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Perché l’Antitrust suona una bella multa a TicketOne

L’Antitrust multa per 10 milioni di euro TicketOne per abuso di posizione dominante nel mercato del ticketing. Tutti i dettagli

 

10 milioni di euro.

Stangata dall’Antitrust per TicketOne per abuso di posizione dominante: la società ha messo in atto una strategia che ha precluso agli operatori concorrenti la vendita di un alto numero di biglietti per eventi live di musica leggera.

Tutti i dettagli.

TICKETONE

Partiamo dal protagonista. TicketOne, controllata da CTS Eventim AG & Co. KGaA, che ne detiene il 99,65% del capitale sociale, è attiva nel mercato italiano della vendita di biglietti per eventi live di musica leggera. L’azienda annovera tra i suoi clienti, in ambito musicale, tutti i più importanti promoter, e nel mondo dello sport, la Federazione Italiana Giuoco Calcio e importanti squadre di calcio italiane, nonché gli autodromi che ospitano le gare italiane di Formula 1, MotoGP e Superbike, numerosi teatri di tradizione o di intrattenimento.

TicketOne nel 2019 ha fatturato 65 milioni di euro.

L’ACCUSA

Secondo quanto risultato dalle indagini dell’Autorità, TicketOne ha violato l’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea. La società “ha attuato una complessa strategia abusiva di carattere escludente che ha precluso agli operatori di ticketing concorrenti la possibilità di vendere, con qualsiasi modalità e tramite qualsiasi canale, una quota particolarmente elevata di biglietti per eventi live di musica leggera”, spiega l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato.

LA QUOTA DI MERCATO

Quota che, per i concerti di musica leggera, risulta essere oltre il 25-30%. “Gli organizzatori dei concerti di musica leggera presenti sul territorio nazionale sono numerosissimi e, nel 2019, risultavano pari a oltre 2.000 promoter, sia nazionali che locali, che hanno venduto complessivamente circa [11-12] milioni di biglietti, per un valore di circa [400-500] milioni di euro. Nonostante l’elevato numero di produttori e organizzatori di tali eventi, gli operatori principali sono identificabili nei promoter nazionali afferenti al gruppo Eventim-TicketOne (Friends&Partners, Di and Gi, Vivo Concerti e Vertigo) e al gruppo Live Nation. La quota del gruppo Eventim-TicketOne risulta pari al [25-30%] in termini di numero di biglietti ed al [30-35%] in termini di valore degli stessi, mentre quella del gruppo Live Nation è pari al [10-15%] in termini di numero di biglietti e al [20-25%] circa in termini di valore”, si legge nell’Istruttoria dell’Antitrust.

ACCORDI CON PROMOTER E ACQUISIZIONI

L’abuso di posizione dominante nel mercato del ticketing è il risultato di alcune condotte di TicketOne, “attuate almeno dal 2013 e ancora in corso, che consistono nella stipula di contratti di esclusiva con i produttori e gli organizzatori di eventi live di musica leggera, nelle acquisizioni dei promoter nazionali Di and Gi S.r.l., Friends & Partners S.p.A., Vertigo S.r.l. e Vivo Concerti S.r.l., nell’imposizione dell’esclusiva sui promoter locali, nella stipula di accordi commerciali con gli operatori di ticketing di dimensione minore o locale e nei comportamenti di ritorsione e boycott nei confronti del gruppo Zed, anche per escludere dal mercato rilevante Ticketmaster, un nuovo operatore di ticketing”, spiega l’Antitrust.

UN MERCATO BLOCCATO

Tali condotte hanno avuto, negli anni, effetti sempre maggiori nel mercato, con la porzione di mercato vincolata dai contratti di esclusiva di Eventim-TicketOne che nel 2019 ha portato ad un “effetto di blocco complessivo ad almeno il [60- 65%] del mercato sia in termini di numero che valore dei biglietti”.

I DANNI AI CONSUMATORI

La posizione ricoperta da Ticketone ha danneggiato anche i consumatori, “perché l’impresa dominante ha potuto praticare commissioni di vendita dei biglietti per eventi live di musica leggera superiori a quelli dei concorrenti, limitando inoltre le possibilità di scelta e di acquisto dei consumatori tra i diversi operatori di ticketing (c.d. Multihoming)”, spiega l’Antitrust.

LA MULTA

Per tali ragioni, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha ritenuto opportuno “irrogare, in solido, alle società CTS Eventim AG & Co. KGaA, TicketOne S.p.A., Di and Gi S.r.l., F&P Group S.r.l. in liquidazione, Friends & Partners S.p.A., Vertigo S.r.l. e Vivo Concerti S.r.l., in ragione della gravità e della durata dell’infrazione, una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva pari a 10.868.472 euro”.

Non solo. L’Autorità ha “imposto all’impresa dominante di concedere agli operatori di ticketing concorrenti la possibilità di vendere con qualsiasi modalità e mediante qualsiasi canale, a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, almeno il 20% del totale dei biglietti relativi agli eventi live di musica leggera prodotti o distribuiti da ciascun promoter ovvero dagli operatori di ticketing vincolati in esclusiva al gruppo CTS Eventim-TicketOne”.

IL COMMENTO DI ZED

Per Zed, società attiva nel settore degli eventi live, e vittima delle condotte di TicketOne, si tratta di una sentenza storica. “Quella dell’Antitrust è una sentenza storica per tutto il settore. Prendo atto della decisione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato con grande soddisfazione perché nella sostanza conferma quanto abbiamo sostenuto per anni”, ha commentato Valeria Arzenton, fondatrice di Zed. “Il provvedimento comunicato oggi conferma la veridicità di tutto quanto da me lamentato, in ordine alle pressioni ed ai boicottaggi subiti. Inoltre rappresenta un caposaldo per tutto il settore perché va nella direzione di una generale apertura del mercato, superando logiche e consuetudini consolidate che non facevano bene alla libera iniziativa e all’intraprendenza”.

LA REPLICA DI TICKETONE

Respinge le accuse, invece, TicketOne. “L’Autorità ha preso una decisione manifestamente inappropriata, basata su una definizione del mercato rilevante errata e in violazione di norme imprescindibili in materia”, replica in una nota TicketOne, che annuncia il ricorso al Tar, “fiduciosa, anche alla luce della precedente giurisprudenza sulle decisioni dell’Agcm che anche questo provvedimento sarà revocato”.

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