Economia

Perché il governo non disinnesca la bomba di versamenti e cartelle fiscali?

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Nel decreto Rilancio in cantiere manca del tutto la parte fiscale che inquieta professionisti e aziende. Il commento di Daniele Capezzone per La Verità

(Breve estratto dell’articolo di Daniele Capezzone pubblicato sul quotidiano La Verità del 10 maggio 2020)

Ci sono almeno tre aspetti su cui fare chiarezza. Primo: giugno è già un mese di ordinarie scadenze fiscali devastanti, inclusa la patrimoniale sugli immobili. Che fine faranno quegli adempimenti? Sono confermati o spostati? E, se spostati, differiti a quando?

Secondo: sempre sul mese di giugno sono destinate a ricadere le scadenze rinviate nel marzo scorso, quando, come si ricorderà, proprio alla vigilia di un’altra data-monstre, quella del 16 marzo, fu deciso un mini-rinvio, salvo però ributtare brutalmente quegli adempimenti sulle spalle del contribuente prima dell’estate.

In dettaglio, a marzo furono sospesi gli adempimenti tributari (diversi dai versamenti) in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio: ma, a meno di novità, andranno effettuati entro il 30 giugno. Quanto ai versamenti tributari sospesi di chi beneficerà della mini-moratoria fiscale determinata dal Coronavirus, andranno compiuti in un unico colpo entro il 31 maggio (con l’unica alternativa di 5 rate mensili).

Ricorderete anche l’altro atroce scherzo consumato a marzo, quando solo alle 18.40 di venerdì 13 (a studi professionali chiusi e a lockdown già avviato) il Mef comunicò il differimento della scadenza di lunedì 16 marzo. A quel punto, molti tentarono di revocare l’ordine di pagamento: ma una volta entrata nei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate, la disposizione di pagamento non poteva più essere fermata.

Un’altra corda al collo è quella che riguarda le cartelle e gli altri carichi già affidati agli agenti della riscossione. Anche in questo caso scattò una sospensione dall’8 marzo al 31 maggio, ma occorrerà pagare tutto in un’unica soluzione entro il 30 giugno. Ecco: tutto questo secondo gruppo di scadenze sarà confermato o no?

Terzo: in mancanza di un contrordine, che però richiede un atto normativo, l’Agenzia delle Entrate è pronta a “sparare” 8 milioni e mezzo di atti, tra avvisi e cartelle. Il governo si deciderà a “disarmarla”?

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