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Pensioni, che cosa c’è e che cosa non c’è nei programmi elettorali

Pensioni

L’intervento di Michele Poerio, Presidente Nazionale FEDER.S.P.eV. e Segretario Generale CONFEDIR, Stefano Biasioli, Segretario APS-Leonida e FEDER.S.P.eV. e Pietro Gonella, Responsabile Centro Studi FEDER.S.P.eV.

 

Riparte la giostra delle promesse elettorali con  una campagna in cui tutti i partiti promettono per le future pensioni mirabolanti interventi di “flessibilità in uscita” (in parole povere andare in pensione prima). Inoltre il 31 dicembre scadono non solo quota 102 (pensione a 64 anni con 38 di contribuzione) ma anche “l’opzione donna” e “l’ape sociale” (canali che consentono di andare in pensione prima).

Il problema è che tutti i miglioramenti della “flessibilità  in uscita” saranno frenati inevitabilmente dall’inflazione galoppante di questi ultimi mesi. Questi dati sono contenuti nel recente rapporto annuale su “le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario” diffuso dalla Ragioneria generale dello Stato nel quale si precisa che il Governo nel documento di economia e finanza dello scorso aprile ha rivisto le stime, rispetto a quelle del 2021, a causa del brusco aumento dell’inflazione verificatosi fra la fine del 2021 e 2022 (13MLD di euro), senza considerare i tassi in rialzo, debito pubblico in espansione, siccità, guerra e Covid-19 sempre più sottovalutato.

Per le pensioni in essere nessuna novità, ci lasciano, però, perplessi le notizie apparse sulla stampa circa l’aumento di spesa per le pensioni fino a quasi il 17% del PIL nel 2023.

Ma si vuol capire, una volta per tutte, che si tratta di dati fasulli determinati dalla fusione della spesa assistenziale con quella pensionistica “vera”?  A quando la separazione dell’assistenza dalla previdenza (prevista dalla Costituzione e dalla legge 88 del 1989)? Non vorremmo che qualche politico (magari “capopartito”) proponesse il ripristino del blocco della perequazione e del contributo di solidarietà previsti dalle leggi di bilancio dei Governi Conte I e II e che con le nostre battaglie siamo riusciti ad eliminare (come già successo nel novembre scorso alla fine di un colloquio con il Presidente Draghi).

Tutto ciò premesso, passiamo, quindi, alla disamina dei singoli  programmi.

PROGRAMMA 5 STELLE

(13 facciate, con il welfare sul fondo della prima pagina)

In realtà, il programma parla di: SALARIO MINIMO (9 euro lordi / ora); CONTRASTO al PRECARIATO, agevolando i contratti a tempo indeterminato; STAGE e TIROCINI a PAGAMENTO (con tirocinio valido ai fini pensionistici); STABILIZZAZIONE delle DECONTRIBUZIONI al SUD.

In definitiva, i 5S non specificano la loro visione sul problema pensionistico, come se a loro andassero bene le regole attuali e come se fossero disponibili ai diktat che l’Ue metterà verosimilmente sull’attuale spesa pensionistica italiana.

Quindi, ai 5S, va bene l’attuale caos istituzionale Inps, che vede una commistione terrificante tra voci previdenziali “vere” e voci assistenziali, in costante crescita di spesa.

PROGRAMMA PD

(37 facciate, di cui quelle delle pagine 19/22 sono dedicate a lavoro, pensioni, disuguaglianze).

Anche noi concordiamo sul fatto che il lavoro sia la spina dorsale della democrazia, ovviamente insieme ai diritti/doveri della singola persona, in una società libera.

Per quanto riguarda concretamente gli aspetti pensionistici, il PD propone le seguenti idee:

