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Giorgetti Mes Difesa

Perché Giorgetti spinge sul Mes per la Difesa?

Secondo Politico, "figure potenti" europee starebbero spingendo per usare i 422 miliardi del Mes per "distribuire prestiti a basso costo per acquistare armi".Tra queste ci sarebbe il ministro Giorgetti, secondo Open. Cosa si sa delle discussioni in corso a distanza di pochi mesi dalla mancata ratifica del Mes da parte di Roma

A Bruxelles si discute di un Mes per la Difesa e in Italia sarebbe favorevole proprio il ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti.

“Figure potenti dell’Ue stanno spingendo affinché il Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes), del valore di 422 miliardi di euro, vada oltre il suo ruolo originario di salvataggio delle economie. Potrebbe invece assumersi il compito di distribuire prestiti a basso costo per acquistare armi”. È quanto ha rivelato a inizio settimana Politico citando “cinque persone a conoscenza delle discussioni”.

“Lo scenario è effettivamente sul tavolo, anche se le discussioni in merito sono a uno stadio ancora acerbo, confermano fonti informate a Openriportava il 6 maggio la testata fondata da Enrico Mentana e diretta da Franco Bechis. “A cui risulta – sorpresa aggiuntiva – che tra le «figure potenti» più attive nel disegnare il possibile cambio d’abito del Mes ci sia proprio Giorgetti” ha aggiunto Open.

Startmag ha contattato il Mef per un riscontro, ma a 36 ore di distanza non ha ricevuto riscontro.

Ecco la ricostruzione dell’utilizzo del Mes per la difesa in vista della prossima riunione dell’Eurogruppo di lunedì prossimo. Non va dimenticato inoltre che tutti e 20 ministri delle Finanze dell’Eurozona dovrebbero essere d’accordo sulla ridefinizione del Mes.

Tutti i dettagli.

LA DIFESA AL CENTRO DEL DIBATITTO UE

La difesa è al centro del dibattito politico in Europa. Con l’aggressione della Russia contro l’Ucraina e la necessità di fornire un forte sostegno politico, economico e militare a Kiev per tutto il tempo necessario, Bruxelles deve aumentare la propria forza e capacità nel campo della sicurezza e della difesa.

Secondo Politico, l’idea del fondo di salvataggio declinato per la difesa è ancora in una fase iniziale.

“Le idee per dare un nuovo ruolo” al Mes “finora sono fallite – ricorda anche -. L’anno scorso l’Italia ha posto il veto a una riforma che le avrebbe permesso di salvare anche le banche”. Tra le ipotesi ora sul Mes, riferisce il sito specializzato negli affari politici Ue, ci sarebbe anche una risposta all’aggressione russa con aiuti “a pagare per la ricostruzione dell’Ucraina o fornendo prestiti a basso costo a Paesi come gli Stati baltici che potrebbero vedere aumentare i loro costi di finanziamento”.

LA SPINTA DI PARIGI E GLI STATI BALTICI

A sostenere questa proposta ci sarebbero in prima linea la Francia e i Paesi baltici, rileva una delle fonti di Politico.

Durante il discorso sull’Europa pronunciato da Emmanuel Macron alla Sorbona lo scorso aprile, il presidente francese ha lasciato intendere che il Mes potrebbe finanziare la spesa in una serie di settori, senza specificare la difesa.

COSA SOSTIENE IL DIRETTORE GENERALE DEL MES

Senza dimenticare che anche il direttore generale del Mes, Pierre Gramegna (nella foto con il titolare del Mef Giorgetti) ha lanciato questa idea, suggerendo a febbraio che il fondo dovrebbe aiutare i paesi che stanno sopportando il peso dell’aggressione russa, rileva Politico. “Se i paesi hanno difficoltà finanziarie o sono sul punto di perdere l’accesso ai mercati finanziari a causa della guerra in Ucraina, dobbiamo vedere… come possiamo farlo”, ha dichiarato il numero uno del Mes in una conferenza.

UN MES PER LA DIFESA APPOGGIATO DA GIORGETTI

Al momento dal Mes non si raccolgono reazioni, segnala l’Ansa.

Tuttavia, sempre il direttore generale Pierre Gramegna si è soffermato sull’ipotesi di riforma ricordando il dialogo “con l’Italia per trovare una soluzione”, ha detto da ultimo in un’intervista a Cnbc. “Ma tutte queste cose sono fluide e vengono discusse”. Che questa soluzione sia quindi dare una nuova veste al Meccanismo europeo di stabilità per sostenere le spese in difesa?

“Tutto si può migliorare, anche il Mes”, aveva convenuto a fine dicembre il ministro dell’Economia italiano all’indomani della bocciatura italiana alla modifica del Meccanismo europeo di stabilità, assicurando che il “no”, non era uno strappo con l’Europa. Tanto che sempre “il ministro dell’economia e delle finanze – aveva dichiarato Giorgetti, riferendosi al proprio ruolo di governo, all’indomani del voto che ha diviso la maggioranza – aveva interesse che il Mes fosse approvato per motivazioni di tipo economico e finanziario”.

“Il vicesegretario leghista non è però uomo da perdersi nei rimorsi, e deve essersi messo al lavoro coi suoi esperti del Mef per tirare fuori il coniglio dal cappello” scrive Open.

IN VISTA DELLA PROSSIMA RIUNIONE DELL’EUROGRUPPO

Quindi l’Italia, tramite il titolare del dicastero economico, sta manovrando su un cambio di declinazione per il Mes?

Quel che è certo è che le decisioni sull’uso dei fondi del Mes, come avvenuto con il supporto per la crisi pandemica, vanno prese all’unanimità dal board dei governatori del Meccanismo, composto dai ministri delle Finanze dell’Eurozona, gli stessi che partecipano all’Eurogruppo.

E la prossima riunione dell’Eurogruppo si terrà a brevissimo, lunedì 13 maggio.

Eppure, ieri Agenzia Nova ha scritto che “non ci saranno discussioni su possibili emendamenti ai compiti del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) per un suo utilizzo nel finanziare la difesa comune o aiuti all’Ucraina” citando un alto funzionario europeo.  “Abbiamo negoziato un cambiamento del trattato del Mes e siamo ancora impegnati in questo processo. Non stiamo aprendo una discussione su questo tema”, ha concluso la fonte.

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