Economia

Perché c’è trambusto (non solo in Italia) sul Mes

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Mes

Le parole del premier Conte. Lo “sconto” del Mes sui tassi. I no di Francia, Spagna e Grecia. Il sì di Cipro. Il forcing delle associazioni degli imprenditori sul governo italiano per ricorrere al fondo salva Stati “sanitario” e l’analisi di Liturri

 

“Chiederemo di partecipare al progetto Sure, dove ci verranno destinati una ventina di miliardi da destinare agli ammortizzatori sociali. Parteciperemo al progetto Bei. Per quanto riguarda il Mes, sono abbastanza testardo e non cambio idea dall’oggi al domani: quando avremo tutti i regolamenti li studierò e li porterò in parlamento. E con il Parlamento decideremo”.

Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha risposto ieri ad una domanda sul Mes “sanitario”. “Siccome sembrano soldi regalati, ricordiamo a tutti quanti che è un prestito. Quando c’è un prestito, molto dipende da utilità e convenienza, dalle condizioni che vengono fatte”, ha aggiunto il premier.

Ma nella maggioranza di governo, eccetto il Movimento 5 Stelle, sia il Pd che Italia Viva spingono per ricorrere al prestito del fondo Salva stati dedicato alle spese sanitarie dirette e indirette anti Covid-19.

Anche nelle opposizioni ci sono posizioni pro Mes. Forza Italia, infatti, si sta allontanando dalla linea di Lega e Fratelli d’Italia, contrari al ricorso al Mes.

Ha scritto ieri Silvio Berlusconi, fondatore di Forza Italia, in un intervento sul Corriere della Sera: “Si tratta di scrivere un grande piano per la ricostruzione utilizzando al meglio le risorse che l’Europa ci permette di utilizzare. Sono risorse, dal Recovery Fund al Mes, per le quali mi sono battuto personalmente, con i colleghi leader europei del Ppe, affinché fossero rilevanti e venissero rese disponibili per l’Italia”.

In Italia le maggiori associazioni imprenditoriali (e oggi anche l’Abi, l’associazione delle banche, si è espressa a favore) hanno invitato il governo a utilizzare i fondi del Mes.

Tra l’altro il prestito del Mes per l’emergenza pandemica potrebbe essere offerto ora a un tasso negativo pari a -0,07% fino alla scadenza dei sette anni, ha sottolineato oggi il Sole 24 ore. «Il tasso negativo sul nostro prestito significa che i Paesi che lo utilizzeranno saranno pagati per indebitarsi: questo è positivo per i cittadini, per i contribuenti, perché riduce la pressione fiscale. E rende questo prestito pandemico attraente», ha commentato ieri Kalin Anev Janse, calcolando al centesimo la convenienza.

“Alle condizioni vigenti sui mercati, il Mes stima che il risparmio per uno Stato europeo tra i più indebitati, possa arrivare fino a 6 miliardi in dieci anni. Oltre a questo beneficio, il supporto pandemico Mes alleggerisce le aste e il ricorso al mercato dei capitali e contribuisce al restringimento degli spread anche senza essere usato”, ha aggiunto il Sole 24 Ore.

Eppure né la Francia né la Grecia né la Spagna (tra l’altro martoriata come l’Italia dalla pandemia) hanno deciso di ricorrere al Mes.

Solo Cipro, al momento, pensa di utilizzare il prestito del fondo salva Stati per la sanità.

Ma Cipro, ha commentato su La Verità l’analista Giuseppe Liturri, è uno “Stato con gli stessi abitanti della provincia di Bari e già indebitato col Mes, giusto per dare l’idea della disperazione della mossa”).

Liturri ha così analizzato le parole di ieri del direttore finanziario del Mes, Kalin Janse.

“Janse si è concentrato sull’aspetto della convenienza del prestito erogato dal Mes rispetto al costo sostenuto da uno Stato indebitandosi emettendo titoli sul mercato.

Ma, come spesso accade, la toppa è peggio del buco. Per i seguenti motivi:

  1. Si specifica che il tasso del prestito per una scadenza di 7 o 10 anni sarà pari rispettivamente a -0,07% e 0,08%. Nettamente meno rispetto al 1% di una linea di credito secondo le regole ordinarie del Mes. Questo perché il tasso base viene determinato attingendo ad un nuovo “serbatoio” di raccolta specificamente impostato ed i margini e le commissioni sono più che dimezzati. In questo modo, il tasso base non deve essere più il risultato della media con i tassi relativi a precedenti emissioni del Mes, ma viene fuori solo dalle nuove emissioni specificamente dedicate al PSC. Ma Janse deve avvisare il suo capo e fargli correggere il dispositivo di assistenza finanziaria che tuttora è presente sul sito del Mes, pronto ad essere firmato. Là si legge ancora che il tasso base è la media ponderata di tutte le emissioni. C’è scritto chiaramente che “all’inizio si attingeranno i finanziamenti da un serbatoio comune”. Insomma, visto che con i prezzi iniziali la merce restava invenduta, hanno pensato bene di mettere il cartello “saldi”.
  2. Janse è così preciso nell’esporre le differenze tra un prestito a 7 ed uno a 10 anni, ma non lo è altrettanto nell’evidenziare altre differenze. Infatti il tasso applicato dal Mes dipenderà sempre dal suo tasso base e quindi dalle specifiche politiche di raccolta dal Mes sui mercati. Quindi i maggiori costi di raccolta verranno ribaltati sempre sui Paesi beneficiari. Non dimentichiamo che ci vorranno 7 mesi al Mes per erogare quei fondi. E per quale motivo un Paese come l’Italia deve attendere tanto tempo per avere fondi che raccoglierebbe in qualche giorno sui mercati, senza sostenere il rischio di futura oscillazione dei tassi? Sfortunatamente per Janse, proprio ieri il Tesoro ha raccolto 14 miliardi con il nuovo Btp decennale al tasso del 1,71%, a fronte di un’offerta di oltre 100 miliardi. Quindi Janse sta confrontando un tasso certo (Btp a 10 anni) con uno incerto (dipendente dalle politiche di raccolta del Mes). Errore imperdonabili anche al corso base di finanza aziendale”.

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