  •  …“maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione, a partire dai 63 anni di età, da realizzarsi nell’ambito dell’attuale regime contributivo e in coerenza con l’equilibrio di medio/lungo termine del sistema previdenziale”. Commento: ci saremo aspettati una proposta molto più dettagliata che, partendo dal dato attuale del rapporto spesa pensionistica/Pil, specificasse cosa si intenda per “equilibrio medio e a lungo termine del sistema previdenziale”. Per questo valgono le nostre considerazioni fatte sul programma dei 5S
  •  …“Pensioni di garanzia per le nuove generazioni e per quanti hanno carriere lavorative discontinue e precarie”. Commento: non si capisce come questo possa verificarsi nell’ambito dell’attuale regime contributivo, se non utilizzando, a questo scopo, risorse assistenziali Inps, con il caos gestionale sopra ricordato.
  • …“Favorire l’accesso pensionistico a chi ha svolto lavori gravosi/usuranti/cure in ambito familiare…” Commento: si dimentica che l’elenco dei lavori usuranti esclude totalmente il personale sanitario e che “rendere strutturali l’APE sociale e l’OPZIONE donna” significa ulteriori spese assistenziali da preventivare e finanziare. Come?
  •  …“Rinforzare la previdenza complementare e il ricambio generazionale…” Commento: ancora una volta: se gli stipendi sono bassi e se il lavoro e precario, come potrà un lavoratore pensare ad una previdenza complementare, soprattutto in tempi di inflazione e di crisi energetica?
  •   …“Aumentare la platea dei beneficiari e il valore della 14a per tutelare i pensionati di fronte al carovita. Commento: si veda sopra. Quanto costerebbe e da cosa verrebbe finanziata questa misura?
  • …“Part-time volontario pienamente retribuito al compimento del 60° anno di età” Commento: questa proposta configge con le regole attuali e dividerebbe i volontari attuali del terzo settore tra soggetti retribuiti e soggetti non retribuiti, con evidenti confusioni di regole e di responsabilità.

In definitiva: ci si chiede, anche per il PD, perché si elaborino proposte così allettanti ma estremamente generiche, senza nessun accenno ai finanziamenti specifici. Ancora – qual è l’idea del PD attuale sulla riforma Fornero, tenuto conto della “disastrosa” applicazione pluriennale della riforma stessa?

PROGRAMMA CENTRO-DESTRA

(Punto 9)

Il programma del centro destra non è presentato in eleganti pamphlet e brochure ma in poche paginette di 15 punti. Il punto 9 riguarda lo stato sociale e il sostegno ai bisognosi. Eccolo:

In questa parte del programma si “accenna” alle pensioni minime, sociali e di invalidità, ipotizzandone l’innalzamento.

Ci chiediamo: come, quando e in che modo si intenda procedere. Aumento di tutte le pensioni minime? Di tutte le pensioni sociali e di invalidità? Prima o dopo aver controllato il permanere delle condizioni di fruizione pensionistica? Separando o no “l’assistenza” dalla “previdenza”?

Secondo aspetto:

…“Flessibilità in uscita dal mondo del lavoro e accesso alla pensione, favorendo il ricambio generazionale”.

Commento: anche questa è una proposta generica, che presuppone la modifica integrale della legge Fornero, neppure citata.

Tuttavia ci siamo presi la briga di leggere anche il programma della Lega (pagina 112) che dettaglia alcuni punti che riassumiamo:

…“la pensione è un diritto non negoziabile… va totalmente rivista la riforma Fornero del 2011”… (estensione del metodo contributivo, aumento di un anno dell’età per la pensione anticipata, aumento dell’età della pensione di vecchiaia, fenomeno degli esodati).

Commento: concordiamo sul concetto di “riformare e stravolgere in meglio tutto il comparto pensionistico nazionale, favorendo un ricambio generazionale con trasferimento di competenze e conoscenze… in modo da garantire una pensione adeguata a tutti”.

La LEGA specifica la proposta: pensione di anzianità con 41 anni di contributi (per le donne ogni figlio vale un anno di contributo); pensione di vecchiaia per le donne a 63 anni di età (oggi 67) e 20 anni di contributi; pensione minima di 1.000 euro per i lavoratori interamente nel regime contributivo; rivalutazione annuale delle pensioni sulla base dell’indice Istat registrato al 31 dicembre dell’anno precedente; opzione donna: il trattamento pensionistico diventa strutturale; APE social: proroga dell’anticipo pensionistico; riscatto laurea ai fini pensionistici.

Commento: preliminarmente ci chiediamo quale sia realmente la proposta pensionistica del Centro-Destra. Se quella generica riportata all’inizio o quella più dettagliata della Lega.

Ci chiediamo altresì, quale sia realmente la proposta pensionistica di Fratelli d’Italia, perché temiamo che – sul tema così importante per il 28% degli italiani – le idee della Meloni non siano, purtroppo, molto distanti da quelle del Centro-Sinistra.

