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Perché l’Antitrust multa Vinted, l’app di moda di seconda mano

Vinted

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comminato una sanzione di 1,5 milioni di euro alla società Vinted Uab, per pratiche commerciali scorrette. Ecco tutti i dettagli del provvedimento del Garante

 

“Il bello è che vendi senza commissioni” su Vinted non è proprio così secondo l’Antitrust, che ha multato l’app che permette di vendere e acquistare vestiti di seconda mano.

L’Antitrust italiana ha concluso un’istruttoria nei confronti della società lituana Vinted UAB comminando una sanzione di 1,5 milioni di euro per “modalità scorrette di promozione della piattaforma di compravendita www.vinted.it”.

Lo si legge in una nota dell’Autorità presieduta da Roberto Rustichelli nella quale si spiega che a finire sotto la lente sono stati in particolare i costi delle operazioni di compravendita e il prezzo effettivo dei prodotti commercializzati online.

Il rivenditore con sede a Vilnius ha oggi 75 milioni di utenti registrati nei suoi 18 mercati tra cui l’Italia.

Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) Vinted ha diffuso informazioni ingannevoli in merito ai reali costi delle transazioni commerciali sulla gratuità delle operazioni di compravendita e assenza di commissioni. “La società ha però omesso di indicare in modo chiaro e trasparente, fin dal momento dell’iniziale aggancio pubblicitario, si legge, l’esistenza a carico dei consumatori di costi ulteriori rispetto al prezzo di acquisto del prodotto, legati all’applicazione della commissione per la “Protezione Acquisti” e alle spese di spedizione”.

Tutti i dettagli sugli illeciti accertati dall’Antitrust riguardo l’unicorno lituano del richiamo all’usato.

COSA FA VINTED

Fondata nel 2008 in Lituania, Vinted opera come marketplace per la compravendita di abbigliamento e accessori di seconda mano in numerosi Paesi, tra i quali dal 2020 l’Italia, dove è attiva attraverso il sito internet www.vinted.it e le correlate applicazioni mobili scaricabili su smartphone o tablet per la compravendita tra privati di oggetti di abbigliamento.

TUTTI I NUMERI

Nel 2019 Vinted ha raccolto 128 milioni di euro in un round di finanziamento che ha valutato l’azienda a 1 miliardo di euro e ha regalato alla Lituania il suo primo unicorno tecnologico. A guidare il finanziamento il fondo di venture capital della Silicon Valley Lightspeed Venture Partners.

La società ha chiuso il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2021 con un fatturato  di 245 milioni di euro.

Come ha raccontato di recente Eleonora Porta, pr manager southern Europe per la piattaforma Vinted ad Affari&Finanza: “Vinted, che è stata fondata in Lituania nel 2008, conta oggi una community di oltre 75 milioni di membri registrati in 18 mercati, e più di 7 milioni di membri in Italia”.

PERCHÉ È CALATA LA SCURE DELL’ANTITRUST

Ed è proprio quei 7 milioni di utenti italiani che Vinted avrebbe ingannato secondo l’Antitrust.

L’Autorità ha infatti accertato l’ingannevolezza delle modalità di prospettazione del prezzo effettivo dei prodotti commercializzati sulla piattaforma, in quanto Vinted non ha indicato in modo chiaro e completo, sin dall’inizio del processo di acquisto, ossia nella pagina dei risultati di ricerca/catalogo (homepage), il prezzo effettivo dell’articolo reclamizzato, l’esistenza e l’entità della commissione richiesta ai clienti per ogni acquisto effettuato sulla piattaforma e le spese di spedizione.

Le condotte scorrette, attuate da Vinted a partire almeno da dicembre 2020, risultano integrare una pratica commerciale scorretta ai sensi degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo, in quanto idonea a ingannare i consumatori su modalità e costi delle operazioni di compravendita eseguibili sulla piattaforma, e dunque a indurli ad assumere una decisione circa l’acquisto di un prodotto sul sito www.vinted.it che non avrebbero altrimenti preso.

CHE SUCCEDERÀ ADESSO

Ora, conclude la nota dell’Agcm, la società dovrà comunicare le iniziative assunte per superare le criticità evidenziate nella delibera dell’Autorità entro 60 giorni dalla notifica.

LA REPLICA DELL’AZIENDA

“Vinted si impegna a offrire un marketplace C2C facile da usare, sicuro e trasparente per l’acquisto e la vendita di vestiti e oggetti di seconda mano. Lavoriamo incessantemente per migliorare di continuo la piattaforma e i servizi di Vinted proprio per garantire ai nostri membri un’esperienza positiva. Riteniamo che il nostro servizio sia trasparente nel veicolare le informazioni relative alle commissioni e pienamente in linea con gli standard del settore” replica la società in una nota inviata a Startmag.

“Pur non condividendo le conclusioni dell’AGCM, abbiamo collaborato pienamente e in maniera trasparente nel corso del procedimento per cercare di trovare soluzioni condivise, come chiaramente riconosciuto dall’Autorità. Questo approccio ha caratterizzato anche le nostre comunicazioni pubblicitarie, che l’Autorità ha confermato essere pienamente legittime a seguito delle modifiche apportate tempo fa” ha aggiunto Vinted. “Da parte nostra, forniamo molteplici e chiare comunicazioni relative al costo della Protezione Acquisti sia nel corso del processo di acquisto che nella documentazione legale e nelle informative disponibili sulla nostra piattaforma. Le medesime informazioni, dove opportuno, sono veicolate anche all’interno dei nostri messaggi pubblicitari diffusi in Italia” precisa l’azienda nella nota.

“Infine, è importante sottolineare che i costi della Protezione Acquisti sono variabili in quanto si basano sia su una percentuale applicata al prezzo dell’articolo, che su un importo fisso; per questo motivo l’importo finale della commissione dipende dal prezzo dell’oggetto. Poiché il nostro marketplace è basato sulla community e il prezzo può essere negoziato dagli utenti, l’importo finale della Protezione Acquisti viene calcolato al termine della transazione. Per questi motivi non concordiamo con le valutazioni dell’Autorità e faremo appello contro la decisione” conclude la nota di Vinted.

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