Economia

Perché la controllata PartnerRe fa piagnucolare i conti di Exor

di

Elkann Exor fca cnh Repubblica

Come vanno i conti del primo semestre della holding Exor. Il caso PartnerRe

Per Exor della famiglia Elkann, il bilancio del semestre si chiude con una perdita consolidata di 1,31 miliardi di dollari, a fronte di un profitto di 2,42 miliardi a giugno 2019.

Il gruppo afferma che gli effetti della pandemia sono «al momento attuale ancora incerti», una valutazione che impedisce di «stimarne l’impatto sulle operazioni e sui risultati».

CHE COSA CONTROLLA EXOR

Exor, la holding presieduta da John Elkann a cui fanno capo imprese quali il gruppo automobilistico Fca, i bolidi della Ferrari, i trattori e i camion di Cnh Industrial, la Juventus campione d’Italia e Gedi, casa editrice di La Repubblica, risente dunque della pandemia.

L’IMPATTO DEL CORONAVIRUS

L’impatto del coronavirus infatti si fa sentire sui conti di Exor. La holding finanziaria, come detto, ha chiuso il primo semestre 2020 con una perdita di 1,318 miliardi di euro. Nello stesso periodo del 2019 Exor aveva registrato un utile netto di 2,427 miliardi.

DOSSIER NAV

Il Nav (Net asset value) di Exor al 30 giugno 2020 ammonta a 20,955 miliardi di dollari, in calo del 19,9% (-5,2 miliardi) dai 26,155 miliardi di dollari al 31 dicembre 2019.

IL CASO PARTNERRE

La performance del Nav deriva principalmente dalla performance di mercato delle società quotate e anche dall’aggiornamento del valore di PartnerRe da parte di un esperto indipendente, ha sottolineato il Corriere della Sera: “Il Nav per azione è pari a 88,75 dollari, in calo di 22,02 dollari rispetto ai 110,77 dollari al 31 dicembre 2019”

IL DOSSIER PARTNERRE

Tutto nasce dalla mancata vendita della società di riassicurazioni PartnerRe, con sede a Bermuda, rimarca il Sole 24 Ore: “Lo scorso marzo Exor aveva firmato un memorandum d’intesa con il gruppo francese Covéa, che si era impegnato ad acquistare PartnerRe al prezzo di 9 miliardi di dollari. In maggio, però, i francesi si erano tirati indietro e Exor aveva deciso di riaffermare il proprio impegno nello sviluppo della compagnia. Non essendo quest’ultima quotata, ai fini della stesura della relazione semestrale Exor ha fatto valutare la società a un esperto indipendente, che ha stabilito in 7,6 miliardi di euro il valore corrente di PartnerRe. Va detto che a fine luglio, dopo la chiusura della semestrale, fra i due gruppi è stata firmato un accordo di collaborazione, una sorta di “pace”: Covéa ha deciso di investire 1,5 miliardi di euro in attività selezionate da Exor, 750 milioni dei quali saranno in veicoli di riassicurazione di PartnerRe stessa”. (QUI L’ULTIMO ARTICOLO DI START SUL CASO PARTNERRE)

LA POSIZIONE FINANZIARIA

Per tornare ai numeri complessivi di Exor, la posizione finanziaria netta consolidata è negativa per 3,081 miliardi e riflette un peggioramento di 450 milioni da -2,631 miliardi al 31 dicembre 2019, per effetto degli investimenti per 391 milioni, pagamento di dividendi per 100 milioni e altri effetti negativi per 54 milioni, in parte bilanciati dai 95 milioni ricevuti da alcune controllate come dividendo.

LO SCENARIO

L’impatto sul futuro non è però stimato. «La gravità dell’epidemia di Covid-19 in questa fase è al momento incerta — spiega una nota — e pertanto Exor non può ragionevolmente stimare l’impatto che avrà sulle sue operazioni e sui risultati e sulle operazioni e sui risultati delle sue controllate operative».

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