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Perché Intesa Sanpaolo e Enel puntano su Mooney (ex Sisal Pay)

Mooney Intesa Sanpaolo

Vendita in corso di Mooney, la ex-Sisal Pay, società di pagamenti nata da uno scorporo di Sisal e dal conferimento di attività di Intesa Sanpaolo. Fatti, nomi, numeri e rumor. Ecco costi, ricavi e perdita di Mooney

 

È alle battute finali la vendita di Mooney, la ex-Sisal Pay attiva nei pagamenti digitali, con il tandem Enel-Intesa Sanpaolo.

Lo riporta l’agenzia Radiocor (gruppo Sole 24 Ore).

Secondo le indiscrezioni raccolte dal Sole 24 Ore, il principale azionista di Mooney, cioè il private equity internazionale Cvc, sarebbe alle trattative conclusive per la cessione dell’azienda. Gli interlocutori sono il gruppo Enel e Intesa Sanpaolo, che hanno studiato un’operazione articolata per diventare soci paritetici di Mooney.

Mooney, società di pagamenti nata da uno scorporo di Sisal e dal conferimento di attività di Intesa Sanpaolo, fornisce servizi di pagamento attraverso una rete di 50.000 negozi di scommesse in tutta Italia. Al momento la società è controllata da Cvc Capital Partners mentre Intesa possiede il 30% del business tramite Banca 5.

Il primo semaforo verde sarà quello che dovranno dare la settimana prossima i cda di Enel e di Intesa Sanpaolo, per diventare soci paritetici. Per la banca milanese la data segnata in rosso è quella del prossimo 21 dicembre, quando il board esaminerà il dossier. Negli stessi giorni dovrebbe tenersi anche il cda di Enel. Cvc Capital dovrebbe uscire totalmente dalla compagine, monetizzando quindi il proprio investimento.

Per Equita l’operazione per il gruppo dell’energia guidato da Starace “avrebbe senso industriale considerata la propria attività di Enel-x”.

Tutti i dettagli.

ENEL E INTESA SANPAOLO ALLA CONQUISTA DI MOONEY

Al rush finale la vendita di Mooney.

Lo schema di operazione prevederebbe la vendita di Mooney ad Enel con l’attuale fondo di maggioranza (Cvc al 70%) previsto in piena uscita. Enel ed Intesa dovrebbero quindi salire al 50% di controllo ciascuno.

IL VALORE DELL’OPERAZIONE

L’operazione dovrebbe valere circa 1,5 miliardi, secondo il Sole 24 Ore.

COS’È MOONEY

Cvc ha formato Mooney tramite lo scorporo delle operazioni di gioco e pagamento dalla società di scommesse italiana Sisal Group, una società che ha acquistato nel 2016 dalle società di investimento Permira, Apax e Clessidra.

La nascita del gruppo risale al dicembre 2019 quando la società controllante Sisal Group S.p.A. e Banca 5 S.p.A. (Gruppo Intesa Sanpaolo), attraverso gli apporti dei rispettivi rami d’azienda, hanno costituito la prima realtà italiana di Proximity Banking & Payments

Il gruppo al 31 dicembre 2020 ha in carico 582 dipendenti, duecento unità in più rispetto a dato analogo a fine 2019. A guidare Mooney è l’amministratore delegato Emilio Petrone. Nel 2008 Petrone fa il suo ingresso in Sisal Group in qualità ad. Dopo aver fondato e sviluppato SisalPay, a dicembre 2019 Petrone mette le basi di Mooney, la prima realtà italiana di Proximity Banking & Payments.

IL PROGETTO DI VENDITA O QUOTAZIONE

All’inizio del 2021 gli azionisti della società ha affidato mandato agli advisor Morgan Stanley, Goldman Sachs e Intesa Sanpaolo-Banca Imi per rivedere una vendita o una quotazione. Come ricordava Reuters, i guadagni principali sono diminuiti del 15,8% lo scorso anno a causa della pandemia di Covid-19 e della risoluzione di un contratto con Postepay.

E  Mooney ha anche attirato l’interesse di una serie di fondi di private equity statunitensi tra cui Searchlight Capital.

IL TANDEM ENEL-INTESA SANPAOLO

“Alla fine è infatti emersa Enel, che ha sparigliato le carte e messo sul piatto l’offerta più convincente, soprattutto alla luce del progetto industriale messo in cantiere con Intesa Sanpaolo. Un progetto che prevede di creare sinergie con il network di Mooney, la prima realtà italiana di proximity banking & payments, con una capillare presenza sul territorio grazie a oltre 45mila esercizi dislocati nelle grandi città, ma anche nei piccoli comuni” ha commentato il quotidiano confindustriale.

L’INTERESSE DELLA BANCA GUIDATA DA MESSINA

Come aveva riportato un mese fa Reuters, Intesa Sanpaolo considera Mooney una risorsa strategica poiché aiuta a orientare le sue filiali verso servizi a più alto margine come la gestione patrimoniale e le assicurazioni, pur continuando a fornire servizi di pagamento di base ai suoi clienti al dettaglio.

E QUELLO DELLA UTILITY CAPEGGIATA DA STARACE

“Verrebbe quindi stretta un’alleanza fra Enel e Intesa Sanpaolo, finalizzata per entrambi i gruppi a uno sviluppo delle attività nel fintech” sottolinea Il Sole 24 Ore. “Il gruppo guidato da Francesco Starace sta infatti schiacciando sull’acceleratore per potenziare le attività fintech di Enel X Pay, piattaforma per pagamenti che è diventata un nuovo attore del settore. L’acquisizione di Mooney permetterà di crescere in un settore che sta diventando molto competitivo.

IL COMMENTO DI EQUITA

Per Equita l’operazione per Enel “avrebbe senso industriale considerata la propria attività di Enel-x e la base clienti sulla quale scalare il business di Mooney”. La dimensione dell’operazione (750 mln) è in linea con le indicazioni di piano industriale, notano infine gli analisti.

I CONTI DI MOONEY

Il gruppo Mooney Spa ha chiuso il bilancio d’esercizio 2020 in negativo con una perdita pari a 30,7 milioni di euro (in aumento rispetto a 5 milioni del 2019).

Tuttavia, sono cresciuti i ricavi: 311 milioni di euro contro i 13 milioni registrati l’anno precedente. I costi operativi sono ammontati complessivamente a circa 299 milioni di euro.

Mooney ha registrato un Ebitda di 59,5 milioni di euro nel 2020 da 70,7 milioni di euro nel 2019.  a società ha registrato un debito finanziario netto di 833,2 milioni, che include il bond da 530 milioni a scadenza 2026 quotato alla Borsa del Lussemburgo ed emesso nel dicembre 2019 dall’allora SisalPay Group, in occasione dell’acquisizione dei rami d’azienda di Sisal Group e di Banca 5.

In riferimento ai primi sei mesi del 2021, Mooney ha registrato i 173,4 milioni di euro di ricavi (in aumento del 16% da 149,3 milioni nel primo semestre 2020) e un ebitda rettificato di 46 milioni (in crescita  del 28% da 36 milioni).

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