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Perché i conti di Moderna non si vaccinano

Moderna

Come vanno i conti di Moderna, cosa prevedevano gli analisti e perché le azioni della società americana sono crollate di quasi il 18% nel pre-market a Wall Street

 

C’è chi sale e chi scende. Le azioni di Moderna, quotate al Nasdaq, sono crollate del 17,9% nel pre-market a Wall Street dopo un rapporto trimestrale più debole del previsto. La casa farmaceutica statunitense ha tagliato le sue previsioni di vendita del vaccino anti Covid per il 2021 e deluso le aspettative di guadagni e ricavi del terzo trimestre. Ecco tutti i dettagli.

PREVISIONI DELUSE

Nel terzo trimestre la biotech ha registrato un fatturato di 5 miliardi di dollari (4,8 dei quali derivanti proprio dalla commercializzazione del suo vaccino), inferiore alle previsioni degli analisti che avevano stimato ricavi per 6,2 miliardi di dollari.

L’utile netto si è attestato a 3,3 miliardi di dollari. L’utile per azione, escludendo le voci eccezionali, è arrivato a 7,70 dollari, sotto le aspettative del mercato che erano di 9,05 dollari.

QUAL È IL PROBLEMA CON I VACCINI?

Per giustificare questa revisione al ribasso, Moderna ha citato in particolare “ritardi nelle spedizioni internazionali e nelle esportazioni che possono rallentare le consegne all’inizio del 2022”.

Alcune dosi previste in consegna quest’anno, infatti, sono state spostate all’inizio del 2022 a causa di difficoltà nella catena di approvvigionamento, riferisce Cnbc. Stephane Bancel, CEO di Moderna, in una telefonata con gli investitori, ha detto che la supply chain dell’azienda è diventata “più complessa”, con un impatto sulle consegne internazionali del suo vaccino.

Ma ci sarebbe anche un’altra ragione. Il colosso farmaceutico, infatti, ha aggiunto che sta dando priorità al programma delle Nazioni Unite Covax per condividere i vaccini con i Paesi più poveri. “Abbiamo aumentato le consegne in molti Paesi del mondo”, ha detto Bancel. “All’inizio dell’anno abbiamo fornito solo pochi grandi Paesi”.

LE PREVISIONI PER I VACCINI

Moderna prevede ricavi tra i 15 e i 18 miliardi di dollari dalla vendita del vaccino a fronte dei 20 miliardi stimati in precedenza.

Nel comunicare i dati del terzo trimestre, l’azienda ha detto che si aspetta di consegnare tra le 700-800 milioni di dosi nel corso dell’intero anno, in calo rispetto alle sue precedenti aspettative che oscillavano tra 800 milioni e 1 miliardo di dosi.

PFIZER RESTA IL LEADER INDISCUSSO

I risultati di Moderna suggeriscono anche che Pfizer resta leader indiscusso nel mercato dei vaccini anti Covid, tanto che ha aumentato le sue prospettive di vendita di siero a 36 miliardi di dollari quest’anno e a 29 miliardi di dollari nel 2022.

Tuttavia, Moderna continua ad avere una forte posizione finanziaria. La società si aspetta di generare fino a 22 miliardi di dollari di vendite nel 2022 e con più di 15 miliardi di dollari in riserva di cassa, Moderna ha il capitale necessario per finanziare il suo programma di ricerca e sviluppo.

GUAI IN VISTA PER CHI PRODUCE VACCINI?

Un’altra notizia arrivata ieri è che il Regno Unito ha approvato il molnupiravir, la pillola anti Covid prodotta da Merck in collaborazione con Ridgeback Biotherapeutics. Un’ottima notizia per la lotta globale al virus, ma un po’ meno per i produttori vaccinali che potrebbero dover rivedere le loro previsioni.

IL COMMENTO DEL CEO

“Siamo onorati di aver aiutato centinaia di milioni di persone in tutto il mondo con il nostro vaccino, ma sappiamo che il nostro lavoro non è finito”, ha detto Bancel in una dichiarazione. “E sono più motivato che mai dall’impatto che la nostra piattaforma mRNA avrà sulla salute umana”.

Bancel ha aggiunto che l’azienda sta lavorando per garantire che il vaccino sia disponibile nei Paesi a basso reddito, fornendo loro circa il 10% del suo volume 2021, e un volume “significativamente maggiore” il prossimo anno.

IL COMMENTO DEL CFO

Il direttore finanziario di Moderna, David Meline, ha riferito anche che l’azienda sta continuando ad ampliare la sua rete di produzione e sta “lavorando per ottenere un miglioramento trimestre dopo trimestre a partire dal quarto trimestre”.

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