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Perché è una svolta il primo sindacato in casa Apple

Apple Sindacato

A Towson, nel Maryland, è stata formata la prima associazione sindacale all’interno di un Apple Store negli Usa

 

Svolta sindacale nella Silicon Valley.

I lavoratori Apple in un negozio nel Maryland hanno votato all’incirca con un rapporto di 2 a 1 per aderire a un sindacato. A promuovere il voto il gruppo di dipendenti chiamato AppleCORE (Coalition of Apple Retail Employees). Ha chiesto così di decidere su stipendi, orari e misure di sicurezza.

Il voto arriva quando i lavoratori della tecnologia, che hanno a lungo evitato la rappresentanza, si sono mostrati più aperti all’idea. La vittoria segue infatti le iniziative sindacali promosse presso Amazon, Starbucks e Alphabet, la società madre di Google.

“Una tendenza avversata dai datori di lavoro anche con minacce e intimidazioni, ma incoraggiata da Joe Biden, che si definisce il presidente “più pro sindacati” della storia Usa” commenta l’Ansa.

Mentre i lavoratori del Maryland sono i primi dipendenti Apple ad approvare la “union”, i dipendenti di oltre due dozzine di altri negozi stanno prendendo in considerazione una mossa simile, ha riferito il New York Times.

Lo scorso anno alcuni dipendenti Apple attuali ed ex avevano iniziato a criticare le condizioni di lavoro dell’azienda online, utilizzando l’hashtag #AppleToo, segnala Reuters.

Tutti i dettagli.

IL PRIMO SINDACATO PER APPLE

Nello scorso weekend è nato il primo sindacato del colosso hi-tech in Usa. Nella votazione conclusasi sabato, 65 dipendenti di un negozio a Towson, nel Maryland, hanno votato per il sindacato, con 33 voti contrari  (basta il 30% delle firme dei dipendenti).

Il gruppo di dipendenti Apple presso il negozio – noto collettivamente come Coalition of Organized Retail Employees (CORE) – aveva scritto una lettera all’amministratore delegato di Apple Tim Cook a maggio informando l’azienda della sua campagna. “La decisione di formare un sindacato riguarda noi lavoratori che ottengono l’accesso a diritti che attualmente non abbiamo”, si legge nella lettera.

LA POSIZIONE DELLE BIG TECH

Come ricorda Axios, Apple e Amazon hanno attivamente incoraggiato i lavoratori a rifiutare gli sforzi organizzativi, mentre Microsoft ha affermato che supporterà i dipendenti che desiderano aderire al sindacato.

Negli ultimi sei mesi il personale di oltre 100 negozi Starbuck’s ha votato per l’unione sindacale, dopo il primo voto di successo a Buffalo. Ad aprile, i lavoratori di una struttura a Staten Island sono stati i primi nella storia di Amazon a votare per aderire a un sindacato. Il colosso dell’e-commerce sta sfidando tale risultato con i funzionari del lavoro, sostenendo un’ingerenza ingiusta da parte dei leader dell’Amazon Labour Union.

LO SLANCIO SINDACALE DEGLI ULTIMI TEMPI

“Sebbene di piccola scala, l’ondata di sindacati ha preso slancio nelle aziende che fino a poco tempo fa erano riuscite a respingere il lavoro organizzato, con tecniche di rottura dei sindacati e una parziale dipendenza da un mercato del lavoro meno competitivo di quello esistente nell’economia post-pandemia di oggi” ha commentato il Financial Times.

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