Da un po’ di tempo Francia e Italia sono allineate sulle questioni agricole. Dopo il dibattuto Mercosur, Roma e Parigi stanno ora battagliando con Bruxelles per esentare temporaneamente i fertilizzanti dalla tassa sul carbonio alle frontiere dell’Ue, entrata in vigore il 1° gennaio e che obbliga gli importatori a pagare per le emissioni prodotte dai beni provenienti da paesi terzi.
I due governi temono che, senza esenzione, il settore agricolo europeo subirebbe un aumento significativo dei costi dei fertilizzanti importati, danneggiando agricoltori e competitività europea.
GLI EFFETTI DELLA TASSA SUL SETTORE AGRICOLO
Secondo i documenti visionati da Reuters ed Euronews, i funzionari francesi e italiani temono un “aumento significativo” dei prezzi dei fertilizzanti importati, stimato fino al 25% in Francia, a causa della nuova tassazione. La tassa sul carbonio, nota come Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), impone agli importatori Ue di pagare per le emissioni di CO2 legate ai prodotti importati, tra cui acciaio e fertilizzanti, con l’obiettivo di garantire condizioni di concorrenza equilibrate rispetto ai produttori europei che già sostengono costi di emissione.
LA RICHIESTA DI RINVIO FRANCO-ITALIANA
Un progetto di dichiarazione preparato dalla Francia e arrivato ad altri governi dell’Ue invita la Commissione a posticipare o sospendere la tassa sui fertilizzanti. “Un tale rinvio allevierebbe le tensioni nel settore agricolo e darebbe agli operatori economici il tempo di ripristinare condizioni di approvvigionamento soddisfacenti per i fertilizzanti per l’annata 2026”, afferma il documento. Anche il ministro italiano dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha sollecitato l’attivazione “il prima possibile” di una clausola sospensiva sugli effetti del CBAM, citando le “gravi circostanze di mercato e l’impatto previsto sui prezzi”.
IMPLICAZIONI PER PRODUTTORI E AGRICOLTORI
Mentre l’esenzione ridurrebbe i costi per gli agricoltori, secondo Reuters, potrebbe influire negativamente sui produttori europei di fertilizzanti, la cui competitività è tutelata dalla tassa per evitare di essere svantaggiati da importazioni più economiche provenienti da paesi con normative ambientali meno stringenti. I fertilizzanti, indispensabili per reintegrare nutrienti come l’azoto nel suolo e aumentare la resa dei raccolti, richiedono processi produttivi ad alta intensità energetica, che determinano l’applicazione della tassazione sul carbonio.
Algeria, Bielorussia, Cina, Egitto e Stati Uniti figurano tra i principali fornitori di fertilizzanti all’Ue, mentre prodotti provenienti da Bielorussia e Russia erano stati soggetti a dazi lo scorso anno. “Questi – ha precisato Lollobrigida – continueranno a operare sotto tale regime anche se la proposta franco-italiana verrà applicata”.
ULTERIORI INIZIATIVE PER GLI AGRICOLTORI
In una seconda lettera, riferisce Euronews, il ministero italiano dell’Agricoltura ha invitato la Commissione a considerare misure parallele a beneficio degli agricoltori “nel futuro immediato”, tra cui l’abolizione dei dazi sui fertilizzanti importati da paesi terzi.
Fertilisers Europe, associazione di categoria con sede a Bruxelles, ha segnalato che l’entrata in vigore del CBAM comporterebbe “elevate incertezze finanziarie” per miscelatori e importatori, con rischi per la continuità dell’approvvigionamento: “Con il 50% dei fertilizzanti dell’Ue provenienti da paesi terzi e le scorte attuali che coprono solo circa il 60% del fabbisogno del prossimo anno, questa incertezza minaccia il commercio dei fertilizzanti e la continuità della disponibilità per gli agricoltori europei”.
BIVIO MERCOSUR
La discussione dei ministri dell’agricoltura dell’Ue sull’esenzione dal CBAM avverrà a Bruxelles nel contesto delle trattative per l’approvazione dell’accordo commerciale con il blocco sudamericano Mercosur, che prevede la riduzione dei dazi e l’apertura del mercato europeo alle merci latinoamericane.
A tal proposito, per convincere i meno inclini alla firma dell’accordo, tra cui Francia e Italia, il 6 gennaio la Commissione ha annunciato l’accesso a 45 miliardi di euro di finanziamenti previsti dal prossimo bilancio della Politica Agricola Comune, a partire dal 2028, per sostenere gli agricoltori.