Non solo, ma, anche nelle proposte della Lega e di tutto il Centro-Destra, mancano alcuni elementi fondamentali:

  •  il dettaglio sui finanziamenti e sulla quantificazione della spesa pensionistica nei prossimi 5/10 anni;
  •  la volontà o meno di confermare Tridico come presidente dell’Inps;
  •  la volontà o meno si separare la spesa assistenziale da quella previdenziale nei bilanci Inps;
  • la volontà o meno di fare chiarezza sui valori economici della spesa previdenziale e di quella assistenziale in rapporto al Pil, onde evitare di essere “bacchettati e penalizzati” dalla UE perché (dice che) “la spesa pensionistica italiana è – in rapporto al Pil – è superiore rispetto a quella media dei paesi UE”;
  • la volontà o meno di concordare con le casse pensionistiche degli enti previdenziali autonomi un protocollo di azione, che riduca la tassazione dei contributi previdenziali integrativi e facoltativi e che consenta loro di utilizzare come welfare integrativo il 10-15% dei saldi positivi di bilancio.

Commento finale: una cosa sono le mirabolanti proposte elettorali, altra cosa sono le realizzazioni concrete delle stesse, nonché le relative priorità. Pertanto, da pensionati “attivi e scafati”, attendiamo i risultati elettorali, la nuova compagine governativa, i nomi dei ministri del Lavoro, dell’Economia – e della Sanità nonché la tempistica e i dettagli economici dei nuovi provvedimenti relativi al welfare.

TERZO POLO

(Calenda-Renzi, Punto 11)

Il terzo polo ha elaborato un programma, integralmente scritto da Calenda, di ben 68 facciate. Al welfare (undicesimo tema)  ne sono dedicate due.

Trattano di: anziani, di terzo settore, volontariato e sport. Sempre in maniera generica:

…“Le persone anziane sono una risorsa per la società e vanno considerate una ricchezza attiva e non solo bisognose di assistenza”.

Il programma non cita mai temi pensionistici “concreti” ma – identifica provvedimenti quali: dipartimento per la terza età presso la PdCM; il garante dei diritti della terza età; le linee guida per i centri sociali degli anziani; la prevenzione psicologica e sanitaria nei centri anziani; l’azzeramento della burocrazia per gli anziani e il contrasto al digital divide. Uno spazio viene dedicato al terzo settore e alla visione dell’economia sociale come capitolo di investimento e non di spesa.

Commento: da un tecnico come Calenda e da un imbonitore come Renzi, non ci saremo aspettati un “buco tematico” sulle pensioni, considerando che gli over 65 sono almeno il 23% della popolazione e votano tutti, a differenza dei soggetti in età giovanile.

COMMENTO FINALE

Spetta a Noi il compito di ribadire, ancora una volta, la NON RINVIABILITÀ della separazione della Previdenza dall’Assistenza, nel bilancio INPS. Lo dicono i numeri: nel 2020 (ultimo dato disponibile) la spesa Assistenziale è stata di ben 144 miliardi (ovvero il 93% dell’intera spesa Previdenziale, pari a 155 miliardi, al netto dell’Irpef!). È ormai evidente che, purtroppo, tale ingente spesa Assistenziale non ha affatto eliminato la povertà, paradossalmente  RADDOPPIATA.

Nonostante le affermazioni categoriche di Di Maio & C. dal poggiolo di Palazzo Chigi, un recente studio ha infatti evidenziato che il 25% della popolazione italiana è a rischio povertà! Sono stati sperperati miliardi, con un effetto finale contrario alle speranze di quella parte politica: gli stati indigenza non si sono ridotti, ma sono invece cresciuti in termini quasi esponenziali.

In generale ci poniamo queste domande finali sulle 4 proposte elettorali esaminate:

  • perché su questi temi non sono state interpellate le confederazioni autonome dei lavoratori attivi e dei pensionati?
  • Perché non è stato coinvolto il Cnel?
  •  Perché non sono stati coinvolti gli Enti previdenziali professionali?

…… AH, SAPERLO…. SAPERLO!!!!

 

Michele Poerio, Presidente Nazionale FEDER.S.P.eV. e Segretario Generale CONFEDIR

Stefano Biasioli, Segretario APS-Leonida e FEDER.S.P.eV.

Pietro Gonella, Responsabile Centro Studi FEDER.S.P.eV.

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