Economia

Ops, ecco chi e come scommette sul rilancio di Intesa per Ubi

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Analisti, broker e Dagospia prevedono un ritocco all’insu del prezzo dell’Offerta pubblica di scambio (Ops) di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca

 

Dopo l’attesa bocciatura, all’unanimità, da parte del board di Ubi Banca ora gli occhi sono puntati sui soci dell’istituto guidato da Victor Massiah, chiamati a dire – entro il 28 luglio – se accettano o meno lo scambio offerto da Intesa Sanpaolo. Ca’ de Sass il 17 febbraio scorso ha messo sul piatto 17 sue azioni a fronte di 10 di Ubi: corrispettivo ritenuto decisamente non congruo dal consiglio d’amministrazione presieduto da Letizia Moratti e che “esprime una valorizzazione che non riflette il suo reale valore e penalizza gli azionisti di Ubi Banca rispetto a quelli di Intesa Sanpaolo”.

Parole che non hanno probabilmente stupito il dominus del primo gruppo bancario italiano, Carlo Messina, alle cui orecchie già all’indomani del lancio dell’Ops sono arrivate le parole di dissenso da parte del potente Comitato azionisti di riferimento (Car), patto di sindacato che detiene circa il 20% di Ubi.

Ma a questo punto, di fronte al rischio del fallimento dell’operazione o del raggiungimento del famoso “50% più una azione”, il banchiere romano potrebbe pensare ad un ritocco dell’offerta? A domandarselo sono parecchi, e alcuni analisti e titolisti ne sono sicuri. Vediamo.

IL REPORT DI KEPLER

Propende per l’ipotesi rilancio il broker francese Kepler Cheuvreux. “Complessivamente consideriamo l’offerta di Intesa adeguata – hanno spiegato gli analisti – ma non escludiamo che il management possa decidere di migliorarla aggiungendo una componente cash, fino a 0,3 euro per azione Ubi”, che comporterebbe un incremento del 10%. Ritocco che potrebbe arrivare già giovedì 9 luglio quando è in programma una riunione del board di Intesa Sanpaolo: una revisione al rialzo dell’offerta “potrebbe aiutare l’istituto a convincere alcuni degli azionisti ‘core’, che si sono espressi contro l’ops”.

LE VALUTAZIONI

In ogni caso, da Kepler per gli azionisti di Ubi arriva il consiglio di aderire all’offerta sottolineando che “la valutazione implicita di Ubi derivante dal concambio è superiore del 14% al target di Ubi stand alone” e che “il premio sale al 30% considerando il target price stand alone di Intesa e al 38% applicando il target post fusione tra le due banche”.

COSA DICE BOFA

Della stessa opinione sono gli analisti di Bank of America Merrill Lynch che però bocciamo l’idea di “aggiungere una componente cash all’offerta” perché ne deriverebbero “effetti negativi sul capitale della banca post fusione. Questo – chiariscono gli analisti di Bofa – potrebbe essere giudicato un risultato non auspicabile sia dal regolatore che dal mercato”.

L’ANALISI DI BUSINESS INSIDER ITALIA

Intanto, Business Insider Italia ha spiegato come “sulla base delle quotazioni di Piazza Affari al 14 febbraio 2020, questo scambio offriva ai soci di Ubi un valore aggiunto del 28%, ma stando ai prezzi di Borsa di questi giorni il premio è diventato negativo (alla chiusura del 6 luglio la valutazione di Ubi implicita nell’offerta è pari a circa 3 euro, contro i 3,2 di Piazza Affari)”, ha scritto Carlotta Scozzari. Ieri sera in calo il titolo della banca lombarda che ha chiuso le contrattazioni a 3,14 euro in una giornata, però, in cui hanno lasciato qualcosa sul terreno anche Intesa Sanpaolo e Unicredit.

COSA HA SCRITTO LA STAMPA

“Secondo fonti qualificate – scriveva sabato scorso Francesco Spini de La Stampa – il rilancio non è più considerato un tabù”. Il timore infatti, con l’ottenimento del 50% più un’azione, è che si crei un “potenziale stallo” ad esempio sulla vendita a Bper dei 532 sportelli per rispettare gli impegni presi con l’Antitrust (e proprio sugli sportelli di Bper si sono prese a sportellate Ubi e Intesa, qui l’approfondimento di Start).

LE CERTEZZE DI DAGOSPIA

La Borsa, scriveva giorni fa il Giornale rilanciato da Dagospia, “scommette su un rilancio (finora argomento tabù per Intesa)”. Il titolo del sito fondato e diretto da Roberto D’Agostino – che sta seguendo con passione l’Ops di Intesa con un’impostazione di certo non sfavorevole al gruppo capeggiato dall’ad, Messina, è stato per nulla dubbioso o ipotetico: “Vedrete che negli ultimi giorni dell’Ops, con un rilancio a suon di bigliettoni, Messina si porterà a casa Ubi.

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