Economia

Perché la Francia come Spagna e Portogallo non abbraccerà il Mes

di

Francia Huawei

Che cosa ha detto sul Mes sanitario e non solo il il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire. Il punto sugli Stati che non ricorreranno al fondo salva Stati per la sanità

Anche la Francia snobba il Mes, il fondo salva Stati in funzione sanitaria.

Non solo dunque Spagna, Portogallo e Grecia dicono “no grazie”: non abbiamo bisogno del Mes sanitario.

Almeno per ora, i 4 governi sono dell’idea che non è per loro necessario ricorrere alla linea di credito architettata dall’Eurogruppo con il Fondo Salva-Stati per avere risorse necessarie alla sanità anti Covid-19.

Oggi è emersa la posizione dell’esecutivo francese dopo i no pronunciati già nei giorni scorsi da Spagna, Portogallo e Grecia, nonostante la Spagna sia stata martoriata dalla pandemia come l’Italia

“La Francia non utilizzerà il Meccanismo europeo di stabilita’ (Mes) anche se le condizioni del Fondo sono “adesso favorevoli”, ha affermato il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, in un’intervista al quotidiano la Repubblica.

“Per adesso non ne abbiamo bisogno”, ha spiegato Le Maire aggiungendo sulle polemiche in Italia: “Non entro nel vostro dibattito ma ricordo che ci siamo battuti per alleviare al massimo le condizionalitò del Mes”. Per il ministro francese, quello del Mes è uno “strumento collettivo” che “può servire in caso di difficolta’ ad ottenere finanziamenti sui mercati finanziari. Non e’ la nostra situazione”.

Il ministro dell’Economia francese ha definito “storica”, nel corso dell’intervista, la proposta della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per il piano per la ripresa economica: il cosiddetto Next generation Eu. “E’ una proposta storica. Stiamo parlando di 750 miliardi di euro, che si aggiungono ai 540 miliardi di euro di prestiti già sbloccati. Per la prima volta, l’Ue emettera’ un debito comune per finanziare il suo bilancio. Abbiamo messo la solidarietà al centro della costruzione europea. Ognuno rimborsera’ non in base a quanto ricevuto, ma alla sua ricchezza. Infine, questa proposta e’ storica perché segna il ritorno della coppia franco-tedesca alla ribalta della scena europea”, ha dichiarato il ministro.

Sul cambio di passo accettato dalla Germania in materia di debito comune, e in particolare del cancelliere tedesco Angela Merkel, Le Maire ha detto: “Saluto il coraggio e il senso della Storia dimostrati da Angela Merkel. Accettare il principio di un debito comune europeo e’ un grande passo avanti. Tra venti, trenta o quarant’anni – ha sottolineato – gli storici racconteranno che ha avuto l’audacia di cambiare idea e di accettare ciò che nessun altro governo tedesco aveva mai accettato”. Il ministro ha detto al riguardo come il cambiamento di approccio da parte tedesca sia “il risultato di tre anni di lavoro tra Francia e Germania”. Nel breve periodo, ha aggiunto, “si sono aggiunti diversi fattori. Insieme al Presidente Macron, abbiamo proposto – ha evidenziato – che il debito comune a livello europeo serva solo per finanziare il piano di rilancio e non riguardi i debiti passati degli Stati. In secondo luogo, davanti alla crisi, la comunità imprenditoriale tedesca ha esortato le autorità di Berlino.

Infine, c’e’ stata la decisione della Corte costituzionale di Karlsruhe. Paradossalmente, questa sentenza ha rafforzato la necessita’ di una risposta ancora più forte al livello del bilancio europeo. Penso abbia pesato molto nella decisione”. Secondo Le Maire, la priorita’ ora “non è più toccare o ritoccare i fondamentali ma adottare la proposta il più rapidamente possibile. In realtà, ci sono ancora quattro Paesi con i quali i negoziati sembrano difficili”, ovvero: Svezia, Paesi Bassi, Danimarca e Austria. “Invito questi quattro paesi a rivedere il loro giudizio. Stiamo attraversando la più grave crisi nella storia della costruzione europea. Il piano presentato da Ursula von der Leyen prevede già un mix di spese dirette e prestiti, che soddisfa le loro richieste”, ha concluso Le Maire.

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