 miliardi di euro, circa 12 miliardi di corone, per far fronte alle possibili sanzioni che potrebbero essere inflitte all’azienda da parte delle autorità statunitensi. A comunicarlo è stata la stessa azienda in una nota.

L’INDAGINE È PARTITA NEL 2013: VIOLAZIONI DEL CODICE ETICO IN SEI PAESI

“Come precedentemente comunicato, Ericsson – è scritto nella nota – collabora volontariamente dal 2013 all’indagine della Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti e, dal 2015, all’indagine del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) in conformità con la Foreign Corrupt Practices Act (FCPA) degli Stati Uniti e il processo è ancora in corso. L’inchiesta copre un periodo che si chiude al 1 trimestre 2017 e ha rivelato violazioni del Codice etico aziendale e dell’FCPA in sei paesi: Cina, Gibuti, Indonesia, Kuwait, Arabia Saudita e Vietnam”.

LA STIMA DI ERICSSON DELL’IMPATTO DELLE SANZIONI È DI 1 MILIARDO DI DOLLARI

La società ha ricordato che la risoluzione delle indagini “comporterà misure finanziarie e di altro tipo”. E mentre Ericsson non può commentare in dettaglio il processo in corso con le autorità statunitensi, può, invece, “stimare il costo e quindi effettuare un accantonamento, che avrà un impatto sui risultati del terzo trimestre 2019” pari a “1 miliardo di dollari Usa. Il resto riguarda altri costi relativi alla risoluzione delle indagini”.

UN NUMERO LIMITATO DI DIPENDENTI HA ELUSO I CONTROLLI INTERNI PER SCOPI ILLEGITTIMI

La vicenda trae origine dunque, da una serie di inchieste dalle quali Ericsson ha identificato violazioni del proprio Codice etico aziendale e della FCPA. Le violazioni, ha rimarcato Ericsson, “sono il risultato di diverse carenze, tra cui una mancata reazione alle ‘red flags’ e controlli interni inadeguati che hanno consentito a un numero limitato di dipendenti di eludere attivamente i controlli interni per scopi illegittimi. Sono state adottate misure disciplinari, tra cui la risoluzione” del rapporto “nei confronti di persone identificate” che hanno violato il Codice etico aziendale. “Ericsson ha agito per ovviare alle carenze e sta migliorando in modo significativo il suo programma di etica e conformità, per garantire che la Società sia attrezzata per fare affari nel modo giusto. Poiché il processo è ancora in corso, Ericsson non è in grado e non farà ulteriori commenti”.

EKHOLM (CEO ERICSSON): LA SOCIETÀ HA FALLITO IN PASSATO E POSSO ASSICURARE CHE OGNI GIORNO LAVORIAMO DURAMENTE

“Negli ultimi due anni abbiamo operato attorno alla nostra società e creato un portafoglio solido e una struttura di costi competitivi – ha affermato il ceo di Ericsson, Borje Ekholm in una nota -. Con l’annuncio di oggi, stiamo ancora una volta rispondendo a un problema che abbiamo ereditato e stiamo facendo progressi nel risolverlo. Dobbiamo riconoscere che la società ha fallito in passato e posso assicurare che ogni giorno lavoriamo duramente per costruire una Ericsson più forte, in cui etica e conformità siano i cardini nel modo di condurre gli affari. Negli ultimi due anni, abbiamo fatto investimenti significativi nel nostro programma di ethics and compliance, comprese le nostre capacità investigative e abbiamo intrapreso azioni contro i dipendenti che hanno trasgredito i nostri valori e standard”.

ALTRI FATTORI DI RISCHIO

Secondo l’azienda, “oltre ai costi stimati relativi alla risoluzione delle indagini, Ericsson potrebbe subire danni alla reputazione e altre conseguenze negative a seguito di tali questioni. Ad esempio, i clienti o i fornitori possono riconsiderare i loro rapporti con la Società o le autorità governative e normative nelle giurisdizioni pertinenti o altrove potrebbero cercare di penalizzare la Società o porre restrizioni alle sue operazioni. Il danno alla reputazione o qualsiasi conseguente interruzione delle relazioni con clienti o fornitori potrebbe avere un impatto negativo rilevante sull’attività di Ericsson”, ha precisato ancora la società.

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