Economia

Perché il Corriere della Sera continua a prendere fischi per fiaschi su di me. Parola di Savona (Consob)

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La lettera di Paolo Savona, presidente della Consob, pubblicata su Mf/Milano Finanza in risposta a un commento del Corriere della Sera critico verso alcune recenti parole dell’economista ed ex ministro: “La Consob non è un’istituzione “neutra”, essa ha potere-dovere di denunciare le carenze del contesto, come fa giustamente la Banca d’Italia”.

 

Caro Direttore,

Le chiedo ospitalità per rispondere al commento di Dario Di Vico sul Corriere della Sera del 21 scorso nel quale parla di un “disagio dei garanti nominati dal Governo Conte nel calarsi completamente nel loro ruolo” e aggiunge “più nettamente Savona”. Penso che l’articolista esprima il suo disagio e, come dimostra il titolo, quello ripetuto in continuazione dal suo giornale per la mia libertà di pensiero, che evidentemente dà molto fastidio.

Egli sostiene che “mi esprimo come se fossi ministro, dando messaggi politici, mentre presiedo un’istituzione neutra”. Aggiunge che non avrei “minimamente preso in esame andamento e struttura della Borsa e della finanza ma ho detto la mia in materia di politiche europee. Anzi ho sciorinato davanti alla platea riminese una ricetta di politica economica con l’ambizioso obiettivo di “riprogrammare integralmente il bilancio dello Stato”, sul quale evita accuratamente di pronunciarsi. Poi sconfina nella consueta distorsione di chi mal sopporta le critiche all’architettura istituzionale e le politiche dell’UE, che evidentemente considera perfette, affermando che avrei mosso un “plateale attacco a Draghi e non invece alle lacune della Bce che vincolano la sua grande professionalità; mi dà infine lezioni sulla differenza tra Qe e Omt saltando dal linguaggio comunemente usato a uno tecnico, sul quale ritiene di poter salire in cattedra al mio posto.

Riassumo brevemente il perché sono restato, in questa come in altre occasioni, nelle mie competenze di presidente della Consob, senza adagiarmi nella convenienza del ruolo, che sarebbe attitudine più comoda per la qualità della vita.

Se il debito pubblico italiano è esposto alle vicende del mercato per l’assenza di un lender of last resort, questa è materia che riguarda gli equilibri del mercato dei capitali, Borsa valori inclusa, dove i titoli di Stato sono parte importante sia direttamente, essendo risparmi da proteggere, che indirettamente, per gli effetti che ha lo spread sulla gestione del risparmio nelle sue forme finanziarie.

La Consob non è un’istituzione “neutra”, come lui sostiene, per molti motivi che evidentemente ignora; essa ha potere-dovere di denunciare le carenze del contesto, come fa giustamente la Banca d’Italia, e di proporre modifiche alle legislazioni aventi impatto finanziario; partecipa ai consessi europei e mondiali che le definiscono. In questi mesi sta svolgendo un ruolo propositivo in vista della creazione di un’unione europea dei mercati dei capitali che non abbia le stesse lacune delle altre istituzioni europee operanti.

Nell’esercizio di questa funzione ho espresso a Rimini, come in altre occasioni, l’opinione che non si esce dalla crisi se la discussione sulla politica economica resta confinata al rispetto o meno dei parametri fiscali stabiliti a Maastricht e poi ancor più ristretti, se l’Iva va aumentata o meno e se lo stesso accade per altri singoli aspetti, resta in secondo piano il problema ben più importante di riportare in equilibrio i conti pubblici. La soluzione che ho suggerito è riprogrammare il bilancio pubblico stabilendo una linea di garanzia dei rischi per i cittadini bisognosi tale da non eccedere gli impegni europei e liberare risorse per gli investimenti, il motore della crescita.

Rientra inoltre nella mia competenza l’insistenza con cui chiedo di integrare il mandato della Bce, parificandolo a quello delle principali banche centrali, e di completare l’unione bancaria europea, creando il fondo comune di tutela depositi e di risoluzione delle crisi, essendo condizioni indispensabili per proteggere le attività finanziarie in mano alle banche, alla cui cura provvede la Consob unitamente alla Vigilanza bancaria europea e della Banca d’Italia.

(estratto di una lettera pubblicata su Mf/Milano Finanza; qui la versione integrale)

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